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Analisi tecnico tattica del debutto in Champions League della squadra di GarciaOrganizzazione
Che non fosse affatto facile incontrare il Barcellona lo sapevamo già. La Roma ha fatto un’impresa a portare a casa un punto dalla sfida dell’Olimpico e ora può guardare con più ottimismo al prosieguo del cammino europeo. Questa settimana ci siamo soffermati su una cosa in particolare che ci ha incuriosito. Giocando con lo stesso sistema di gioco, il 1-4-3-3, abbiamo voluto mettere a confronto il centrocampo di una dei top team in Italia con uno dei club più forti del mondo. Vediamo cosa è venuto fuori dalla nostra analisi.
Il Barcellona fa del possesso palla la sua filosofia di gioco. Soprattutto nella fase di impostazione, quella che per intenderci precede la verticalizzazione decisa verso la porta, il giro palla risulta quasi snervante, non velocissimo anche se fatto a 2 o 3 tocchi e arriva quasi nei pressi dell’area avversaria. Guardando i dati, e successivamente lo screenshot della partita ci si può rendere con di quanto il gioco dei blaugrana costringa la Roma nella propria area di rigore.

I due grafici precedenti mostrano da dove sono partiti i passaggi dei centrocampisti spagnoli. È incredibile come la maggior parte dei passaggi vengano fatti ben oltre la metà campo. Addirittura, nel secondo tempo (secondo grafico), il 16% dei passaggi totali partono oltre la trequarti, sul centro sinistra.
L’atteggiamento offensivo è mostrato palesemente anche nell’immagine a sinistra, in cui si vede Iniesta in possesso di palla proprio in quella zona del campo e tutta la Roma, Dzeko a parte, dietro la linea del pallone. Questa immagine è importante anche per un altro aspetto, ossia l’atteggiamento difensivo dei giallorossi. Guardando attentamente, possiamo notare come il giocatore che è in possesso di palla abbia libertà d’azione, senza una pressione particolarmente feroce da parte del diretto marcatore (Keita in questo caso). Questa tattica non è stata usata solo in alcuni momenti, ma durante tutto l’arco del match.
Questo grafico conferma questa tendenza dei giallorossi a non pressare l’avversario, attendendolo e costringendolo ad una lunghissima serie di passaggi orizzontali o indietro (che alla fine saranno ben l’82% dei passaggi totali). Inoltre, questi dati confermano anche il pressing alto portato dalla squadra di Luis Enrique nel momento in cui viene perso il pallone. Sotto pressione la Roma non ha avuto la stessa qualità degli avversari, cercando di andare in verticale per 18 volte ma perdendo ben 7 palloni solo in questa situazione.Possiamo quindi concludere che la gara attendista della Roma ha pagato, costringendo il Barcellona alla ricerca di spazi in zone del campo poco pericolose, limitando le giocate di Iniesta costringendolo ad allargarsi e tenendo psicologicamente sull’infinito possesso palla di Messi & Co.



























































