PPDA, xG e heat map: l'analisi tattica di PSG e Arsenal in finale di Champions - Parte 2

L’Arsenal campione in patria dopo 22 anni e in finale di Champions League 2026

Obiettivo:

Descrizione

Proseguendo il discorso iniziato nella prima parte dell’articolo, vediamo ora l’Arsenal protagonista nel bene (la fase difensiva è risultata decisiva per la conquista della Premier League) e nel “male”, dato che lo stesso atteggiamento ha impedito ai Gunners di essere più protagonisti nella finale di Champions League giocata a Budapest contro il PSG.

A questo proposito, lo stesso Luis Enrique, in una conferenza stampa, qualche tempo fa,  aveva sottolineato che nello sport al massimo livello, non esistono perdenti, ma solo sub-campioni; forse, data la stagione in generale della squadra di Arteta, potremmo considerare i Gunners sub-campioni della Champions League 2026, dato che sono arrivati in finale senza perdere e si sono visti sfuggire il trofeo solo ai calci di rigore (1 a 1, dopo i tempi supplementari).

Il tratto comune alle due finaliste della Champions League 2025-2026, ovviamente senza escludere il Bayern, è certamente la ricerca dei duelli 1 contro 1 lungo gli esterni, e il giocatore che spicca, pur non avendo raggiunto la finale, è l’esterno francese del Bayern (Olise).


Il campionato

L’Arsenal campione in patria.

Continuità e rottura con il passato sono i fattori caratteristici dell’Arsenal, che, con Arteta in panchina, ha conquistato la Premier League, che mancava dal 2004, e ha raggiunto la finale di Champions League dopo vent’anni; possesso prolungato e ricerca dell’area di rigore avversaria dagli esterni sono i principi a cui il tecnico spagnolo non ha mai rinunciato.

Titolo in patria e finale europea sono arrivati grazie a un netto miglioramento della fase difensiva e di conseguenza dei gol subiti, vincendo partite decisive che invece, nelle stagioni passate, avevano sempre visto l’Arsenal uscire con sconfitte e pareggi inutili per la classifica.

Questo, forse, è stato il principale punto di rottura in senso positivo con le stagioni precedenti; i Gunners hanno vinto partite partendo da situazioni tattiche e di risultato che li avrebbero visti sconfitti nelle stagioni passate.

Una stagione da record
Alcuni fattori danno prova del meritato successo della squadra di Arteta (statistiche valide a una gara dalla fine)
Palla inattiva
28
gol segnati (18 da calcio d’angolo)
Clean sheet
19/37
partite senza subire gol
xG against
0,74
gol concessi a partita
Tiri concessi
8,2
a partita (2,4 nello specchio)

Mappa delle conclusioni concesse dall’Arsenal

Fig. 23: Mappa delle conclusioni concesse dall’Arsenal agli avversari in Premier League 2025-2026.

  • 53 punti contro squadre di medio-bassa classifica (2,8 a partita e 17 vittorie in 19 partite contro squadre di questa classifica, con il Manchester City, ormai secondo, fermo a 2,3). Questo fattore è stato uno dei principali miglioramenti di questa stagione, dato che i Gunners, dalla stagione 2023-2024, la prima di tre consecutive chiuse al secondo posto, hanno raccolto 76 punti contro quelle che in Inghilterra chiamano le “Big Six”, perdendo solamente 6 volte su 40 contro i cosiddetti avversari.
  • Mantenimento del primo posto in classifica, a differenza delle stagioni precedenti: 238 giorni e 32 giornate di campionato, con l’eccezione di una sola a pari punti con il Manchester City ad aprile, momento in cui avrebbe perso il titolo a causa della differenza reti contingente (Fig. 24).

Confronto tra Arsenal, Liverpool e Manchester City

Fig. 24: Confronto tra Arsenal, Liverpool e Manchester City sulle giornate passate in testa alla classifica.

  • 8 partite vinte 1 - 0.
  • Maggiore distanza percorsa in campo rispetto agli avversari in 35 delle 37 partite disputate. Solamente Manchester City e Brighton hanno fatto meglio dei Gunners una volta a testa (Fig. 25).

Confronto tra Arsenal e avversari sulla distanza percorsa nei confronti diretti

Fig. 25: Confronto tra Arsenal e avversari sulla distanza percorsa nei confronti diretti.

