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Warm-up mentale

Warm-up mentale

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo vedremo come una corretta attivazione prima della prestazione sportiva debba prevedere il riscaldamento fisico e mentale del giocatore, nel rispetto della sua personalità
Quando si parla di fase di riscaldamento, prepartita o in allenamento, spesso si pensa all’attivazione del corpo e dei suoi muscoli: si immaginano i giocatori cominciare a correre, fare qualche slancio di gamba, esercizi di allungo che coinvolgono i vari distretti muscolari, per poi gradualmente passare all’uso della palla per prendere confidenza con l’attrezzo e continuare il riscaldamento assieme alla squadra provando passaggi e tiri.
Il riscaldamento non può ridursi alla semplice attivazione fisica poiché, lo sappiamo, in campo serve la testa!!
Un sacco di volte si vedono squadra che partono lente, disattente, poco reattive “Non sono ancora entrati in partita!! … È una squadra diesel che ha bisogno di tempo …” . Qualche allenatore li giustifica così, qualcun altro puntualmente si arrabbia e cerca di scuotere i ragazzi tra un tempo e l’altro o dal bordo campo a volte col risultato di mettere ansia e pressione nei giocatori.
La mente ha bisogno di essere scaldata e preparata alla partita tanto quanto il corpo così da poter essere pronta ed attiva fin dal fischio d’inizio.
 
 
Bisogna abituare ed aiutare i ragazzi a entrare in maniera attiva e consapevole nella forma mentis dell’allenamento piuttosto che della partita fin da subito: se in allenamento ci possono essere i primi minuti di riscaldamento ancora riservati a qualche chiacchiera per stemperare un po’ le fatiche e le tensioni della scuola o di casa (voti, litigi, fidanzatine, ecc.) e per “fare squadra”, in partita è importante già dallo spogliatoio iniziare a trovare la giusta concentrazione e fin dall’entrata in campo la giusta attivazione psicofisica.
Come? Non c’è la formula che va bene per tutti, ma mi permetto di dare alcuni suggerimenti di cui si può discutere coi ragazzi per aiutarli ad adattare le singole esigenze ad ognuno di loro:
  • Iniziare noi Mister per primi a parlare in un certo modo utilizzando modi e contenuti adeguati. Per fare qualche esempio: “Ragazzi, iniziamo a concentrarci sulla partita … Ragazzi, lasciamo in spogliatoio pensieri negativi e ciò che ci potrebbe distrarre e focalizziamo la nostra attenzione su ciò che andiamo a fare … Bene! È ora di pensare alla partita, riscaldiamoci bene come siamo soliti fare e pensiamo agli obiettivi su cui stiamo lavorando …”.
  • Troviamo le giuste parole per ognuno: ogni atleta ha una propria personalità con punti di forza e criticità che necessità di un certo tipo di supporto e di determinate parole. Col tempo imparerete a capire, osservandoli ed ascoltandoli, di cosa hanno bisogno per trovare la giusta tranquillità e determinazione e mettersi nella condizione di esprimersi al meglio: c’è chi potrebbe aver bisogno di una semplice pacca sulla spalla, chi di una parola, chi di un breve discorso di squadra, chi di una battuta, chi di sentire che gli lanciamo una sfida, chi di uno sguardo d’intesa e fiducia, chi di nulla. E va rispettato.
  • Ogni giocatore deve rispettare la propria persona ed i propri bisogni: ci sono giocatori che prima di una partita od allenamento hanno bisogno di qualche chiacchiera e battuta, magari per alleggerire la tensione, motivarsi o gasarsi; ci sono giocatori che invece hanno bisogno di isolarsi ascoltando della musica o semplicemente chiudersi nei loro pensieri, così come ci sono giocatori che necessitano di un riscaldamento muscolare più intenso così da partire carichissimi, altri di un riscaldamento più morbido per arrivare pronti e freschi al fischio dell’arbitro o alla prima esercitazione.
Abituare i giocatori a trovare la giusta attivazione psicofisica (per maggiore chiarezza vi rimando agli articoli di settembre 2016: Le capacità attentive, Stili attentivi) significa stimolarli in questa direzione: spesso anche gli atleti pensano, erroneamente, che basti scaldare i muscoli per essere pronti, mentre in realtà stiamo capendo l’importanza di dare la giusta attenzione al fattore mentale. Nel prossimo articolo parleremo, in linea con quanto stiamo approfondendo, di routine pre-gara per entrare nella dimensione partita.

 

Autore

| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio". È inoltre Psicologa della FIGC veneto e docente FIN veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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