Sommario
L’allenatore è prima di tutto educatore e, attraverso il suo modo di porsi e comunicare, e gli insegnamenti che dà, cresce Persone, oltre che calciatori.Organizzazione
Oggi si gioca. Dopo un buon riscaldamento, i ragazzi rientrano in spogliatoio per poi uscire pronti per la sfida che avrà inizio di lì a poco. Le due squadre si schierano in centro campo per poi, al fischio dell’arbitro, rompere le righe con un plauso.
Quanto è bello, soprattutto immagino per un genitore, vedere i giocatori delle due squadre andare ad uno ad uno, allenatori ed arbitri compresi, a stringersi le mani prima di iniziare.
In quelle strette di mani si può cogliere semplice automatismo o reale volontà di augurare una sana e combattuta partita. Quelle strette di mani sono il biglietto da visita della squadra, ma anche dell’allenatore.
Ci sono allenatori che non educano alle buone maniere, che lasciano al caso saluti e ringraziamenti, che aspettano che sia la squadra avversaria ad avvicinarsi e solo a quel punto allora stringono le mani. Forse con l’errata convinzione di dimostrare una superiorità che semmai si vedrà poi durante la partita, ma su tutt’altro livello: fisico, tecnico, tattico, mentale ...Sono gli stessi allenatori che non pretendono dai propri giocatori il saluto quando arrivano o vanno via. Forse chiedono di farlo, ma di fatto poi poco osservano se tale regola viene rispettata. Probabilmente sono loro i primi a non salutare i giocatori ne tanto meno i colleghi o i genitori.
Il Mister deve essere tanto educato e rispettoso quanto i suoi giocatori. Perché, lo sappiamo, se predichiamo bene e razzoliamo male i ragazzi fanno ciò che vedono, non ciò che viene detto loro. Il non verbale vince sul verbale.
Personalmente quando giro per campi o bordi vasca apprezzo moltissimo l’atleta che mi saluta o che saluta genitori e compagni quando arriva o finisce la gara/partita.
Un atleta che saluta, che sa ringraziare per il tempo a lui dedicato, per gli attrezzi usati e per l’opportunità di crescita che gli viene data ogni giorno attraverso gli allenamenti è un atleta che ha già in parte vinto; è una persona che con più probabilità saprà entrare e stare nel gruppo, quello stare in gruppo tanto importante nella crescita dei giovani come per ogni essere umano (pensiamo alla scala dei bisogni di Maslow).

L’allenatore ha il compito di insegnare ai propri ragazzi l’importanza ed il valore del rispetto e della buona educazione. E non c’è modo migliore di insegnare attraverso "il fare".
Se non abbiamo queste buone abitudini fermiamoci e chiediamoci il perché: forse noi per primi non siamo stati educati in tal senso, forse la nostra timidezza ci limita, forse nascondiamo la nostra insicurezza dietro una maschera di superiorità ... Qualunque sia la ragione è nostro dovere lavorarci e diventare dei buoni comunicatori anche in tal senso.
Con queste ultime, ma fondamentali considerazioni concludo la mia serie di articoli sulla comunicazione con la speranza di avervi reso più consapevoli e di avervi fornito qualche strumento per migliorare, qualora fosse stato necessario, le vostre modalità comunicative.
Qualcuno di voi mi ha fornito ogni tanto un feedback, e per questo lo ringrazio. Come ringrazio chi mi legge. Spero di ritrovarvi ancora numerosi anche nelle prossime uscite …
Articoli precedenti sul tema della "Comunicazione"
- Le chiavi di una conduzione efficace (5 Novembre 2015)
- Comunichiamo o parliamo e basta? (19 Novembre 2015)
- Parlare in positivo: la chiave di una comunicazione efficace (3 Dicembre 2015)
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- Keyword: la chiave per velocizzare i tempi! (8 Gennaio 2016)
- Contestualizzare per essere più efficaci (22 Gennaio 2016)
- La comunicazione non verbale e la coerenza col verbale: dire le stesse cose a voce e con il corpo (5 Febbraio 2016)
- La giusta distanza (19 Febbraio 2016)
- La gestione dello spazio interpersonale (11 Marzo 2016)
- Il cerchio (quasi) perfetto (25 Marzo 2016)
- Orientarsi per non disorientare (8 Aprile 2016)
- A me gli occhi! (22 Aprile 2016)
- La giusta altezza (6 Maggio 2016)
- Ascolto autentico (13 Maggio 2016)
- Saper ascoltare (3 Giugno 2016)
- Il tono della voce (17 Giugno 2016)
- Ritmo, intercalari e gestualità (15 Luglio 2016)
- Il volto che dice tutto (5 Agosto 2016)
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