Se è vero che correre di più non basta a vincere le partite, la costante condizione fisica ai massimi livelli ha certamente aiutato nella conquista del titolo, soprattutto perché abbinata alla media del 56,1% di possesso palla a partita.

  • Gabriel e Saliba hanno formato una coppia di difensori centrali solidissima; 17 vittorie (15 senza subire gol) nelle 26 partite in cui i due hanno giocato insieme (1 clean sheet ogni 1,7 partite).
  • I soli 14 gol in 35 presenze segnati da Gyökeres sono insolitamente pochi per un attaccante di una squadra che vince il campionato, testimonianza del fatto che la solidità difensiva ha giocato un ruolo fondamentale per la conquista del titolo. L’attaccante svedese ha preso parte attiva in altre 16 situazioni concluse con reti segnate (tra cui un assist - Fig. 26).

Mappa delle posizioni dell’attaccante dell’Arsenal

Fig. 26: Mappa delle posizioni dell’attaccante dell’Arsenal dalle quali ha tentato la conclusione in porta e relativi xG.

Oltre ai fattori che abbiamo elencato, alcune partite decisive hanno dato prova, probabilmente ai ragazzi di Arteta stessi, di essere da titolo:

  • Il pareggio in trasferta contro il Manchester City, dominando i duelli (Fig. 27).

    Zone di campo con più del 55% di tocchi palla per Arsenal e City Fig. 27: Zone di campo con più del 55% di tocchi palla per Arsenal e City con il solo 32,2% di possesso palla totale.

  • La rimonta 2-1 in casa del Newcastle United, con una produzione offensiva nel secondo tempo nettamente maggiore dell’avversario e della prima frazione.
  • La vittoria 2-1 contro il Wolverhampton al 94° dopo il pareggio avversario solo 4’ prima.
  • I 4 gol segnati (2 in 7’) nel secondo tempo nella vittoria casalinga contro l’Aston Villa, dopo il primo tempo chiuso sullo 0-0 (15 conclusioni verso la porta avversaria nei secondi 45’).
  • La vittoria 4-1 contro il Tottenham in trasferta, dopo il primo tempo chiuso in pareggio 1-1.
  • La vittoria casalinga contro l’Everton, con due gol segnati tra l’89° e il 97°.
  • La vittoria in trasferta contro il West Ham, con gol segnato al minuto 83.

La finale di Champions League

Uno sguardo alla finale di Champions League: Arsenal troppo difensivista?

Se i netti miglioramenti della fase difensiva si sono rivelati decisivi per la conquista della Premier, d’altra parte sono stati controproducenti in finale di Champions League, partita nella quale, dopo il vantaggio iniziale, i Gunners hanno arretrato troppo presto il baricentro per contenere il PSG, privandosi delle proprie possibilità di recupero palla nella metà campo offensiva e di sviluppi offensivi, situazioni di gioco che l’Arsenal sa sfruttare a proprio vantaggio, sia individualmente, sia dal punto di vista collettivo, come dimostrano i minuti del secondo tempo successivi al pareggio parigino (Fig. 28).

Indice di pericolosità e relativi xG per minuto di Arsenal e PSG

Fig. 28: Indice di pericolosità e relativi xG per minuto di Arsenal e PSG in finale di Champions League.

La differenza nell’indice di pericolosità è evidente; inoltre, 69 passaggi completati nel primo tempo sono troppo pochi per una squadra che ha raggiunto la finale di Champions League. Alla fine, le doti individuali del PSG e in particolare di Kvaratskhelia hanno portato al rigore del pareggio e a un’occasione per il raddoppio.

Altri dati confermano l’atteggiamento rinunciatario della squadra di Arteta dopo il vantaggio.

  Paris Saint-Germain Arsenal
Possesso % 75,3 24,7
Palle perse (primo terzo) 39 54
Palle perse (centrocampo) 37 51
Passaggi nella metà campo offensiva 544 173
Passaggi nell’ultimo terzo di campo 307 112
Giocate verso l’ultimo terzo di campo 95 60
Giocate verso l’area di rigore avversaria 50 28
Cross da situazioni di palla in  movimento 27 9
Conclusioni in area di rigore avversaria 12 (di 21 totali) 5 (di 7 totali)
75,3%
il possesso palla del PSG in finale, contro appena il 24,7% dell’Arsenal: i Gunners hanno scelto consapevolmente di rinunciare al pallone per proteggere il vantaggio.

