Fiducia in sé e attenzione nel gioco - Seconda parte | YouCoach Salta al contenuto principale

Fiducia in sé e attenzione nel gioco - Seconda parte

Fiducia in sé e attenzione nel gioco - Seconda parte

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo capiremo quali sono gli accorgimenti e le strategie da adottare per aumentare la convinzione personale di riuscita e la fiducia in sé per avere un atteggiamento in campo propositivo ed attento
Nello specifico (rimando all’articolo personale precedente di Febbraio), abbiamo visto come atleti con scarsa convinzione sulle proprie capacità personali abbiano un atteggiamento in campo passivo e demotivato, mentre coloro che hanno fiducia e credono di essere in grado di riuscire nel compito/prestazione avranno un atteggiamento più propositivo, determinato e saranno fortemente stimolati a fare.
Se, come ho già detto, entrambi questi aspetti sono soggettivi, essi sono influenzati dagli atteggiamenti e dalle comunicazioni provenienti dagli altri e, in ambito sportivo, dal Mister in primis.
Diventa importante capire in che modo, in qualità di allenatori ed educatori, possiamo intervenire per far sì che il giocatore si senta fiducioso e capace, alimentando quindi un circolo virtuoso di riuscita.
Capire quali fattori accrescono autostima ed autoefficacia ci permetterà di lavorare nella giusta direzione.
 

Autostima e, in particolare, autoefficacia sono condizionati dalle seguenti variabili:
  • Esperienze passate di riuscita;
  • Rinforzi esterni;
  • Rinforzi vicari;
  • Corretta attivazione psicofisiologica (arousal).
 
Quindi, è importante che aiutiamo i nostri giocatori a ricordare le esperienze passate di riuscita, sottolineandole al momento e recuperandole quando si presentano compiti nuovi o similari. In questo modo il giocatore prenderà consapevolezza delle proprie capacità e ciò gli darà la fiducia per credere di poterci riuscire ancora.
Purtroppo invece, quello che spesso accade nella testa dei giocatori insicuri è rimanere ancorati al ricordo delle sole esperienze negative il che, ovviamente, li sconforta ed avvilisce, aumentando la probabilità di fallimento e, di conseguenza, alimentando l’idea di inefficacia ed incapacità.
 
Rinforzare poi i giocatori ogni qualvolta dimostrino impegno (tentano, provano, cercano soluzioni, non si arrendono …) così da stimolare questo aspetto di personalità fondamentale in qualunque sfera, e rinforzare le specifiche esperienze (giocate, gesti tecnici, scelte tattiche …) di reale riuscita, soprattutto quando arrivano dopo numerosi tentativi e svariati fallimenti.
Inoltre, si è visto che il sottolineare in maniera costruttiva la riuscita anche dei compagni di squadra (rinforzo vicario) possa accrescere la convinzione di essere in grado di fare le cose. Nella testa del giocatore che vede la riuscita del proprio compagno, una persona quindi che ha caratteristiche fisiche e tecniche simili, scattano pensieri del tipo “se ci riesce lui ci posso riuscire anche io … anche lui prima non ci riusciva, ora ce la fa, quindi posso farcela!”.
L’eventuale paragone tra compagni deve essere fatto in toni propositivi e motivanti, mai denigranti e sarcastici perché così si otterrebbe l’effetto contrario.
 
 
Se il nostro obiettivo è alimentare la fiducia in sé, usare esempi di giocatori di alto livello può essere utile nel momento in cui si mette in evidenza come gli stessi giocatori che oggi militano in alte categorie in passato abbiano vissuto le stesse fatiche e superato ostacoli simili. Se ci limitassimo a dire: “guarda lui come fa!” nella testa del giovane ragazzo potrebbero passare pensieri del tipo “ ma lui è bravo … lui è grande e forte … io sono solo …”.
Infine, e concludo, attivarsi fisicamente e mentalmente in maniera ottimale prima della partita o dell’allenamento aiuta decisamente a trovare la giusta concentrazione per ciò che mi accingo a fare. Per quest’ultimo aspetto vi rimando alle considerazioni fatte nei precedenti articoli (dicembre 2016) sul warm-up fisico e mentale e sulla routine pregara.

 

Autore

Ritratto di daniela.oriandi
| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio".

È psicologa della FIGC Veneto, psicologa del centro federale territoriale di istrana (TV) e docente FIN Veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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