Creare la superiorità in fase di possesso: teoria e proposte pratiche

Sommario

In questo articolo analizziamo le diverse tipologie di superiorità nel calcio con alcune proposte pratiche per allenarle

Organizzazione

Nel calcio recente è di fondamentale importanza che il giocatore sappia interpretare i contesti di gioco, riconoscendo gli spazi da riempire e occupare, quelli da conquistare e attaccare, oltre a quelli da svuotare e liberare, il tutto per poter determinare zone di campo favorevoli per sfruttare delle situazioni di superiorità nei confronti della squadra rivale.

Quando si parla di superiorità nel calcio, non si fa esclusivamente riferimento a un vantaggio numerico ma anche a delle situazioni convenienti che si possono determinare durante le fasi di gioco per mettere in difficoltà le squadre avversarie.

Andiamo inizialmente ad analizzare quali sono le superiorità nel calcio che si possono ricercare durante la fase di possesso palla:

  • La superiorità numerica, che consiste nel vantaggio numerico in una determinata zona di campo rispetto all’avversario
  • La superiorità qualitativa, che si traduce nel ricercare e sfruttare le maggiori abilità di un compagno rispetto al diretto avversario.
  • La superiorità posizionale, ovvero il trovare un giocatore che occupa una posizione di campo favorevole e vantaggiosa rispetto all’avversario (ad esempio il giocatore che riceve palla tra le linee).
  • Infine la superiorità socio-affettiva, ovvero una sorta di superiorità relazionale dove l’intesa e le collaborazioni di gioco tra i compagni di squadra o di un reparto o di una catena, sono superiori rispetto alle azioni difensive e di contrasto dei diretti avversari, che non riescono a limitarne gli sviluppi di gioco.

Durante una partita capita spesso che i diversi tipi di superiorità siano interconnessi tra loro e quindi possono verificarsi anche contemporaneamente o essere la conseguenza l’una dell’altra.

Ma andiamo ora ad analizzare più nel dettaglio le diverse tipologie di superiorità!

 

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LA SUPERIORITÀ NUMERICA NEL CALCIO

La superiorità numerica alcune volte può verificarsi naturalmente in alcune zone di campo, considerando la contrapposizione tra due sistemi di gioco, altre invece deve essere ricreata. Può essere ricercata già in fase di manovra da dietro, durante la costruzione di gioco che avviene sotto la prima linea di pressione avversaria.

L’obiettivo deve essere quello di riconoscere il tipo di pressione e con quanti uomini la squadra rivale decide di “venirci a prendere”, per poi ricercare la superiorità, alzando o abbassando uno o più elementi da una “settore” all’altro, per costruire almeno con un giocatore in più (oltre al portiere) rispetto alla disposizione avanzata antagonista. I giocatori dovranno interpretare la situazione e trovare la dislocazione ideale per ricreare la superiorità numerica modificando di fatto l’assetto tattico iniziale della squadra.

Creare superiorità nel calcio azione partita

Immagine n. 1: il Napoli contro la Lazio alza entrambi i terzini in zona mediana per costruire con i soli due difensori centrali in superiorità numerica nei confronti dell’attaccante biancoceleste Immobile.

 

Se gli avversari dovessero pressare alti, ricercando l’uomo contro uomo a tutto campo, seguendo tutti i movimenti finalizzati a ricreare la superiorità in costruzione, l’obiettivo deve essere quello di verticalizzare in avanti per gli offensivi che a quel punto si ritroverebbero in una vantaggiosa situazione di parità numerica contro i difensori avversari.

Durante la fase di sviluppo del gioco, le situazioni di superiorità numerica possono essere ricercate attraverso uno scaglionamento ideale attorno al possessore di palla, con i giocatori che dovranno muoversi in modo da costituire attorno al portatore palla  quelli che vengono comunemente definiti “i 4 ruoli fondamentali”: sostegno, vertice e due appoggi laterali, oppure tramite degli inserimenti come le sovrapposizioni esterne o interne o tramite l’utilizzo del cambio di gioco, soprattutto contro squadre che difendono facendo molta densità in zona palla.

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Immagine n. 2: si nota come il Napoli va a costituire la figura del rombo attorno al portatore di palla con almeno un sostegno, due appoggi laterali e un vertice. Spesso la ricerca di queste posizioni porta la squadra ad essere in superiorità numerica in zona palla.