L’Arsenal aveva iniziato la partita con l’intenzione di rendere poco fluida la fase di costruzione avversaria, chiudendo le linee di passaggio da Vitinha verso gli avversari tra le linee, che di solito innescano i duelli in ampiezza (Fig. 29).

4-2-3-1 dell’Arsenal in fase difensiva

Fig. 29: 4-2-3-1 dell’Arsenal in fase difensiva.

In caso di ricezione (nell’esempio, di Pacho), la pressione sul ricevente era sempre aggressiva; nell’esempio, si crea un duello 3 contro 1 (Fig. 30).

Arsenal in pressione nelle prime fasi della partita.

Fig.30: Arsenal in pressione nelle prime fasi della partita.

Dopo il vantaggio di Havertz, l’atteggiamento in fase difensiva cambia completamente; in questa situazione simile alla precedente, superata la pressione dei due giocatori più avanzati, la linea dei quattro alle loro spalle arretra immediatamente a copertura della metà campo difensiva, concedendo campo al portatore di palla (Fig. 31).

La linea di centrocampo dell’Arsenal arretra a protezione degli spazi

Fig. 31: La linea di centrocampo dell’Arsenal arretra a protezione degli spazi.

Nella stessa sequenza, con palla in ampiezza, Rice scappa, arretrando in copertura insieme al difensore centrale, lasciando Saka nei pressi del portatore di palla che cerca preventivamente di impedire il passaggio verso il centro (Fig. 32).

Copertura degli spazi verso il terzo difensivo dell’Arsenal

Fig. 32: Copertura degli spazi verso il terzo difensivo dell’Arsenal.

Lo scaglionamento difensivo a protezione del primo terzo ha funzionato in situazioni di open play e a contrasto della fase di possesso del PSG, seguendo due principi cardine:

  • Protezione del lato palla e superiorità numerica nei pressi dell’area di rigore (Fig. 33) Scaglionamento difensivo dell’Arsenal nel primo terzo di campo Fig.33: Scaglionamento difensivo dell’Arsenal nel primo terzo di campo - 1
  • Densità in zona palla in ampiezza e protezione della zona centrale in area di rigore, creando un lato forte sovraccaricato (Fig. 34). Scaglionamento difensivo dell’Arsenal nel primo terzo di campo Fig.34: Scaglionamento difensivo dell’Arsenal nel primo terzo di campo - 2

Nel secondo tempo, con l’intensificarsi della ricerca di duelli in ampiezza del PSG che hanno prodotto diversi calci d’angolo, la copertura degli spazi in uscita dal piazzamento per difendere l’area di rigore ha rappresentato un problema per i Gunners; il calcio di rigore del pareggio si genera esattamente da una situazione simile (Figg. 35-39).

PSG riesce a creare un duello 1 contro 1 in ampiezza

Fig. 35: il PSG riesce a creare un duello 1 contro 1 in ampiezza muovendo palla verso Kvaratskhelia.

PSG muove palla dopo la riconquista del possesso

Fig. 36: il PSG muove palla dopo la riconquista del possesso, dopo che l’Arsenal ha liberato l’area di rigore; la squadra di Arteta si riscagliona troppo lentamente, aprendo un corridoio lungo la fascia sinistra offensiva dei parigini.

Kvaratskhelia può ricevere e riesce a girarsi

Fig. 37: Kvaratskhelia può ricevere e riesce a girarsi.

triangolo con Dembélé, sfruttando l’errore di posizionamento di Rice

Fig. 38: triangolo con Dembélé, sfruttando l’errore di posizionamento di Rice che non copre la profondità, ma cerca di muoversi verso Dembélé in ritardo, creando lo spazio per ricevere il passaggio di ritorno.

Kvaratskhelia batte sul tempo Mosquera

Fig. 39: Kvaratskhelia batte sul tempo Mosquera, ricevendo davanti a lui, e conquista il rigore.

NOTA: per la stesura di entrambe le parti di questo articolo sono state utilizzate due fonti, liberamente fruibili on-line: https://theanalyst.com/ e https://www.whoscored.com/

 

Fonte immagini partite:

 

 

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