Ripetitività e monotonia

Obiettivo:

Sommario

In questo articolo rifletteremo su come le nostre scelte tecniche e di comunicazione incidano sul grado di noia e monotonia percepito dai giocatori e, conseguentemente, sulla loro capacità di prestare attenzione a spiegazioni e compiti

Organizzazione

Sebbene esistano alcuni momenti dell’allenamento e della fase iniziale di attivazione dove la ripetizione del gesto tecnico piuttosto che la sequenza con cui vengono proposti gli esercizi siano inevitabilmente più monotoni, ciò non significa che non possiamo rendere le proposte più stimolanti ed interessanti.
La noia e la ripetitività infatti, si esprimono non soltanto attraverso i contenuti e gli esercizi che portiamo, ma anche attraverso le nostre modalità espressive e comunicative. Non solo cosa dico, ma anche il come dico le cose influisce sul grado di interesse che stimolo nel giocatore e, conseguentemente, sul suo livello di attivazione ed attenzione.
 

COME OTTENERE L'ATTENZIONE DEI GIOCATORI?

  • Innanzitutto, l’allenatore dovrà consapevolmente scegliere espressioni, parole e modi di dire che risultino accattivanti e propositive, le spiegazioni dovranno destare interesse, i feedback ed i rinforzi che fornirà dovranno essere vari, personalizzati ed incisivi.
  • Dovrà prestare molta attenzione al tono ed al timbro di voce: variarli a seconda di dove voglio maggiormente spostare ed indirizzare l’attenzione dei miei ragazzi, accentuare le parole chiave, sottolineare con un non verbale centrato gli elementi chiave ed i passaggi su cui è necessaria più concentrazione perché più difficili o semplicemente nuovi.
  • Variare la tonalità, rimanere sempre intensi e propositivi nelle modalità comunicative. Ciò non significa tenere sempre alto il tono della voce e gridare a prescindere dal messaggio o dal contesto specifico di lavoro. Se così facessi, il tutto si rivelerebbe controproducente creando solo confusione nei ragazzi, alimentando emozioni negative (ansia, paura, nervosismo …) o diventando solo rumore di fondo che perde di significato e di incisività.
Ogni scelta comunicativa e di contenuto varierà in funzione del gruppo e dell’età dei ragazzi a cui devo adattarmi per riuscire ad entrare in contatto con loro per essere più efficace ed aumentare la loro attenzione e concentrazione.

CONTENUTI DIVERSIFICATI PER CREARE ALLENAMENTI STIMOLANTI E MENO MONOTONI!

Per quanto riguarda i contenuti, è importante essere vari negli strumenti di lavoro (coni, cinesini, paletti, porte di varie grandezze, colori …), diversificare i percorsi che propongo, trovare sempre modi differenti per attivare i giocatori e lavorare su aspetti più meramente tecnici avendo sempre chiaro l’obiettivo di lavoro. Essere vari infatti, non deve tradursi nel perdere di vista cosa voglio allenare ed ottenere in quel momento dalla mia squadra o dal singolo.
Mantenere alta la dose di novità permette di tenere vivi interesse, motivazione ed attenzione, elementi chiave per il giusto impegno ed aumentare la probabilità di riuscita, in allenamento come in partita.
Ripetizioni e monotonia, a volte necessarie nelle proposte tecniche, si combattono anche attraverso una battuta fatta al momento opportuno, un incoraggiamento, un lanciare una sfida tra i ragazzi o con loro stessi (fare il numero maggiore di …, battere un record personale precedente, ecc.).

CONTESTUALIZZARE È IMPORTANTE

E, ricordiamoci, sottolineare l’obiettivo di un determinato esercizio, contestualizzare un gesto tecnico riportandolo al momento partita o all’avversario, aiuta il giocatore a capire e a rimanere concentrato e motivato su ciò che sta facendo perché comprende che quel gesto apparentemente noioso e inutile, in realtà si potrebbe rivelare una giocata/gesto fondamentale nello scontro con l’avversario.
Anche la rotazione dei ragazzi, il farli lavorare a coppie e in microgruppi che cambiano di volta in volta aggiunge input e stimoli diversi perché li porta al confronto reciproco, fisico e verbale, li “obbliga” in qualche modo ad adattarsi ai compagni, a trovare la giusta intesa, a stare attenti a chi hanno di fronte. Anche, quindi, nemici apparentemente acerrimi come noia e monotonia possono trasformarsi, con le dovute attenzioni del caso, in piacevoli compagni di lavoro.
A volte non ci rendiamo conto di come le nostre proposte e le nostre modalità comunicative ed espressive risultino noiose. Una strategia molto utile per comprendere in che direzione ci stiamo muovendo è quella di videoregistrarci per poi ascoltarci ed osservarci. A volte rimaniamo (s)piacevolmente sorpresi …

 

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Daniela Oriandi

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio".

È psicologa della FIGC Veneto, psicologa del centro federale territoriale di istrana (TV) e docente FIN Veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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