La partita 11 contro 11 su metà campo: analisi dal punto di vista atletico | YouCoach Salta al contenuto principale

La partita 11 contro 11 su metà campo: analisi dal punto di vista atletico

La partita 11 contro 11 su metà campo: analisi dal punto di vista atletico

 
Obiettivo
Sommario
Una personale analisi di come una partita 11 vs 11 in metà campo può essere interpretata dal punto di vista atletico
 
Ritengo che sia la situazione più simile alla partita in quanto il numero di partecipanti è lo stesso ed i movimenti tattici ed i gesti tecnici che si presentano nell’esercitazione sono quelli che vengono riproposti in partita. Gli spazi sono ridotti in profondità, in quanto si gioca su metà campo, e, di conseguenza, alcuni movimenti sono accorciati rispetto a quelli che si effettuano in gara. 
La partita può essere inserita in qualsiasi giorno della settimana e, intervenendo sui parametri e sulle regole, si può adattare la situazione alla giornata della settimana (in riferimento alla partita ufficiale), aumentando o diminuendo sia il volume (tempi di gioco) che l’intensità (falli, punizioni, rimesse laterali, ecc). Il consiglio, nei primi giorni della settimana (fino a 72 ore dalla partita) è quello di adottare regole che prediligano l’intensità, che riducano i tempi morti o le pause e che diano continuità al gioco. Alcuni esempi possono essere:
  1. Lasciare i palloni nelle due porte e partire dal proprio portiere ogni volta che si verifica un calcio d’angolo a favore;
  2. Lasciare i palloni nelle due porte per permettere al portiere di ripartire ogni volta che la palla esce sul fondo;
  3. Disporre alcuni palloni sulle fasce laterali, appena fuori dal campo, per permettere ai giocatori di trovare il pallone se c’è da partire con una rimessa laterale;
  4. In alternativa al punto precedente, lasciare ad un collaboratore o all’allenatore alcuni palloni per consegnarli ai giocatori se la palla esce lateralmente nella sua zona (l’ideale è avere un collaboratore per lato);
  5. Fischiare meno falli possibili (sempre senza perdere il controllo della situazione agonistica), per permettere alla partita di avere fluidità.
  6. Ridurre il numero di tocchi (2-3 tocchi) per dare intensità alla partita.
  7. Giocare almeno due tempi da 10’-12’-15’ (in base al volume ed all’intensità della seduta di allenamento precedentemente svolta)
 
Avvicinandoci alla partita invece, si può utilizzare la partita su metà campo per adottare degli accorgimenti tattici o per provare degli schemi su palla inattiva, per cui si ridurrà l’intensità modificando alcune delle regole sopra descritte ed utilizzando altre più consone con una rifinitura, quali:
  1. Partire con una palla inattiva ogni volta che la palla esce lateralmente e con un calcio d’angolo quando previsto;
  2. Fischiare spesso falli, anche in situazioni dubbie;
  3. Lasciare tocchi liberi
  4. Giocare tempi di 8’-10’

 

Entrando invece nello specifico delle varie capacità condizionali stimolate, troviamo:
  • Capacità aerobica: allenata in quanto si tratta di un esercitazione dinamica, si consiglia di eseguire tempi di almeno 8’-10’ (più ci si avvicina al giorno della partita, e meno durerà) per permettere di avere un innalzamento ed una stabilizzazione della frequenza cardiaca all’interno di un range di lavoro aerobico (70% FCmax);
    • Questa viene allenata attraverso i continui spostamenti, a diverse velocità, ed in particolare durante gli allunghi eseguiti per ricercare dei movimenti tattici e/o per inseguire un passaggio o un avversario; facendo un allungo di 30-40, si ha un aumento della frequenza cardiaca, cosi come lo si ha nel momento in cui si va in pressione alla ricerca della conquista della palla.
    • Importante mantenere alta l’attenzione e gli stimoli attraverso continue sollecitazioni vocali che permettano ai giocatori di rimanere svegli, attenti e reattivi.
  • Forza specifica (cambi direzione, stacchi di testa): questa capacità viene stimolata nel momento in cui, andando alla ricerca della riconquista del pallone, i giocatori sono sottoposti a continui spostamenti, di breve distanza (2-3-5mt), caratterizzati da ripetute frenate, accelerazioni e cambi di direzione i quali implicano una richiesta muscolare ed un’intensità di corsa massimale o sub massimale. Nel momento in cui si giova palla alta (rinvio del portiere, lanci, cross…) è possibile che,  si verifichino degli stacchi di testa che possono essere considerati dei gesti esplosivi.
    • Variante per concentrarsi sull’aspetto di forza: inserire una punizione laterale ogni volta che la palla esce in laterale e battere i calci d’angolo.
  • Velocità: si allena nel momento in cui si eseguono degli sprint, cosa che avviene regolarmente durante le esercitazioni di questo tipo; sono ancora più frequenti rispetto alla partita su campo intero in quanto c’è maggior densità e spazi di gioco minori.

 

Concludendo si può considerare questa esercitazione allenante principalmente dal punto di vista tecnico, tattico e situazionale e, se eseguita con la giusta intensità, dal punto di vista organico (aerobico) in quanto i tempi, gli spazi e le regole permettono un movimento da parte dei giocatori continuo e simile a quello richiesto in gara. Dal punto di vista della forza e della velocità/rapidità invece, nonostante ci siano degli stimoli e dei movimenti che prevedono l’utilizzo di queste capacità (come detto precedentemente), questo lavoro non può essere considerato allenante per queste due qualità in quanto la quantità, il numero di stimoli in rapporto al recupero e alla frequenza tra uno e l’altro non rispettano i principi dell’allenamento di queste componenti. Pertanto se l’obiettivo di questa esercitazione, dal punto di vista atletico, è l’allenamento della forza e/o della velocità, si deve modificare la proposta cercando di utilizzare giochi che prevedano un maggior numero dei gesti sopra citati.

Autore

| Preparatore Atletico
Laureato in Scienze Motorie presso l'Università degli studi di Verona nel 2009, lavora attualmente come preparatore atletico presso A.C. Trento 1910; ha lavorato in passato per U.S.D. Dro (Serie D) e quattro stagioni nell'A.C. Mezzocorona in tutte le categorie giovanili nazionali (Giovanissimi nazionali, Allievi nazionali e Berretti) e, per qualche mese, in prima squadra (Lega pro II divisione). 
Ha lavorato inoltre nella pallavolo e tutt'ora lavora presso un circolo tennis (è un preparatore abilitato FIT) e per il progetto CONI nelle scuole primarie.
 

 

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