PPDA, xG e heat map: l'analisi tattica di PSG e Bayern Monaco in semifinale di Champions - Parte 1

PSG e Bayern Monaco tra fluidità e mentalità offensiva

Obiettivo:

Descrizione

PSG, Bayern Monaco, Arsenal, con l’Atlético Madrid come eccezione che conferma la regola, sono stati i club semifinalisti della Champions League 2025-2026; la squadra di Simeone può essere considerata “l’anomalia”, data la proposta di calcio fatto di pressione alta e fase offensiva alternata tra possesso e ricerca diretta della profondità delle altre tre. D’altra parte, il Cholo ha confermato il proprio dogma, che prevede la costante copertura degli spazi prima di qualsiasi sviluppo offensivo.

PSG, Bayern Monaco e Arsenal sono campioni in patria della stagione appena conclusa, avendo vinto Ligue 1, Bundesliga e Premier League. D’altra parte, i trionfi in campionato sono il risultato di caratteristiche specifiche che rendono le squadre più interessanti da guardare e analizzare; il PSG per la fluidità tattica e la capacità di cambiare “mood” secondo avversario e momento della partita, il Bayern per i 100 gol segnati dal “front three”, Kane, Olise e Luis Díaz e per la continua ricerca della profondità lungo i canali laterali del campo e l’Arsenal per il decisivo miglioramento della fase difensiva, che finalmente ha portato al titolo di Premier League (ma che forse si è rivelato limitante in finale di Champions contro il PSG).


Analisi statistica

PSG, Bayern Monaco e Arsenal: un primo confronto statistico

Il dato che apre il confronto
PPDA delle quattro semifinaliste: media di passaggi consentiti agli avversari nell’ultimo 60% di campo
PSG
9,1
2° per pressione in UCL
Bayern Monaco
10,6
Secondo tra le quattro
Arsenal
11,5
Nella media delle partecipanti
Atlético Madrid
12,1
Ultimo tra le quattro

I dati PPDA (cioè la media di passaggi consentiti agli avversari nell’ultimo 60% di spazio del campo verso la porta opposta), prima della finale di UCL, confermano quanto appena detto; PSG al primo posto tra le quattro e secondo in generale per pressione (9,1), per questo la doppia sfida di semifinale fa veramente storia a sé, ma prova la flessibilità tattica dei parigini.  Proseguendo quanto detto prima, Bayern Monaco al secondo posto (10,6), Arsenal nella media di tutte le partecipanti (11,5), Atlético Madrid a 12,1, ultimo tra le quattro, ma comunque lontano dalle squadre che hanno impostato la fase difensiva in blocco basso.

Se pensiamo alle sequenze di possesso avversarie pressate, l’Arsenal è la squadra più attiva (13,21 a partita), seguita da Bayern Monaco (11,71), PSG (10,94) e Atlético Madrid (10,25). Probabilmente il vero fattore discriminante è rappresentato dalla distanza media dalla propria porta dalla quale le semifinaliste hanno iniziato le fasi di pressione; Arsenal a 45,8 m, Bayern Monaco a 44,9 m, PSG a 44,4 m e Atlético a 40,9 m.

I parigini sono secondi per fasi di costruzione a partita (5,5) alle spalle del Bayern Monaco (5,79) e precedono l’Arsenal (3,43); le posizioni restano invariate se si guarda all’efficacia e quindi all’indice di conversione in gol delle occasioni create (0,36 gol a partita per il Bayern, 0,31 per il PSG, con l’Arsenal a 0,14). La squadra di Luis Enrique è stata quella che più ha tentato attacchi diretti (2,19 a partita), seguita da Bayern Monaco (2,07) e dall’Arsenal (1,79), ma è l’ultima delle tre per efficacia a partita, anche se le differenze sono minime; Bayern Monaco a 0,29 gol per partita, Arsenal a 0,21 e PSG a 0,19.

Per quanto riguarda la fase di possesso, i Campioni di Germania sono i primi per sequenze con più di 10 passaggi a partita (19,64), seguiti dal PSG (18,88) e dall’Arsenal (12,1, nella media delle altre partecipanti); le posizioni per la media di passaggi per sequenza sono le stesse (Bayern primo con 5,16, PSG secondo con 5,04 e poi l’Arsenal con 3,91). Al di fuori di questa prima ideale categorizzazione, il PSG di Luis Enrique è la squadra meno definibile di tutte perché ha dimostrato di saper essere ciò che il momento della partita richiede, al di là dei due gol subiti sul 5-2 contro il Bayern Monaco nella semifinale di andata, una partita che esce da qualsiasi previsione analitica e tattica possibile.


