La comunicazione non verbale e la coerenza col verbale: dire le stesse cose a voce e con il corpo | YouCoach Salta al contenuto principale

La comunicazione non verbale e la coerenza col verbale: dire le stesse cose a voce e con il corpo

La comunicazione non verbale e la coerenza col verbale: dire le stesse cose a voce e con il corpo

 
Obiettivo
Sommario
L'efficacia della comunicazione passa attraverso la coerenza tra verbale e non verbale
 
coerenza cartone futurama frySpendiamo un sacco di tempo a pensare a quello che andremo a dire in riunione piuttosto che in allenamento: “Potrei esordire dicendo questo, potrei spiegare l’esercizio partendo da … gli parlerò già oggi …”. Le situazioni sono le più disparate ed in un contesto sociale come quello sportivo siamo continuamente chiamati a comunicare ed interagire con gli altri, anche quando non lo vorremmo e ci chiudiamo in una stanza (forse lì il messaggio è ancora più chiaro!).
Spesso, però, ci dimentichiamo di riflettere su come andremo a comunicare. In altre parole, come comunichiamo attraverso il non verbale?
 
Per comunicazione non verbale intendiamo:
  • il linguaggio del corpo: contatto oculare, orientamento del corpo, gestualità, mimica facciale, movimenti, ecc.
  • il paraverbale: tono, timbro, vocalizzazioni, volume della voce, ecc.
  • la prossemica: la distanza che intercorre tra me ed i miei interlocutori. 
 
Si stima che ciò che comunichiamo attraverso il non verbale ricopra più del 90% della comunicazione totale, una percentuale altissima. E se pensiamo che siamo per lo più inconsapevoli di ciò che comunichiamo attraverso il corpo, beh, direi che è tempo di diventarne consci e di iniziare ad utilizzare il canale non verbale in maniera più responsabile ed efficace.
 
Immaginando un’ipotetica riunione, potrei pensare: "Mi sono preparato un bel discorsetto!” (già la parola discorsetto ci fa presagire che non sarà nulla di buono …), quindi ho ben chiaro cosa andrò a dire, al massimo penso a dove tenere la riunione, ma decido a caldo, solo perché le circostanze mi obbligano a farlo, dove per esempio posizionarmi rispetto ai giocatori, come gestire al meglio gli spazi tra i presenti, e non rifletto minimamente sull’eventuale, ma probabile interferenza delle mie emozioni che inevitabilmente trapeleranno (Sono arrabbiato? Eccitato? Deluso? Demotivato? …).
 
Se vogliamo essere realmente efficaci con i nostri giocatori quando comunichiamo con loro dobbiamo preoccuparci di COME comunichiamo ANCOR PRIMA DI COSA comunichiamo: un discorso ben confezionato può sgretolarsi e venir smentito in una frazione di secondo attraverso un semplice gesto, una mimica facciale, una testa che si scuote, un orientamento del corpo inadeguato ...
Ho sentito allenatori dichiarare di avere fiducia in tutti i suoi giocatori per poi, al momento partita, lasciare sempre fuori gli stessi; ho ascoltato allenatori affermare che tutti sono lì per allenarsi e crescere per poi non dare mai attenzione a qualcuno di loro; ci sono allenatori che dicono di divertirsi e che poi passano tutto il tempo a sbraitare e a tirare calci alla panchina e ai cinesini; sento allenatori chiedere di colpire palla col piede destro e mostrare l’esercizio usando il sinistro; ci sono allenatori che nel cambio dei giocatori dicono all’uscente “Ben fatto!” e il loro volto trasmette delusione … Quale canale credete abbia più efficacia?!? In molte occasioni il nostro non verbale contraddice il verbale, e tra i due canali chi vince è il primo dei due!!!
 
cartelli stradali direzioni
 
Avremo modo di parlare molto di comunicazione non verbale. Voglio però fin da subito sottolineare l’importanza della coerenza tra verbale e non verbale: se capiamo ciò, se capiamo che le nostre parole diversamente possono trasformarsi in fumo e perdere di credibilità e valore, rischiamo di non essere sufficientemente motivati nel lavorare in tal  senso.
Funziona così per chiunque, anche per i vostri giocatori: se non sono motivato a fare una cosa, se non sono motivato ad allenarmi o a cambiare, semplicemente non lo farò o lo farò male!
Riprendete, o leggete se non lo avete ancora fatto, ciò che ho scritto a novembre: vi ritornerà chiaro che gli articoli hanno l’obiettivo di far riflettere, acquisire conoscenze, rendervi più consapevoli sulle vostre modalità di conduzione degli allenamenti e di gestione del gruppo, ma poi sta a voi allenare le abilità necessarie, come quelle comunicative che stiamo affrontando, e … giocare sul serio!

 

Autore

| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio". È inoltre Psicologa della FIGC veneto e docente FIN veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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