La resistenza "a secco" - Parte 2

Obiettivo:

Sommario

Parliamo di resistenza a secco e di come possiamo lavorare per migliorare il rendimento di questi meccanismi

Organizzazione

 
Rieccoci col nostro consueto appuntamento con la resistenza!
L’ultima volta abbiamo parlato di due articoli riguardanti la resistenza a secco, uno che comparava high intensity e sprint, l’altro era una review sull’high intensity.
In questo articolo proseguiamo su questo ambito, prima di passare al confronto tra “secco” e “con palla” all’allenamento specifico vero e proprio.
 
Il primo articolo è “Sprint vs Interval Training in Football” di Ferrari Bravo-Impellizzeri-Rampinini-Castagna-Bishop-Wisloff del 2007. In questo studio si è voluto comparare l’attività ad alta intensità di tipo intervallato a quella di sprint. Si sono presi 42 soggetti assegnati casualmente ai due gruppi di studio:
  • 4x4 minuti al 90-95% della FCmax
  • 3x6 sprint massimali  a navetta di 40 metri 
Prima e dopo 7 settimane di studio si sono valutati:
  1. massimo consumo di ossigeno
  2. punto di compensazione respiratoria
  3. YoYo IRT1
  4. Tempo sui 10 metri
  5. Potenza e altezza di salto in alto
  6. RSA (repeated sprint ability)
L’interazione group x time, ovvero il gruppo sperimentale tra il pre- ed il post- migliora di più rispetto a quello di controllo o rispetto al secondo gruppo studiato, è risultata significativa per lo YoYo IRT1 (p=0,003), col gruppo sprint che ha avuto un miglioramento maggiore (da 1917 ± 439 a 2455 ± 488 m) rispetto al gruppo dell’interval (da 1846 ± 329 a 2077 ± 300 m). In modo simile si è riscontrato un miglioramento significativo nel tempo medio dell’RSA (p=0,006), mostrando un miglioramento nel post- (da 7,53 ± 0,21 a 7,37 ± 0,17 s). Non sono state trovate altre interazioni di questo tipo (group x time).
Cambiamenti significativi tra pre e post sono stati trovati per il massimo consumo di ossigeno assoluto e relativo e per il punto di compensazione respiratoria (p<0,05).
Questi risultati suggeriscono che il protocollo di RSA usato in questo studio può essere un metodo efficace di allenamento per l’aumento della prestazione aerobica e della performance specifica, e che entrambi sono efficaci per il miglioramento della capacità aerobica, non influenzando in modo negativo le prestazioni di sprint e jump.
 
 
 
 
 
 
Il secondo articolo è “Intermittent endurance and repeated sprint ability in soccer players” di Chaouachi-Chamari-Castagna del 2010. Lo scopo dello studio è stato quello di mettere in relazione le performance di YoYo IRT1 ed RSA in calciatori d’elite. Sono stati testati 23 calciatori (età 19 ± 1 anni, altezza 181 ± 5,7 cm, peso 73,2 ± 4,1 kg, percentuale di massa grassa 11 ± 2,4%) hanno eseguito questi 2 test, e i risultati hanno evidenziato come chi aveva i migliori risultati nello Yo-Yo aveva meno decremento di velocità nell’RSA, indice che questo test è un ottimo indicatore di fitness per gli atleti. Il test di RSA prevedeva 7x30 metri con 25 secondi di recupero.
I risultati hanno evidenziato questi valori:
  • YoYo 2289 ± 409 metri
  • tempo totale di sprint 31,21 ± 1,13 secondi
  • decremento d sprint 4 ± 2,1%
Si è anche visto come la resistenza intermittente ad HI e la performance di RSA siano distinte e poco correlate, perciò vanno testate separatamente.
In aggiunta, si può considerare “fit” un atleta con YYIRT1 ≥2230 metri, e un test di RSA, per essere considerato tale, non deve avere meno di 5 ripetizioni.
 
 
Alla prossima!
 

 

Andrea Nonnato

 

 

Sono nato a Rovigo nel 1984, e fino ai dodici anni la mia passione era il basket, non il calcio come invece lo è tutt’ora. Sono un preparatore atletico, anche se preferisco come definizione allenatore fisico vista la complessità, la delicatezza e l’empatia necessaria con gli atleti che ti trovi di fronte.

Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Motorie all’Università di Bologna e il Master in Preparazione Atletica nel Calcio con le Università di Pisa e Verona, che mi ha abilitato ad essere allenatore fisico professionista di settore giovanile. Attualmente sto completando il Master di Coverciano che invece mi permetterà di essere considerato un vero e proprio allenatore fisico professionista.

Sul campo, ho lavorato un anno con gli Allievi Nazionali del Modena Calcio, due anni con gli Allievi Regionali del Padova, un anno con i Giovanissimi Nazionali del Padova, un anno con la Prima Squadra (serie B) di mister Pea a Padova e quest’anno con gli Allievi Nazionali Lega PRO del Calcio Padova 1910, oltre che essere organizzatore di eventi sia con l’AIPAC Veneto che con il Calcio Padova 1910.

Lavorare con i giovani è la cosa migliore perché cresci uomini oltre che giocatori e mi diverte molto anche il rapporto che si instaura con loro, ma è inutile che nasconda il piacere e l’ambizione di poter lavorare ai massimi livelli!

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