La proposta didattica nella scuola calcio (Pulcini) | YouCoach Salta al contenuto principale

La proposta didattica nella scuola calcio (Pulcini)

La proposta didattica nella scuola calcio (Pulcini)

 
Obiettivo
Sommario
Per una maturazione psico-fisica armoniosa ed equilibrata, è necessario che il bimbo sia seguito in modo qualificato ed attento nel suo percorso: vediamo come
 
L'approccio dei bambini al gioco del calcio e più in generale all'attività sportiva rappresenta una fase della loro crescita molto sensibile e delicata. Per una maturazione psico-fisica armoniosa ed equilibrata, è necessario che il bimbo sia seguito in modo qualificato ed attento nel suo percorso, ovvero con una programmazione di lavoro che tenga conto di tutte le componenti legate alla sfera sportiva :
È molto importante che i bambini abbiano l'opportunità di divertirsi, scoprire , sperimentare, accettare. Vanno loro dati il tempo e l'opportunità di sbagliare e capire! In ogni fase del loro percorso sportivo vanno aiutati con pazienza a comprendere e sviluppare le loro doti e le loro caratteristiche.
 
In questo articolo continueremo il percorso didattico intrapreso nella prima parte (leggi la prima parte), in particolare andremo a trattare le proposte e gli spunti di formazione per una programmazione di allenamento globale nel lungo periodo, per i bambini compresi nelle fasce di età tra gli 8 e i 10 anni.
 
CATEGORIA PULCINI
 
Caratteristiche dei soggetti:
  • Sviluppo fisico: il bambino comincia ad avere uno sviluppo corporeo equilibrato grazie all'incremento del sistema muscolare-scheletrico.
  • Sviluppo motorio: il bambino comincia a manifestare sempre più spesso un controllo volontario del proprio corpo ed a sviluppare in modo sempre migliore la coordinazione. In particolare incrementa lo sviluppo ed il consolidamento delle capacità coordinative GENERALI (imparare un movimento, controllare un movimento, differenziare un movimento) ed il primo approccio e sviluppo delle capacità coordinative più complesse ovvero quelle SPECIALI.
  • Sviluppo socio-affettivo: i bambini cominciano pian piano ad avere un distacco emotivo dalla famiglia, comincia un'identificazione nel gruppo dei coetanei, assume un ruolo di riferimento centrale la figura dell'allenatore. Inizia piano piano il superamento dell'egocentrismo e cominciano ad aumentare gli interessi sportivi.
  • Sviluppo cognitivo: i bambini cominciano a sviluppare le proprie capacità cognitive, ovvero le capacità che permettono loro di raccogliere, interpretare ed elaborare le informazioni presenti nell'ambiente circostante.
 
OBIETTIVI EDUCATIVI OBIETTIVI DIDATTICI
Area affettivo-sociale:
  • socializzare (vivere positivamente con gli altri)
  • vincere la paura del contatto con il terreno e con gli avversari
  • imparare l'ordine, la puntualità, il rispetto del materiale.
Regole fondamentali del gioco del calcio:
  • non giocare con le mani
  • cercare di conquistare la palla senza spingere o tirare l'avversario
  • non dare calci all'avversario.
Area cognitiva:
  • conoscere e rispettare le regole
  • organizzare un progetto individuale tenendo conto di spazio e tempo.
Principi fondamentali del gioco del calcio:
  • cercare di fare gol
  • cercare di avanzare con e senza palla in modo organizzato
  • imparare a difendere la palla individualmente ed aiutando i compagni
Area psico-motricità:
  • schemi motori di base
  • capacità senso-percettive
  • capacità coordinative generali
  • capacità coordinative speciali
    • reazione
    • differenziazione
    • equilibrio
    • orientamento spazio-temporale
    • anticipazione motoria
  • capacità condizionali
    rapidità e mobilità articolare
Principi fondamentali del gioco di difesa:
  • imparare a fronteggiare l'avversario per non farlo avanzare
  • imparare a difendere la propria porta 
 
Principi tecnici del gioco del calcio :
  • sviluppare la capacità di dominare la palla
  • imparare a gestire i duelli (1>1 - 2>2 - 3>3)
  • acquisire l'impostazione e la postura corretta nell'esecuzione dei gesti tecnici
 
