Il dialogo interno come ancora attentiva | YouCoach Salta al contenuto principale

Il dialogo interno come ancora attentiva

Il dialogo interno come ancora attentiva

 
Obiettivo
Sommario
L’articolo illustra il come il dialogo interno possa essere utilizzato per rimanere concentrati sulla performance, senza lasciarsi prendere dall’ansia
Nell’articolo precedente abbiamo illustrato come il dialogo interno possa essere utilizzato per migliorare la performance, attraverso l’utilizzo di autoistruzioni. Abbiamo visto che ogni gesto tecnico può essere suddiviso in sottoazioni e che prima e durante l’esecuzione della performance il giocatore può ripetersi mentalmente cosa deve fare.  Abbiamo visto che ci sono due regole che occorre rispettare e che riguardano:
  1. non pensare a cosa non si deve fare
  2. non pensare agli errori appena commessi
Ma occorre pensare operativamente alle azioni di gioco successive.
 
Il dialogo interno può essere utilizzato anche per permettere di rimanere concentrati sul compito e “lasciare meno spazio” a stati d’ansia. Capita, infatti, che quando un giocatore è teso, il suo pensiero diventi soggetto a distorsioni di ragionamento e prenda connotazioni negative. Questo ha l’effetto d’incrementare l’ansia. Talvolta diventa difficile abbassare i livelli di agitazione e rilassarsi. Il dialogo interno può quindi essere usato per riportare l’attenzione non ai propri pensieri negativi o alle sensazioni fisiche, ma alla situazione. 
Ad esempio, se un giocatore inizia a provare molta ansia mentre sta uscendo per recarsi al campo dove si giocherà la partita, quello che può essergli utile è fornirsi istruzioni che lo riportino al qui ed ora e alle azioni del momento. Ad esempio potrebbe dirsi cosa fare prima di uscire di casa, ripensare agli oggetti presenti nella borsa, ripensare alla strada che deve fare per recarsi al campo. Arrivato negli spogliatoi ripensare ad una sequenza di azioni che deve compiere per prepararsi. 
Anche durante la partita o durante l’allenamento, come abbiamo detto nell’articolo precedente, il fornirsi istruzioni permette di concentrarsi su ciò che si deve fare senza lasciarsi distrarre dall’ansia, rimanendo così orientato al compito. 
 
In conclusione, il dialogo interno risulterebbe efficace nel riorientare l’attenzione, favorendo la concentrazione su aspetti importanti della partita e/o dell’allenamento, al fine di perseguire prestazioni ottimali.
 
Nel prossimo articolo vedremo come spesso i livelli d’ansia possono essere associati ai propri livelli di autostima.

 

Autore

| Psicoterapeuta Neuropsicologa Psicologa dello Sport
Nata a Milano, ha ottenuto la Laurea Specialistica in Neuroscienze Cognitive a pieni voti con lode presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si è specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e ha conseguito un master in Psicologia dello Sport che le ha permesso di seguire atleti provenienti da varie discipline (tennis, calcio, equitazione, golf, podismo).
 
Ha collaborato con la Casa Editrice Loescher di Torino per la stesura di parti integrative a testi scolastici, trattando anche temi relativi all’approccio didattico dell’educazione fisica in soggetti diversamente abili.
 
Attualmente svolge attività clinica e di ricerca nella provincia di Como, occupandosi principalmente dei disturbi d’ansia.
Lo sport è la sua passione. Praticata attività sportiva fin dall’età di tre anni. Tra i vari sport, significativa è stata l’esperienza nel mondo del nuoto sincronizzato a livello agonistico. 
 
Attualmente ha abbracciato il mondo del podismo dilettantistico, partecipando a mezze maratone, maratone e gare di trail running. L’alpinismo è inoltre la sua passione. Ha avuto esperienze come insegnante di nuoto.
 

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