Analisi tattica

PSG 5-4 Bayern Monaco: una partita emozionante che trascende i dati e che comunque resta interessante da analizzare

La partita d’andata tra parigini e bavaresi può essere inserita tra le più esaltanti nella storia della Champions League. Bayern Monaco con 3,4 gol segnati a partita di media in tutte le competizioni (1° in Europa) e PSG con 2,4 (3°) sono le prime squadre a superare le 40 reti segnate in un’edizione della competizione (PSG 43, Bayern 42); inoltre, giocatori come Kane, Olise, Luis Díaz, Dembélé e Kvaratskhelia hanno aiutato la creazione dello spettacolo che abbiamo visto.

Forse, se volessimo trovare una definizione per questa partita, potremmo parlare di un’occasione per esaltare il talento individuale; per esempio, il trio offensivo dei tedeschi ha segnato 100 gol insieme in tutte le competizioni (54 Kane, 26 Diaz e 20 Olise). Nonostante quanto detto in precedenza, gli xG totali della partita erano 5 e il PSG è passato in vantaggio da una situazione di 1,9 xG, nettamente inferiore rispetto ai bavaresi; è evidente che le individualità trascendono dati e aspettative (Fig.1).

9
i gol complessivi segnati nella gara d’andata PSG-Bayern Monaco (5-4), a fronte di appena 5 xG totali generati dalle due squadre: la prova più netta di quanto il talento individuale possa andare oltre i numeri attesi.

statistiche di base di PSG 5 - 4 Bayern Monaco

Fig. 1: statistiche di base di PSG 5 - 4 Bayern Monaco, con particolare riferimento a xG, percentuale di possesso e conclusioni (compresi tiri nello specchio).

Se la partita è finita con 9 gol, lo si deve infatti alle capacità realizzative dei giocatori in campo; al di là del calcio di rigore, tutti i tiri nello specchio dei parigini sono stati convertiti in gol e il Bayern è riuscito a rimettere in discussione la qualificazione partendo da una situazione di svantaggio di 3 gol (Fig. 2).

alternanza dell’indice di pericolosità di PSG e Bayern

Fig. 2: alternanza dell’indice di pericolosità di PSG e Bayern in relazione al minuto di gioco e agli xG.

Guardando l’indice di pericolosità per minuto, è facile notare come il PSG abbia “vissuto” di lampi, risultando comunque molto concreto, all’interno di una partita in cui il Bayern è stato più costante, soprattutto, recuperando due dei tre gol di svantaggio (Fig. 3).

durata in minuti dell’indice di pericolosità in relazione ai gol segnati da PSG e Bayern.

Fig. 3: durata in minuti dell’indice di pericolosità in relazione ai gol segnati da PSG e Bayern.

Inoltre, la velocità e il ritmo frenetici hanno anche favorito ritardi nei posizionamenti difensivi e duelli 1 contro 1, come nella situazione che ha portato al momentaneo 3-5 grazie al gol segnato da Luis Díaz su lancio di Kane e in duello 1 contro 1 con Marquinhos. La palla è rimasta in gioco solo per il 54,9% del tempo totale di gioco, contro il 58,3% della media della competizione.

Come già detto in precedenza, il PSG, che ha appena vinto la seconda UCL consecutiva, è senza dubbio la squadra tatticamente più fluida in Europa, capace di mantenere il possesso, di pressare aggressivamente alto e di difendere in blocco basso per ripartire in contrattacco rapido. Heat maps e gol segnati al Bayern nella prima sfida, dopo il 2-2 di Olise e la fase difensiva, dopo il vantaggio di Dembelè, nella partita di ritorno giocata in Germania (pareggio a tempo scaduto di Kane), ne sono le prove.

PSG 5 - 4 Bayern Monaco: Bayern Monaco (a destra) a tutto campo, PSG (a sinistra) quasi esclusivamente nella propria, se si escludono le fasi di pressione contro la costruzione bassa avversaria e i rapidi contrattacchi che hanno portato, direttamente o indirettamente, a quattro dei cinque gol segnati (Fig. 4).

differenze tra le heat map di PSG e Bayern nella partita di andata

Fig. 4: differenze tra le heat map di PSG e Bayern nella partita di andata.

Analizzando la heat map parigina, si nota un punto rosso, dunque ad alta intensità, sulla sinistra difensiva; quel punto non è altro che la densità nella zona dovuta alla fase difensiva per limitare Olise, che nonostante tutto ha comunque rappresentato un pericolo costante per il PSG nel proprio primo terzo di campo. Interessante constatare come questa zona rientri nella media, a livello di densità, nella partita di ritorno. 

