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La proposta didattica nella scuola calcio (Piccoli amici - Primi calci)

La proposta didattica nella scuola calcio (Piccoli amici - Primi calci)

 
Obiettivo
Sommario
L'approccio dei bambini al gioco del calcio e più in generale all'attività sportiva rappresenta una fase della loro crescita molto sensibile e delicata
 
L'approccio dei bambini al gioco del calcio e più in generale all'attività sportiva rappresenta una fase della loro crescita molto sensibile e delicata. Per una maturazione psico-fisica armoniosa ed equilibrata, è necessario che il bimbo sia seguito in modo qualificato ed attento nel suo percorso, ovvero con una programmazione di lavoro che tenga conto di tutte le componenti legate alla sfera sportiva :
È molto importante che i bambini abbiano l'opportunità di divertirsi, scoprire , sperimentare, accettare. Vanno loro dati il tempo e l'opportunità di sbagliare e capire! In ogni fase del loro percorso sportivo vanno aiutati con pazienza a comprendere e sviluppare le loro doti e le loro caratteristiche.
 
Ogni fase di questa crescita, prevede una proposta didattica differente nella specificità dell'allenamento che si distingue dalle altre, adatta all'età ed alla categoria che andremo ad allenare. Il tutto però legato ad un contesto di programmazione di crescita pluriennale che permetterà al bimbo di coltivare e migliorare le proprie doti per arrivare ad essere un calciatore adulto e formato.
 
Verranno presentate, a partire da questo articolo, continuando poi nei successivi, delle proposte e degli spunti di formazione per una programmazione di allenamento globale nel lungo periodo, che tengono conto dell'età, categoria e delle caratteristiche dei soggetti che andremo ad allenare.
 
CATEGORIA PICCOLI AMICI – PRIMI CALCI 
 
Caratteristiche dei soggetti:
  • Sviluppo fisico: il bambino risulta ancora fragile dal punto di vista scheletrico.
  • Sviluppo motorio: il bambino non possiede un adeguato controllo motorio e coordinazione generale, ha difficoltà di organizzazione spazio-temporale, i movimenti sono poco produttivi ed efficaci.
  • Sviluppo socio-affettivo: i bambini vivono una fase di “egocentrismo” per cui non sono ancora pienamente capaci di collaborare.
  • Sviluppo cognitivo: i bambini hanno difficoltà di attenzione e concentrazione, difficoltà a focalizzare l'attenzione, difficoltà a capire spiegazioni “astratte” e sono dipendenti dall'adulto.
 
OBIETTIVI EDUCATIVI OBIETTIVI DIDATTICI
Area affettivo-sociale:
  • socializzare (vivere positivamente con gli altri)
  • vincere la paura del contatto con il terreno e con gli avversari
  • imparare l'ordine, la puntualità, il rispetto del materiale.
Regole fondamentali del gioco del calcio:
  • non giocare con le mani
  • cercare di conquistare la palla senza spingere o tirare l'avversario
  • non dare calci all'avversario.
Area cognitiva:
  • conoscere e rispettare le regole
  • organizzare un progetto individuale tenendo conto di spazio e tempo.
Principi fondamentali del gioco del calcio:
  • attaccare la porta avversaria
  • difendere la propria porta
  • imparare come si riprende il gioco (es. rimessa laterale).
Area psico-motricità:
  • schemi motori di base
  • capacità senso-percettive
  • capacità coordinative 
  • capacità condizionali
  • rapidità e mobilità articolare.
Prendere confidenza con la palla ed il gioco:
  • guidare la palla
  • fermare la palla
  • calciare la palla
  • imparare a muoversi per passare o ricevere la palla
  • imparare a gestire i duelli (1>1 - 2>2 - 3>3)
 
AL TERMINE DEL PERIODO DI FORMAZIONE I BAMBINI DOVRANNO:
  • SAPER FARE: avanzare con la palla, fermare la palla, calciare la palla, muoversi senza palla.
  • SAPER COMPRENDERE: l'obiettivo del gioco, la fase offensiva e la fase difensiva.
  • SAPER ACCETTARE: rispetto dei compagni, rispetto degli avversari, rispetto delle regole di base, il contatto con il terreno, il contatto con l'avversario.

 


ESEMPIO DI SCHEDA DI VALUTAZIONE INDIVIDUALE

RILEVAZIONI DI CARATTERE GENERALE
INSUFFICIENTE SUFFICIENTE BUONO
Interesse per il gioco      
Iniziativa ed intraprendenza      
Rispetto delle regole      
Ambientamento      
Motricità di base      
Conoscenza e dominio della palla      
Coordinazione      
Organizzazione spazio - temporale      
Rapidità e mobilità articolare      
Capacità di scelta (soluzioni)      
Capacità di apprendimento      
 

Per approfondire:

Visita la sezione E-VIDEO dedicata all'allenamento della tecnica: TRASMISSIONE E RICEZIONE - PARTE 1 e PARTE 2

Autore

| Allenatore Prima Squadra La Salute
Vladimiro Carraro nato il 05 Gennaio 1976. Allenatore Uefa B attualmente alla guida della prima squadra La Salute categoria Promozione e responsabile tecnico del settore giovanile.
Si forma calcisticamente nelle giovanili dell' Atalanta militando fino alla categoria primavera con la quale si laurea campione d’Italia aggiudicandosi anche il torneo di Viareggio; nel suo percorso giovanile colleziona numerose presenze nelle nazionali minori per poi militare nelle prime squadre di Venezia, Atalanta, Cremapergo, San Donà di Piave e Portogruarosummaga incrociando numerosi allenatori tra i quali Vatta, Rocca, Guidolin, Mondonico e Prandelli.
La sua carriera da allenatore inizia molto presto e al suo attivo si possono contare dieci anni nei settori giovanili di Venezia, Treviso, Fiorentina e Padova dove, oltre ad allenare, ha ricoperto ruoli di responsabile tecnico della scuola calcio e del settore giovanile.
Relatore in numerose serate di aggiornamento per allenatori organizzate delle scuole di calcio qualificate e responsabile organizzativo di camp estivi per società professionistiche e dilettantistiche.

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