 

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Immagine n. 3: un ulteriore esempio di come il Napoli vada a fare densità vicino al possessore ricercando i “4 Ruoli Fondamentali”

 

Nell'esempio che vediamo di seguito il Napoli sta chiaramente cercando di sfruttare le abilità di Kvaratskhelia, per creare opportunità offensive. Quando Kvaratskhelia controlla il pallone e punta il suo rivale diretto accentrandosi verso il centro il terzino sinistro, Mario Rui, legge la situazione e riconosce l'opportunità di sovrapporsi all'attaccante. In questo modo  Mario Rui crea una "sovrapposizione esterna" con Kvaratskhelia. Questo movimento sincronizzato tra l'attaccante esterno e il terzino sinistro crea un'ulteriore pressione sulla difesa avversaria.

L'effetto di questa sovrapposizione esterna è che si crea una situazione di "2 > 1" nei confronti del difensore rivale. In altre parole, la difesa avversaria si trova in una situazione di inferiorità numerica poiché deve ora affrontare due giocatori del Napoli (Kvaratskhelia e Mario Rui) contro un solo difensore. Questo può creare opportunità di passaggio, cross o tiri aumentando le possibilità di fare un gol.

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Immagine n. 4: il Napoli gira il gioco sull’attaccante esterno sinistro Kvaratskhelia.

 

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Immagine n. 5: Kvaratskhelia controlla e punta il suo rivale diretto accentrandosi. Il terzino di parte Mario Rui legge la situazione e aumenta la sua corsa per andare in sovrapposizione al compagno.

 

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Immagine n. 6: si crea una situazione di 2 > 1 nei confronti del difensore rivale.

 

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Immagine n. 7: Kvaratskhelia premia la sovrapposizione del compagno.

 

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Immagine n. 8: Mario Rui si ritrova libero di calciare in porta.

 

Questo approccio tattico aumenta le possibilità di segnare, ma per farlo con successo, la squadra deve valutare attentamente la situazione numerica, uscendo da zone di densità solo quando si è in una vera condizione di inferiorità.

Capita spesso infatti, che il possessore pressato non si renda conto della situazione di superiorità numerica in zona palla e quindi cerchi un cambio gioco in maniera inopportuna, costringendo i compagni a dover ricominciare la manovra, o addirittura a perdere il possesso per via dell’inferiorità in cui si trovavano sul lato opposto.


LA SUPERIORITÀ QUALITATIVA NEL CALCIO

Una strategia può essere proprio quella di creare densità in una zona laterale del campo, per attirare gli avversari e successivamente attaccarli sul lato “debole”, con il possessore che dovrà “leggere” il momento giusto per dare inizio al cambio di gioco.

Spesso questa strategia viene utilizzata anche per sfruttare un eventuale superiorità qualitativa approfittando delle abilità di un giocatore nell’1 > 1.

Un esempio lampante in tal senso è stato ancora Kvaratskhelia del Napoli di Spalletti. La squadra partenopea dopo aver orientato il pallone in una determinata zona di campo per attrarre gli avversari, andava poi a cercare il georgiano (spesso con un cambio di gioco) che a quel punto poteva sfruttare le sue grandi doti nel dribbling per vincere i duelli con il diretto avversario.

A seguire possiamo notare proprio un esempio di quanto descritto.

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Immagine n. 9: il Napoli dopo aver attratto gli avversari verso il lato destro del campo, tramite un cambio di gioco del difensore centrale va a cercare Kvaratskhelia che si trova in situazione di 1 > 1 con il difensore avversario.

 

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Immagine n. 10: Kvaratskhelia sfrutta le sue grandi doti nel dribbling (superiorità qualitativa).

 

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Immagine n. 11: il georgiano dopo aver superato facilmente il diretto avversario si invola verso l’area di rigore.

 

Allo stesso modo per isolare un giocatore con grandi capacità nel duello offensivo, si può utilizzare il principio “Gioco dentro per andare fuori”, ovvero si cerca di trovare inizialmente una giocata “dentro” al campo, tramite un passaggio filtrante o passaggio chiave (trasmissione che supera una o più linee di pressione rivali), attirando gli avversari, costringendoli a chiudersi e stringersi, per poi andare “fuori” (esternamente) attraverso un giocatore che funge da “raccordo”, dove si potrà sfruttare una situazione di  superiorità qualitativa 1>1.

Nelle immagini a seguire si evidenzia un esempio di applicazione di tale principio sempre dal Napoli di Spalletti. Si nota infatti, come Lobotka vada a giocare dentro per Anguissa (che si trova in una superiorità posizionale tra due avversari) che funge da raccordo per servire fuori l’esterno alto Politano che andrà a giocarsi l’1 > 1 con il suo diretto avversario.

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Immagine n. 12: Lobotka conduce a palla “aperta” e Anguissa si posiziona sopra la linea di pressione tra due avversari (superiorità posizionale)

 

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Immagine n. 13: Lobotka gioca dentro per Anguissa che fa da raccordo per servire l’attaccante esterno Politano che si trova inizialmente in una superiorità posizionale (ai lati del reparto di centrocampo antagonista).

