Incrementiamo la concentrazione attraverso azioni e stimoli esterni | YouCoach Salta al contenuto principale

Incrementiamo la concentrazione attraverso azioni e stimoli esterni

Incrementiamo la concentrazione attraverso azioni e stimoli esterni

 
Obiettivo
Sommario
L’articolo illustra alcuni suggerimenti sull’utilizzo della corsa e di altri esercizi svolti durante l’allenamento, e di alcuni stimoli esterni come àncora attentiva
Nell’articolo precedente abbiamo visto com’è importante spostare l’attenzione dalle proprie sensazioni fisiche sgradevoli legate all’ansia e dalle proprie preoccupazioni verso gli obiettivi e su quello che è utile per noi, sia durante l’allenamento che durante la partita. Abbiamo quindi illustrato come lo spostamento dell’attenzione può essere allenato attraverso la respirazione, al fine di permettere al giocatore di esercitarsi a controllare la sua attenzione su ciò che è più utile.
 
In questa sede vedremo come è possibile utilizzare alcune azioni o alcuni stimoli esterni per allenarsi a dirigere l’attenzione e a concentrarsi in modo funzionale, al fine  di favorire le condizioni ottimali per una buona performance e ridurre lo stato di tensione.
 
QUALI AZIONI SFRUTTARE?
Per esercitare lo spostamento dell’attenzione, è possibile sfruttare alcuni esercizi già utilizzati durante l’allenamento. 
 
Uno degli esercizi che può essere sfruttato è la corsa fatta durante il riscaldamento.
Come si era suggerito con la respirazione, è possibile eseguire un esercizio con uno schema analogo illustrato precedentemente.
L’obiettivo è quello di rimanere concentrati sulla corsa e allenare la mente a spostare l’attenzione nuovamente su di essa, qualora si presentino altri pensieri non inerenti o distrazioni dall’ambiente esterno (suoni, persone, ecc.).
 
Cosa fare: alcuni consigli per aiutarci a spostare l'attenzione
 
  1. Iniziare a correre ad un ritmo costante e regolare che non richieda sforzi e non faccia affannare;
  2. Individuare la propria àncora, spostando l’attenzione sulla corsa, concentrandosi sul movimento delle gambe, sulla tensione dei muscoli, sul rumore dei tacchetti sul terreno, sul ritmo stesso della corsa, sul ritmo del respiro, sui movimenti delle braccia. Inizialmente si può prendere come riferimento uno solo di questi aspetti e man mano che ci si allena in questo esercizio si può spostare l’attenzione sugli altri aspetti o uno ad uno a rotazione, o contemporaneamente sulla loro globalità; 
  3. Se la mente inizierà a vagare e subentreranno pensieri di altra natura, non occorre fare altro che prenderne consapevolezza di quanto sta accadendo e spostare nuovamente l’attenzione su ciò su cui ci si stava concentrando. Anche in questo caso occorre evitare di giudicare i pensieri, in particolare con frasi del tipo “non devo pensare”, ecc. Quando ci si accorge che la testa inizia a vagare altrove, rispostare nuovamente l’attenzione sull’àncora.
 
Un altro esercizio che si può sfruttare è il momento dello stretching.
Anche in questo caso mantenere lo schema sopra illustrato e spostare l’attenzione sulle sensazioni che l’esercizio di allungamento che state effettuando provoca. Percepire lo stiramento dei muscoli, la posizione che si sta tenendo, eventuali tensioni esercitate su altri muscoli, e così via. Come prima, quando arriva un pensiero, prenderne consapevolezza e riportare l’attenzione sull’àncora.
Esercitare l’attenzione per tutta la durata dello stretching. 
 
QUALI STIMOLI ESTERNI SFRUTTARE?
Un altro esercizio utile può essere quello di mantenere la concentrazione sulle posizioni di gioco.
 
 
Cosa fare: alcuni consigli per mantenere la concentrazione
  1. Far posizionare i giocatori all’interno del campo, rivolti nella direzione in cui possono vedere il numero possibile di compagni;
  2. Ogni giocatore dovrà mantenere lo sguardo fisso dritto davanti a sè, in un punto verso l’orizzonte, al fine di avere uno sguardo panoramico; 
  3. A questo punto il suo compito sarà quello di spostare la sua attenzione (ma non i suoi occhi) su tutti i compagni che vede, uno alla volta, soffermandosi sulla posizione, posa, postura, ecc., per un po’ di secondi, spostando poi allo stesso modo l’attenzione sugli altri compagni, con una sequenza determinata (es. da quello nella posizione più periferica del campo visivo, a quello più centrale). 
  4. Come prima, se l’attenzione si sposta dalla propria àncora ai pensieri/stimoli distraenti, prenderne consapevolezza e rispostare l’attenzione su ciò su cui si era concentrati prima. 
 
Una volta terminato il “giro di compagni”, è possibile ripartire daccapo, per una durata complessiva dell’esercizio dai 10 ai 15-20 minuti.
Lo spostamento dell’attenzione può essere anche guidato dall’allenatore che dovrà suggerire chi deve guardare chi. 
 

 

Autore

Ritratto di silvia.dacco
| Psicoterapeuta Neuropsicologa Psicologa dello Sport
Nata a Milano, ha ottenuto la Laurea Specialistica in Neuroscienze Cognitive a pieni voti con lode presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si è specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e ha conseguito un master in Psicologia dello Sport che le ha permesso di seguire atleti provenienti da varie discipline (tennis, calcio, equitazione, golf, podismo).
 
Ha collaborato con la Casa Editrice Loescher di Torino per la stesura di parti integrative a testi scolastici, trattando anche temi relativi all’approccio didattico dell’educazione fisica in soggetti diversamente abili.
 
Attualmente svolge attività clinica e di ricerca nella provincia di Como, occupandosi principalmente dei disturbi d’ansia.
Lo sport è la sua passione. Praticata attività sportiva fin dall’età di tre anni. Tra i vari sport, significativa è stata l’esperienza nel mondo del nuoto sincronizzato a livello agonistico. 
 
Attualmente ha abbracciato il mondo del podismo dilettantistico, partecipando a mezze maratone, maratone e gare di trail running. L’alpinismo è inoltre la sua passione. Ha avuto esperienze come insegnante di nuoto.
 

Articoli correlati