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Cruyff, Xavi e la mentalità Blaugrana!

Cruyff, Xavi e la mentalità Blaugrana!

 
Sommario
Cruyff ed il Calcio Totale a Barcellona: l'esempio di Xavi
E' iniziato tutto con Johan Cruyff e la sua linea di pensiero rivoluzionaria. Studente della scuola di calcio Rinus Michels, Cruyff era conosciuto per disorientare gli avversari con le sue finte imprevedibili. Ha passato 6 anni della sua splendida carriera calcistica al Barcellona. E' poi tornato in questo nel 1988 per altre 8 stagioni, ma questa volta come allenatore. 
Ciò che aveva in mente Cruyff, in termini di insegnamenti, era la reintroduzione del "Calcio Totale", che aveva perso la sua carica nel corso degli anni.
Ma rimaneva ancora accesa la fiamma, il Calcio Totale non era ancora svanito del tutto, era semplicememte nascosto nel marasma di varianti che si sono poi susseguite nel mondo del calcio. La maggior parte degli allenatori ha provato ad applicare tale sistema ma la carenza di giocatori capaci è stato l'impedimento più grande. Alla fine si sono dovuti adattare ed hanno accettato il miglior compromesso possibile.
 
L'effetto Cruyff
Cruyff ha scelto il Barcellona per diventare il più grande coach di tutti i tempi. Ha vinto la Liga per quattro volte consecutive dal 1990 al 1994, la Coppa delle Coppe nel 1989, la Coppa del Re nel 1990, la Supercoppa UEFA e la Coppa dei Campioni nel 1992 così come 3 Supercoppe di Spagna: 11 trofei in tutto.
Tuttavia non sono stati i titoli a far grande Cruyff al Barcellona, ma lo stile di gioco e i metodi di allenamento utilizzati, i quali hanno alzato un polverone. Fu l'introduzione del famoso stile di allenamento "Rondo" (una sorta di torello).
Per la prima volta in assoluto su un campo di allenamento, i giocatori formavano un cerchio e si passavano la palla tra di loro. Un giocatore, posto al centro dell'area circolare, avrebbe tentato di fermare i loro passaggi. Mano a mano che il gioco continuava, il cerchio si faceva sempre più stretto, riducendo tempi e spazi di arrivo sulla palla.
Cruyff sapeva che il calcio inizia sempre con un pallone e ciò che serve ad una squadra per avere successo, è che quel pallone rimanga in loro possesso. Iniziò a sviluppare un gruppo di centrocampisti che compresero quello stile di gioco. La crescita maggiore, però, non avvenne ai più alti livelli. Anche se Cruyff ci ha portato giocatori come Josep Guardiola, Michael Laudrup, Goikoetxea, Txiki Begiristain, Hristo Stoichkov, Jose Mari Bakero, Romario, Ronald Koeman e Gheorghe Hagi, lo sviluppo avvenne a livello giovanile.
Qui giocatori come Xavi, Andres Iniesta, Cesc Fabregas, Mikel Arteta e Luis Milla furono allenati e cresciuti. La filosofia di Cruyff era quella di creare centrocampisti intelligenti, non cavalli da corsa col paraocchi o taglialegna assassini. I suoi giocatori avrebbero passato la palla, pensato al momento e corso quel chilometro in più semplicemente per dare alla propria squadra un vantaggio, attacco o difesa che fosse.
Così, un nuovo "Xavi" era nato! 
 
Xavi, gli anni dell'ascesa
Nel 1991, all'età di 11 anni, Xavi è entrato nella scuola calcio del Barcellona. Nonostante fosse tifoso del RCD Espanyol, giocava ora per i rivali del Barcellona, e come giocava! All'età di 14 anni faceva ancora parte della squadra giovanile del Barcellona.
La filosofia e lo stile del calcio di Cruyff, testati ai più alti livelli, stavano avendo ricadute farvorevoli su Xavi. Si era allenato con la filosofia del Calcio Totale fin dall'inizio, si era allenato come il maestro Olandese.
Così come Iniesta e Fabregas, Xavi era parte di un gruppo di giovani stelle del Barcellona predestinate ai vertici, sempre giocando un calcio spettacolare. Era inevitabile che il giorno in cui queste piccole star avessero raggiunto il firmamento del calcio, il Barcellona sarebbe tornato ad essere una super-potenza del calcio Europeo.
 