 

Immagine n. 14: Politano va a puntare il suo diretto avversario per sfruttare le sue capacità nel dribbling (superiorità qualitativa).

 

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Immagine n. 15: Politano supera il difendente e si invola verso il fondo.


LA SUPERIORITÀ POSIZIONALE NEL CALCIO

La superiorità posizionale si ottiene quando il giocatore si trova in una posizione vantaggiosa in termini di spazio e tempo, rispetto agli avversari più vicini, anche se questi sono in numero superiore.

Alcuni esempi li ritroviamo quando un calciatore riceve palla tra due “linee” di pressione avversarie, o nello spazio tra due giocatori dello stesso reparto (vedi Anguissa nelle precedenti immagini), o in zona esterna alle linee rivali.

Nelle immagini a seguire viene evidenziata nella stessa azione sia una superiorità posizionale tra due reparti, sia una superiorità posizionale esterna alle linee.

Il portiere del Napoli inizia l'azione servendo un passaggio filtrante al playmaker posizionato alle spalle della linea di pressione avversaria, creando così una "superiorità posizionale". Il playmaker, a sua volta, effettua un passaggio chiave alla mezzala, che agisce come collegamento tra il centrocampo e il terzino. In questo momento, il terzino si posiziona ai lati della linea di centrocampo avversaria, sfruttando una "superiorità qualitativa".

Questo processo illustra come il Napoli utilizzi una combinazione di superiorità posizionale e qualitativa per creare opportunità in attacco, in cui il portiere inizia l'azione, il playmaker distribuisce il pallone in modo strategico e il terzino si muove in avanti per supportare l'attacco.

Creare superiorità nel calcio

Immagine n. 16: il portiere del Napoli serve con un filtrante il play posizionato solo, alle spalle della linea di pressione avversaria (superiorità posizionale)

 

Creare superiorità nel calcio

Immagine n. 17: il play serve con un passaggio chiave la mezzala che funge da raccordo per il terzino

 

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Immagine 18: si nota come il terzino si alza posizionandosi ai lati della linea di centrocampo antagonista (superiorità qualitativa)

 

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Immagine 19: il terzino dopo aver ricevuto solo conduce velocemente in avanti.


LA SUPERIORITÀ SOCIO-AFFETTIVA NEL CALCIO

La superiorità socio-affettiva si manifesta quando l'intesa e la positività del legame tra i giocatori raggiungono un livello tale da generare una sorta di connessione emotiva che si riflette nella qualità della recitazione.

In questo contesto, si tratta di una superiorità che trascende il mero aspetto ludico e assume una dimensione psicologica, poiché il legame complice tra i partecipanti crea un ambiente in cui la spontaneità e l'empatia favoriscono una recitazione più autentica e coinvolgente. La paternità nella recitazione emerge così come risultato di una connessione sociale profonda e positiva, elevando l'esperienza ludica a una dimensione psicologicamente arricchente.


PROPOSTE PRATICHE CREARE SUPERIORITÀ NEL CALCIO

Abbiamo visto quindi che per ricercare efficacemente i vari tipi di superiorità durante una partita, oltre alla strategia adottata e alle abilità tecniche dei giocatori, diventano di fondamentale importanza le competenze cognitive, che potranno essere allenate solo attraverso esercitazioni che ripropongano contesti di gioco simili a ciò che accade in gara.

Vediamo ora alcune proposte pratiche per allenare i principi appena descritti!

 

PARTITA A TEMA

Partita a tema per ricercare la superiorità numerica attraverso il principio del "gioco dentro per andare fuori"

 

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GIOCO DI POSIZIONE

Gioco di posizione per ricercare la superiorità numerica alle spalle della linea di pressione avversaria

 

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PARTITA A TEMA
Durata: 15 minuti

Partita a tema per ricercare la superiorità numerica in zona palla

 

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Giuseppe Rauso

Qualifica di allenatore professionista con diploma UEFA A, presso il Settore Tecnico di Coverciano conseguita nel 2019.

Qualifica di Personal Trainer del Coaching Calcio Italia con diploma UEFA A, conseguita nel 2016.

Qualifica di Personal Trainer riconosciuta dal CONI presso la For Fit Academy.

Da allenatore dopo una breve parentesi nel Settore Giovanile ha allenato le Prime Squadre di numerose società dilettantistiche di Veneto e Friuli, con esperienze anche nel calcio femminile (Portogruaro e Pordenone) collezionando oltre 450 panchine.

Autore del Libro “Il calcio per principio” con prefazione di mister Bruno Tedino, un manuale utile per allenatori, giocatori e gli amanti di questo sport, dove parla dell’importanza di allenare i giocatori per Principi di gioco.

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