Soglia Anaerobica a secco e Partite a Pressione
Sommario
Paolo Lazzarin ci spiega come effettuare un lavoro fisico utile a migliorare le prestazioni dei giocatoriOrganizzazione
Nella stagione 2001-02 mi trovavo ad allenare l'Alessandria Calcio in serie C2 e l'allenatore era il mitico Oscar Piantoni, anche lui come me era partito dai dilettanti e a suon di primi posti e piazzamenti era arrivato tra i professionisti.
Il suo motto era “Il lavoro paga”!
“Paolo - mi diceva - se metti il tuo dito pollice dentro la sabbia e fai questo lavoro per un milione di volte, alla fine il dito sarà diventato grosso come un melone”. L'attrito infatti esercita sulla pelle modificazioni note, come calli, duroni, ispessimenti del tessuto, ecc. Mi veniva in mente la classica goccia cinese, così debole di intensità ma che l'inesorabilità del tempo trasforma in una micidiale perforatrice di rocce e in antichità di sventurati crani.
Con Piantoni ho toccato nei professionisti la più alta intensità e volume di lavoro mai realizzati. Proprio in quell'occasione ho capito quanto incredibile fosse la macchina umana nell'assorbire i lavori e incrementare le capacità motorie. Io ero solito sviluppare la soglia anaerobica individuale dopo aver fatto il test Mognoni, con la corsa a secco attorno ad un anello di 250 metri che chiamavo metaforicamente “Olimpico”. I giocatori ridevano come matti, ma solo fino all'inizio dell'esercizio, poi risuonava nell'aria tutta un'altra “musica”. Fatica, sudore, acido lattico misto a sangue erano elementi essenziali per poter svolgere bene l'allenamento e Mister Piantoni alla vista di quei giovani puledri al “lavoro”, godeva particolarmente. Gli atleti erano divisi in gruppi omogenei, dovevano correre alla velocità prestabilita, che variava da 13 a 14,5 km/h, qualcuno arrivava anche a 15 km/h, la fatica in questo esercizio è di buon livello intorno a 6/7 della scala di Borg.

Mister Piantoni amava invece realizzare partite a pressione 4 contro 4 + il portiere con le sponde attive ( i giocatori rimasti, si posizionano ai lati del campo fungendo da sponda con 1 tocco) con partenza dal portiere in uno spazio di 32 m x 27 m per circa 4/5 minuti. I palloni erano tutti concentrati nella zona dei portieri. C'era massima concentrazione, massima organizzazione, massima partecipazione!
Ci venne l'idea quindi di alternare lavoro a secco e lavoro con la palla. Il lavoro a secco infatti benché sia molto significativo è piuttosto noioso, viceversa il lavoro con la palla è più stimolante e appagante.
Facemmo quindi sedute di sviluppo della potenza aerobica alternando 4' di lavoro a secco con 4' di partite a pressione x 4/6 volte con recupero di 2' tra le ripetizioni, inizialmente 1 volta al mese. Le altre volte facevo dei fartlek, CCVV, interval training, ecc..
L'analisi dei dati di FC confermavano come il lavoro di 4 contro 4 max 2 tocchi con partenza dal portiere e le sponde attive, portasse la fc a livelli molto simili al lavoro a secco. Inoltre anche il lattato prodotto durante questi esercizi era simile ai lavori a secco.

In questo esercizio, dopo 20' di riscaldamento tecnico, la prima esercitazione è rappresentata dalla partita a pressione, poi soglia anaerobica a secco, partita a pressione, soglia anaerobica a secco.
Tuttavia c'era un'altro aspetto della medaglia che dovevamo considerare. Nelle partite a pressione aumentavano fatalmente i contrasti e con essi il rischio di infortuni ( in uno di questo avemmo un grave infortunio, il leader della squadra rimase vittima in un contrasto di una lesione al legamento collaterale mediale e al legamento posteriore del ginocchio) e con esso anche la stagione che fino ad allora era trionfale cominciò gradualmente a scemare.
I 4 minuti di lavoro con la palla in una partita a pressione producevano da 4 a 6 millimoli per litro di lattato e generavano una FC che si attestava al 90% della FC massima tuttavia tutto ciò rappresentava un media di potenze meccaniche che si esprimevano negli sprint, cambi di direzione, contrasti e balzi e che inquinavano i dati di frequenza cardiaca, inoltre gli stati emotivi vissuti come è noto alterano i dati cardiaci.
A questo punto l'analisi della FC in una partita non aveva più senso, mi rimaneva il dato dell'acido lattico prodotto che era coerente con ciò che volevamo ottenere. Fortunatamente qualche anno dopo sono usciti in commercio cardiofrequenzimetri GPS che analizzavano anche i metri percorsi durante le partite.
Ma questa è un'altra storia!
Paolo Lazzarin
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