Cosa fa
Va detto che quando si parla di Xavi, non si tratta tanto di chi è ma di cosa fa, questo fa la differenza. Diversamente da quello che accade a campioni del calibro di Lionel Messi, Kaka o Cristiano Ronaldo, la squadra non è visibilmente a disposizione di un singolo giocatore come Xavi. Sul campo, però, le cose risultano completamente diverse.
Nel 2001, quando Pep Guardiola lasciò il Barcellona come giocatore, Xavi divenne il fulcro del gioco della squadra. Come seguace dell'utilizzo preponderante dei gesti di base del gioco del calcio, Xavi è sicuramente anche uno degli avversari più ostici con cui conforntarsi. Pensateci un attimo: non esegue dribbling o finte mirabolanti, non cerca passaggi improbabili, non corre sempre in difesa e commette pochissimi errori. Come si affronta?
Xavi rimane fuori dai riflettori quando la sua squadra vince, ma è l'allenatore che sa quanto sia prezioso il suo contributo. Sa che senza Xavi, non ci sarà dominio a centrocampo, nè possesso palla, quindi niente gol, quindi niente vittoria.
La stampa sportiva più critica è addirittura arrivata ad affermare che il fallimento di Messi ai Mondiali in Sud Africa del 2010 fosse dovuta proprio all'assenza di Xavi, o di un giocatore simile. Maradona si era portato, proprio per questo motivo, un giocatore come Juan Sebastian Veron. Ma forse non è la stessa cosa che avere uno come Xavi.
 
Il suo stile
Con Xavi, non si tratta di corse smarcanti o idee geniali. Ha un modo "sonnolento", quasi distaccato, di fare le cose. Se Lionel Messi è considerato come il simbolo dell'appariscenza e dell'energia e Juan Roman Riquelme come modello di eleganza ragionata, allora Xavi cadrebbe proprio al centro tra i due, avvicinandosi di più a Riquelme.
Il fattore chiave che detta il suo stile è la sua chiarezza di pensiero. Una mente calma gli permette di processare le informazioni velocemente e nel modo più appropriato. Le sue opzioni gli appaiono limpide e prendere decisioni diventa estremamente semplice. Detto ciò, la stanchezza a volte può offuscare la mente, ma probabilmente è per questo che Xavi corre più di tutti, anche in una squadra come il Barcellona.
La sua abilità di durare più degli avversari, mantenendo il gioco sempre semplice e basico, è assolutamente incredibile.
 
Il sogno di ogni allenatore
Quali sono le cose che un allenatore desidera di più dal suo centrocampista? Uno: che non perda la palla troppo spesso. Due: che non si stanchi troppo in fretta. E tre: che tenga il possesso, più spesso di quanto non lo facciano altri. Con Xavi tutto questo è garantito, più alcuni extra!
E' un incubo, per i portieri, in molti scenari. Non solo riesce a calciare calci d'angolo e punizioni in zone pericolose, ma è quasi perfetto anche nel direzionare il tiro a rete. Dategli tre metri liberi, in un raggio di 20-30 metri dalla porta, e con alta probabilità vi ritroverete a ricomincaire a giocare dal cerchio di centrocampo! Ma anche se le sue abilità di tiratore non sono molto richieste nel Barcellona di oggi, risulta fondamentale con la sua visione di gioco.
I suoi passaggi raggiungono i compagni con precisione millimetrica. Che sia sulla linea di difesa, sul lato del campo o attraverso altri giocatori, i passaggi di Xavi trovano sempre i piedi del compagno a prescindere dalle condizioni di gioco, della palla o addirittura del pressing subito. La sua abilità nel trovare compagni smarcati e mantenere il possesso palla si è probabilmente alzata di una spanna sopra a quello che già faceva Pep Guardiola quando giocava.
 
