Contestualizzare per essere più efficaci

Obiettivo:

Sommario

L'importanza di contestualizzare quando si comunica con i propri giocatori: spiegare il perché delle cose per essere più efficaci in partita

Organizzazione

Avevo un allenatore che ci faceva ripetere spostamenti in acqua in precise posizioni, più e più volte; un esempio: bicicletta in verticale e frontale con braccio alto. Si, ok ... ma dove lo metto il braccio? A fianco? Di fronte? E la mano? Aperta o chiusa è lo stesso? Ma, soprattutto: PERCHÉ???
perplesso bambino occhiQuando ciò succedeva ero ormai a fine carriera, quindi avevo maturato abbastanza esperienza per capire cosa sottintendeva quel movimento. Ma molte delle mie compagne più giovani o semplicemente meno esperte di me compivano il gesto senza alcuna minima cognizione di causa. Facevano, come si suol dire, il compitino, senza capirne il senso e soprattutto l’applicabilità in partita, che è la cosa che più conta!
A che mi serve saper fare le cose se non so quando è il momento giusto per farle?
Troppo spesso si vedono allenatori che fanno fare ai loro ragazzi delle bellissime esercitazioni, ordinate, ben impostate, proprio belle, forse solo belle! E i loro soldatini … ops .. calciatori, eseguono alla perfezione ed alla lettera ciò che viene chiesto loro. Mettono il gesto tecnico e motorio nel bagagliaio del loro sapere e … Adesso? Quando uso sta roba? A cosa mi serve? Questo almeno è ciò che si chiedono quei ragazzi che vogliono fare i calciatori. Qualcuno, invece, forse perché scarsamente motivato o poco consapevole, si limita ad eseguire senza farsi troppe domande.
 
In fase di apprendimento è fondamentale saper contestualizzare il gesto tecnico, la scelta, il movimento così che venga effettuato nel momento partita più utile ed opportuno.
 
Portando un semplice esempio, pensiamo al seguente esercizio: trasmissione palla tra un difensore centrale ed un terzino destro. Se voglio rendere veramente efficace tale esercizio devo stimolare i ragazzi ad immaginarsi in situazione partita nei loro ruoli. Ecco allora che il terzino destro, per esempio, dovrà avere l’accortezza di controllare la palla e non di certo aprirsi a 180° perché … troverebbe la linea di campo!
Anche le numerose esercitazioni che vengono fatte con l’ausilio di coni, delimitatori e quant’altro, diventano molto più efficaci se stimoliamo i bambini e ragazzi ad immaginarli avversari da scartare, da battere, da superare in velocità ed agilità. E quale sarebbe secondo voi la soluzione ideale? Certamente sostituire ogni ausilio con avversari reali!
 
esercitazione calcio schema
Come contestualizzereste tale esercitazione? Come spieghereste la finalità di tale esercizio?
 
Se contestualizziamo, se capiamo il senso e l’applicabilità di quanto sto apprendendo sarò più efficace.
 
allenatore calcio comunicareInoltre, potete facilmente intuire come un atleta sia molto più motivato ed aumenti il suo impegno se comprende che quel noioso esercizio (ad es. possesso palla con braccia aperte) gli servirà in partita quando si troverà a dover lottare corpo a corpo con l’avversario.
Ripensando a quell’esercizio che ripetavamo più e più volte in acqua, dissi a quelle mie compagne che evidentemente non avevano capito il senso del gesto che era una posizione da tenere in difesa a zona quando l’avversario minacciava con la palla la porta: dovevamo impedire che la palla trovasse un varco per andare in rete. Compresero ben presto che il braccio era meglio se fosse stato laterale, la mano aperta e rigida, il corpo ben frontale e la bibicletta il più alta possibile; insomma, aumentare la nostra superficie per coprire più porta possibile!!!
 
Contestualizzare permette al giocatore di:
  • Essere più consapevole;
  • Essere più motivato;
  • Impegnarsi maggiormente;
  • Saper scegliere e fare scelte più opportune;
  • Essere più autonomo e responsabile, in partita come in allenamento;
  • Velocizzare il gioco;
  • Essere più efficace.
Credo valga la pena spendere del tempo per spiegare ai ragazzi il perché delle cose e nell’abituarli a ragionare come se fossero in contesto partita: l’allenamento ed il gioco diventano più stimolanti, intensi, stressanti nell’accezione positiva del termine ed efficaci.

 

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Rubrica:

Daniela Oriandi

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio".

È psicologa della FIGC Veneto, psicologa del centro federale territoriale di istrana (TV) e docente FIN Veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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