Bayern Monaco 1 - 1 PSG: potremmo riassumere tutto in due punti; Bayern Monaco (a sinistra) è attivo nella parte alta del centrocampo, cercando gli spazi per segnare i due gol necessari a portare la sfida ai supplementari (dopo il vantaggio di Dembélé) e PSG sostanzialmente scaglionato in maniera simile alla partita precedente, ma con una netta differenza lungo la fascia sinistra difensiva (Fig. 5).

differenze tra le heat map di PSG e Bayern nella partita di ritorno

Fig. 5: differenze tra le heat map di PSG e Bayern nella partita di ritorno.

Le differenze tra le giocate palla al piede riuscite e non tra la partita di andata e di ritorno del giocatore francese sono evidenti (Olise, Num.17 rosso nella partita di andata e blu per quella di ritorno - Fig. 6, 7, 8, 9).

Conduzioni palla riuscite (PSG 5 - 4 Bayern) Conduzioni palla non riuscite (PSG 5 - 4 Bayern)
8 conduzioni riuscite


Fig. 6: 8 conduzioni riuscite.
2 palle perse in conduzione.


Fig. 7: 2 palle perse in conduzione.
Conduzioni palla riuscite (Bayern 1 - 1 PSG) Conduzioni palla non riuscite (Bayern 1 - 1 PSG)
3 conduzioni riuscite.


Fig. 8: 3 conduzioni riuscite.
9 palle perse in conduzione


Fig. 9: 9 palle perse in conduzione.

Interessante è anche il confronto tra la media delle zone di “controllo del possesso” con più del 55% di tocchi palla, che i parigini hanno nel corso del torneo, e quella specifica, nella partita di ritorno delle semifinali, giocata in Germania (Figg. 10 e 11). Difficile da credere, ma reale:

  • Media delle zone di campo con controllo del possesso (Champions League 2025-2026 - Fig. 10).

    Media delle zone di campo con controllo del possesso (Champions League 2025-2026)

     
  • Zone di controllo del possesso in Bayern Monaco 1 - 1 PSG, partita di ritorno in semifinale (Fig. 11).

    Zone di controllo del possesso in Bayern Monaco 1 - 1 PSG, partita di ritorno in semifinale

Risulta evidente come il PSG abbia volutamente lasciato il possesso al Bayern, cercando la pressione contro la fase di costruzione e la protezione dell’ultimo terzo, evitando il confronto diretto nelle zone centrali del campo.

Analizzando l’heat map dei lanci lunghi tentati e completati nella stessa partita, un numero ben oltre la media del torneo per i parigini, si notano varie frecce grigie che partono dall’area piccola e finiscono verso l’area laterale di sinistra e rappresentano i lanci dal fondo volutamente sbagliati dal portiere del PSG (Fig. 12).

mappa dei passaggi completati dal PSG

Fig. 12: mappa dei passaggi completati dal PSG nella partita di ritorno in semifinale di Champions League contro il Bayern Monaco (in rosso quelli riusciti).

Il solo gol segnato nel finale della partita di ritorno e gli 0,08 xG per conclusione, nonostante le 18 tentate, dimostrano l’efficacia della fase difensiva del PSG, che ha tenuto palla per il solo 34,4% del tempo, il dato più basso mai registrato dal 2021, ma ha concesso occasioni di bassa pericolosità agli avversari (Fig. 13).

mappa degli xG del Bayern Monaco nella partita di ritorno.

Fig. 13: mappa degli xG del Bayern Monaco nella partita di ritorno.

Il Bayern Monaco aveva eliminato il Real Madrid grazie ai propri esterni offensivi in azione lungo il canale centrale del campo

Se la doppia sfida in semifinale è stata a due facce tattiche, quella che il Bayern ha giocato contro il Real Madrid è stata caratterizzata dalla costante ricerca del gol, anche se i risultati finali sono stati diversi seppure sempre in favore dei tedeschi (andata 2 - 1 a Madrid e 4 - 2 in casa, risultato maturato nei minuti finali dopo l’espulsione di Camavinga).

I due gol segnati da Luiz Díaz e Kane nella partita giocata a Madrid e quello del 4-2 finale di Olise nel confronto di ritorno dimostrano una tendenza degli attaccanti del Bayern a muoversi con e senza palla lungo la linea di confine tra le fasce laterali e il canale centrale con un tempo di gioco in meno rispetto agli esterni offensivi del PSG, che tendono a partire da posizioni più in ampiezza.