Le sue abilità chiave
Tutto ciò che tocca Xavi, si trasforma in oro. Idolo per coloro che ambiscono a diventare play-maker, la sua costanza supera tutte le sue altre abilità. Non è l'abilità di trovare i compagni liberi che lo rende pericoloso. E' il farlo ininterrottamente per 120 minuti, senza stancarsi, a renderlo letale.
Il suo passaggio è sublime, semplice e ficcante. Non vedrete mai molte giravolte, rabone o doppi passi se lo osservate attentamente. Quello che vedrete è precisione, controllo e una visione di gioco imbattibile. La sua capacità di attenersi ai gesti tecnici più semplici rende la facilità di esecuzione dei suoi passaggi difficile da credere. Tutti abbiamo visto giocatori destreggiarsi con colpi di tacco e altre fantasie per liberarsi dell'avversario ma Xavi li fa sembrare come uno spreco di tempo ed energie.
Lui passeggia tranquillo, anche sotto pressing, prima di scoccare un passaggio perfetto per un compagno. La sua energia sul campo attrae i giocatori avversari, dando loro un falso senso di abilità di surclassare il centrocampista "pigro". Ma questa attrazione crea spazi e, di conseguenza, fornisce al centrocampo del Barca il tempo e lo spazio necessari per farsi strada nelle difese avversarie. Quando si dispone di giocatori come Lionel Messi, Neymar e Andres Iniesta, che vivono con i tuoi passaggi, c'è una sola conseguenza!
 
I pochi errori contano
Da avversario, una delle cose più noiose è che non butta mai via palla. Dribbla raramente quindi ci sono poche possibilità di fermarlo in scivolata. Il suo passaggio è quasi immacolato, dando poche possibilità di intercetto. La sua conoscenza della corsa e delle abilità dei compagni di squadra è incredibile, assicurandoli di avere il passaggio quando e dove lo vogliono.
Fondamentalmente, Xavi fa poche decisioni sbagliate. Suona facile? Si, ma solo quando hai compagni di squadra come quelli che ti da una squadra come il Barca.
 
Le sue debolezze
Come ogni giocatore, ha anche dei difetti. La sua bassa statura e la sua scarsa velocità sono un impedimento sui cross o nelle ripartenze. Tuttavia, è questo il motivo per il quale tra le sue file il Barcellona conta Messi, Pedro e Neymar. Tutto ciò che deve fare Xavi è dare la palla a loro. E lo può fare tranquillamente senza pensarci troppo!
Inoltre, il gioco del Barcellona richiede che la palla giri molto rasoterra, un'altra caratteristica che permette a Xavi di eccellere senza che debba per forza utilizzare il colpo di testa, non di certo il suo forte.
Xavi è stato anche criticato perché tira poco importa, a volte. Ha avuto stagioni in cui ha marcato spesse volte il tabellino, ma non è il classico giocatore da 10-15 gol a stagione sicuri. Ne farà 5 o 8, ma tutti in momenti cruciali.
 
Un giocatore completo, un giocatore "totale"
Xavi è l'esempio perfetto del prodotto finito della fabbrica del Barcellona. Rafforza le sue qualità migliori, si attiene ai gsti più semplici e controlla il gioco. Non è il tipo da catturare l'attenzione dei media o da generare gossip, ma quando si tratta di dare valore alla squadra, non c'è nessuno meglio di lui.
Che si tratti di giocare con la Spagna o con il Barcellona, la sua presenza in campo fa sempre la differenza. Fa girare palla e resiste sempre al pressing a uomo. Assicura che la palla stia in possesso della propria squadra per circa il 60-70% del tempo di gioco, una percentuale irraggiungibile per tutti.
Giocatori come Messi e Neymar non possono fare a meno dei suoi passaggi. Possono muoversi come vogliono sapendo che Xavi saprà sempre trovarli. Senza il suo "radar", i vari Messi, Pedro, Neymar, potrebbero non essere al livello di realizzazioni a cui si trovano oggi.
Xavi è quindi l'espressione più alta di uno stile di calcio introdotto da Cruyff, nel 1989, che si è fuso al Barcellona e al suo metodo di gioco. Tutti i giovani che arrivano dalla loro scuola calcio hanno giocato con la stessa filosofia. Questo significa che quando si uniscono alla prima squadra sanno già perfettamente come devono giocare per restare in linea con gli standard altissimi di un top-team come il Barcellona. 
Dopo l'Ajax, il Barcellona ha il tasso di successo più alto nel lancio di giovani promesse nella prima squadra del club, sopra ai più prestigiosi club europei. Questo assicura che finché il Barcellona non produrrà un degno sostituto, Xavi rimarrà il re indiscusso nel cuore della squadra Blaugrana.

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