AL TERMINE DEL PERIODO DI FORMAZIONE I BAMBINI DOVRANNO:
  • SAPER FARE COLLETTIVO: saper gestire i duelli individuali, quelli in superiorità numerica ed in inferiorità numerica. Saper giocare con i compagni ed elaborare strategie comuni e di squadra. Saper elaborare il contesto circostante e trovare delle soluzioni.
  • SAPER FARE INDIVIDUALE: sviluppare e dedicare sempre più tempo al palleggio (questo fondamentale tecnico spinge il soggetto alla propria conoscenza motoria, alla capacità di equilibrio, riadattamento posturale ed alla capacità di differenziazione). Imparare e progredire in tutti gli altri fondamentali tecnici: passaggio e ricezione, guida della palla, tiro in porta, dribbling e finte, colpo di testa, contrasto, rimessa laterale.

ESEMPIO DI SCHEDA DI VALUTAZIONE INDIVIDUALE

DURANTE IL GIOCO
INSUFFICIENTE SUFFICIENTE BUONO
Sa avanzare con la palla
 
     
Sa proteggere la palla
     
Sa passare la palla
     
Sa concludere in porta
     
Si muove per ricevere la palla
     
Sa fronteggiare l'avversario
     
Sa difendere la propria porta
     
Riesce ad occupare in modo intelligente le zone del campo
     
Capacità di scelta (soluzioni)      
Capacità di apprendimento      
 

ALCUNI PROBLEMI TIPICI DELLA CATEGORIA

QUALE TIPO DI PROBLEMA?
COME CERCARE DI RISOLVERLO?
Tutti vogliono giocare in attacco, nessuno vuole occupare le posizioni difensive.
Giochi a tema in cui viene gratificato e coinvolto il ruolo del difensore.
Si passano poco la palla, ognuno cerca l'azione individuale.
Senza inibire l'iniziativa individuale/personale, si cerca di far capire che a volte un passaggio può semplificare e velocizzare l'azione di gioco. Proporre giochi a tema 2 > 1.
Si passano la palla sempre tra gli stessi compagni. Proporre giochi a tema nei quali tutti debbano toccare la palla affinché il gol sia valido.
Il gioco risulta istintivo e caotico, tutti si ammassano intorno alla palla. Semplificare le regole (esempio rimessa con i piedi). Semplificare gli schieramenti in campo (esempio un solo difensore). Proporre giochi semplici e di facile comprensione per raggiungere i propri obiettivi con dei compiti specifici da parte di tutti.
I bambini si estraniano dal contesto o sembrano assenti. Proporre giochi interessanti, con regole stimolanti che coinvolgano sempre tutti. 
I bambini reagiscono allo stimolo in ritardo.
Spesso non è una condizione di difficoltà motoria ma cognitiva: proporre sempre giochi coinvolgenti per stimolare le capacità di pensiero-percettive.
 

Per approfondire:

Visita la sezione E-VIDEO dedicata all'allenamento della tecnica: TRASMISSIONE E RICEZIONE - PARTE 1 e PARTE 2

Autore

| Allenatore Prima Squadra La Salute
Vladimiro Carraro nato il 05 Gennaio 1976. Allenatore Uefa B attualmente alla guida della prima squadra La Salute categoria Promozione e responsabile tecnico del settore giovanile.
Si forma calcisticamente nelle giovanili dell' Atalanta militando fino alla categoria primavera con la quale si laurea campione d’Italia aggiudicandosi anche il torneo di Viareggio; nel suo percorso giovanile colleziona numerose presenze nelle nazionali minori per poi militare nelle prime squadre di Venezia, Atalanta, Cremapergo, San Donà di Piave e Portogruarosummaga incrociando numerosi allenatori tra i quali Vatta, Rocca, Guidolin, Mondonico e Prandelli.
La sua carriera da allenatore inizia molto presto e al suo attivo si possono contare dieci anni nei settori giovanili di Venezia, Treviso, Fiorentina e Padova dove, oltre ad allenare, ha ricoperto ruoli di responsabile tecnico della scuola calcio e del settore giovanile.
Relatore in numerose serate di aggiornamento per allenatori organizzate delle scuole di calcio qualificate e responsabile organizzativo di camp estivi per società professionistiche e dilettantistiche.

Articoli correlati