L’azione del vantaggio del Bayern nasce da un recupero palla in ampiezza a centrocampo di Olise (Fig. 14).

Olise recupera palla e gioca verso Gnabry

Fig. 14: Olise recupera palla e gioca verso Gnabry, sfruttando il posizionamento oltre la linea della palla di sette giocatori del Real Madrid.

Luis Diaz si muove a supporto del contrattacco mantenendo una linea di corsa lungo il canale centrale, mentre Gnabry e Kane combinano progredendo l’azione (Fig.15).

Kane riceve palla e Luis Díaz si muove lungo il canale centrale

Fig.15: Kane riceve palla e Luis Díaz si muove lungo il canale centrale e nello spazio ideale dello specchio della porta.

Diaz si muove verso l’area di rigore alle spalle del difensore e riceve un passaggio filtrante da Gnabry (Fig. 16).

la precedente direzione di corsa permette a Luis Díaz di ricevere sul lato cieco

Fig. 16: la precedente direzione di corsa permette a Luis Díaz di ricevere sul lato cieco del difensore e davanti al portiere.

La situazione di gioco che porta al raddoppio di Kane si sviluppa grazie alla conduzione di palla di Olise, che cerca di muoversi lungo il canale centrale ed entro lo spazio d’ampiezza dell’area di rigore (Fig.17).

conducendo palla senza allargarsi, a piede invertito

Fig. 17: conducendo palla senza allargarsi, a piede invertito, Olise aumenta la pericolosità del duello 4 v 4 che si forma al limite dell’area di rigore del Real Madrid in fase di contrattacco.

L’esterno francese, accentrandosi a piede invertito, invita i difensori verso la palla per creare densità intorno a lui e impedirgli la conclusione, liberando così Kane, che può calciare senza pressione da fuori area (Fig. 18).

Olise si accentra lungo il limite dell’area di rigore e concentra i difensori in zona palla

Fig. 18: Olise si accentra lungo il limite dell’area di rigore e concentra i difensori in zona palla. Kane può ricevere senza pressione e, anche se più lontano dalla porta rispetto al compagno, può concludere più pericolosamente (segnando il gol del raddoppio).

In fase di finalizzazione del momentaneo 2-2, a Monaco, Luis Díaz si muove in profondità in posizione più centrale rispetto a Kane, creando la linea di passaggio verso il compagno (Fig. 19).

Kane riceve palla nello spazio creato da Luis Díaz

Fig. 19: Kane riceve palla nello spazio creato da Luis Díaz e sfrutta il mancato movimento a stringere dell’esterno destro avversario, concludendo in porta.

Nell’azione che porta al terzo pareggio del Bayern, sia Díaz che Olise stringono verso Kane lungo la linea dell’area di rigore (Fig. 20).

linea dei tre attaccanti del Bayern Monaco stretta lungo il limite dell’area di rigore

Fig. 20: linea dei tre attaccanti del Bayern Monaco stretta lungo il limite dell’area di rigore.

Díaz triangola con Musiala, che crea spazio per il passaggio di ritorno, invitando la pressione intorno alla palla, e il compagno può ricevere e concludere dopo essersi accentrato ulteriormente (Fig. 21).

Il triangolo stretto apre lo spazio per Luis Díaz nella cosiddetta “Zona 14”

Fig. 21: Il triangolo stretto apre lo spazio per Luis Díaz nella cosiddetta “Zona 14”, che può concludere senza pressione immediata.

Quest’ultimo esempio è il momento della conclusione a giro di Olise, che segna la rete del definitivo 4-3, calciando a giro sul secondo palo dopo una fase di conduzione lungo il canale centrale (Fig. 22).

Olise conduce palla lungo il canale centrale

Fig. 22: come nelle situazioni precedenti, Olise conduce palla lungo il canale centrale, potendo sfruttare la situazione a piede invertito e aumentare la pericolosità della conclusione.

L’Arsenal, campione d’Inghilterra e finalista della Champions League, che abbiamo lasciato a lato dopo l’introduzione, sarà la protagonista della seconda parte dell’articolo, insieme, nuovamente, al PSG, squadra che si è confermata sia in Francia sia in Europa.

NOTA: per la stesura di entrambe le parti di questo articolo sono state utilizzate due fonti, liberamente fruibili on-line: https://theanalyst.com/ e https://www.whoscored.com/

 

Fonte immagini partite:

 

 

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