Le risorse attentive: liberarle per automatizzare il gesto | YouCoach Salta al contenuto principale

Le risorse attentive: liberarle per automatizzare il gesto

Le risorse attentive: liberarle per automatizzare il gesto

 
Obiettivo
Sommario
Metodologia dell'allenamento della tecnica nel settore giovanile
L'evoluzione del calcio moderno ha portato oggi i giovani calciatori ad avere sempre più una maggior quantità di sollecitazioni esterne ed una maggiore complessità e velocità nell'elaborazione delle risposte sul campo e dei feedback. Sempre più determinante risulta quindi oggi allenare oltre tutte le componenti tecniche,tattiche,atletiche anche con sempre più maggior attenzione l'aspetto cognitivo-mentale. Lavorare quindi con particolare riguardo dal punto di vista attentivo.
L'ATTENZIONE potrebbe essere considerata come il processo che regola l'attività mentale “filtrando” ed organizzando le informazioni provenienti dall'ambiente allo scopo di ottenere una risposta adeguata ( nel miglior modo e nel minor tempo possibile )!
 
L'ATTENZIONE si può classificare :
 
  1. SOSTENUTA ( importante per mantenere l'attenzione in tutti i momenti in cui la palla è in gioco ).
  2. DISTRIBUITA ( necessaria per comprendere le possibili dinamiche in evoluzione del gioco tenendo sotto controllo tutto o la maggior parte del campo percettivo , non solo uno spazio ridotto ).
  3. SELETTIVA ( permette di classificare quali stimoli siano di importanza prioritaria rispetto ad altri, per poter scegliere come risolvere la situazione in atto ).        
  4. FOCALIZZATA ( permette di concentrare l'attenzione in modo più efficiente sulla situazione particolare selezionata e la scelta fatta ) - “FOCUS VISIVO SPECIFICO “
 
Tutte le modalità attentive vengono regolate da una sorta di “Processore Centrale” che la letteratura scientifica definisce SISTEMA ATTENTIVO SUPERVISORE (SAS).
 
Il compito dell'allenatore sarà sicuramente quello di allenare il SAS con ripetuti e progressivi stimoli durante l'allenamento.
 
ESEMPIO
Ipotizziamo un calciatore che effettua un passaggio ad un compagno, una volta automatizzato il gesto, egli attinge pochissime energie dal SAS. Ma se aggiungiamo un avversario vicino che può contrastarlo per impedire di passare la palla al compagno , il ragazzo avrà un compito più complesso avendo due opzioni da sostenere (il passaggio e l'attacco dell'avversario), in questo caso non potrà più agire in modo automatico, ma avrà bisogno del SAS (Quindi passare da una attenzione distribuita ad una selettiva e focalizzata nel giro di pochi istanti)!
 
 
QUALE METODOLOGIA?
Per risolvere una situazione in partita dobbiamo ricreare un percorso didattico quanto più completo che ci porta alla specificità della partita:
 
ESERCITAZIONE ANALITICA (1) ESERCITAZIONE COMPLESSA (2) ESERCITAZIONE INTEGRATA (3)
(es. GESTO TECNICO)   (es. TATTICA APPLICATA)   es. PARTITA A TEMA
 
  1. Nella progressione didattica di insegnamento diventa di rilevante importanza, nella prima fase di insegnamento, dotare di un programma motorio di base il ragazzo che gli permetta di automatizzare i gesti tecnico-coordinativi fondamentali. Questo avviene solitamente attraverso 3 percorsi principali:
    1. Far eseguire un movimento
    2. Far osservare attentamente un movimento corretto eseguito da altri
    3. Concentrare l'attenzione su schemi motori conosciuti
  2. Una volta assimilato ed automatizzato un programma tecnico-motorio di base si  procede progressivamente all'arricchimento del bagaglio individuale del ragazzo aumentando le variabili e gli stimoli esterni, formulando delle esercitazioni specifiche più complesse che vadano a sollecitare ed attingere risorse dal SAS.
  3. Infine il percorso di allenamento deve essere integrato con elementi ed esercitazioni che richiamano quanto più possibile le dinamiche ed il contesto di gioco che si creano in partita. Diventa fondamentale per i ragazzi apprendere in condizioni quanto più reali possibile.
 
CONCLUSIONI
In un calcio sempre più evoluto ed arricchito da nuovi metodi in costante aggiornamento, diventa sempre più determinante proporre delle esercitazioni che sappiano stimolare e coinvolgere anche emotivamente i ragazzi; renderli partecipi e consapevoli direttamente od indirettamente del proprio percorso didattico. Proporre concetti di tattica individuale lavorando sulla tecnica, sui tempi e lo spazio di gioco, con grande continuità ed intensità, con lo scopo di creare automatismi che liberino risorse attentive per essere più lucidi ed abituati alla lettura efficace della situazione di partita proponendo un percorso completo e graduale che si avvicini progressivamente il più vicino possibile alla gara.
A partire dalla categoria “PULCINI” per arrivare a ridosso della PRIMA SQUADRA diventa fondamentale quindi: EDUCARE ALLA SCELTA!
 

Fonti: "L'essenza del calcio" di Davide Brunello, Notiziario del Settore Tecnico, anno 2012

Autore

| Allenatore Prima Squadra La Salute
Vladimiro Carraro nato il 05 Gennaio 1976. Allenatore Uefa B attualmente alla guida della prima squadra Città di Caorle - La Salute categoria Promozione e responsabile tecnico del settore giovanile.
Si forma calcisticamente nelle giovanili dell' Atalanta militando fino alla categoria primavera con la quale si laurea campione d’Italia aggiudicandosi anche il torneo di Viareggio; nel suo percorso giovanile colleziona numerose presenze nelle nazionali minori per poi militare nelle prime squadre di Venezia, Atalanta, Cremapergo, San Donà di Piave e Portogruarosummaga incrociando numerosi allenatori tra i quali Vatta, Rocca, Guidolin, Mondonico e Prandelli.
La sua carriera da allenatore inizia molto presto e al suo attivo si possono contare dieci anni nei settori giovanili di Venezia, Treviso, Fiorentina e Padova dove, oltre ad allenare, ha ricoperto ruoli di responsabile tecnico della scuola calcio e del settore giovanile.
Relatore in numerose serate di aggiornamento per allenatori organizzate delle scuole di calcio qualificate e responsabile organizzativo di camp estivi per società professionistiche e dilettantistiche.

Articoli correlati