Pensiamo a rilassarci! - Prima parte | YouCoach Salta al contenuto principale

Pensiamo a rilassarci! - Prima parte

Pensiamo a rilassarci! - Prima parte

 
Obiettivo
Sommario
L’articolo si propone di descrivere la tecnica di Parietti, una delle tecniche immaginative che può essere utilizzata per ridurre un possibile stato di tensione del calciatore

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto le tecniche d’immaginazione spiegandone brevemente il razionale e descrivendo l’obiettivo che esse si pongono. Abbiamo visto che il loro utilizzo si basa sia su studi clinici in ambito neurologico e psichiatrico che su alcune ricerche neuroscientifiche. Abbiamo visto che esse possono essere utilizzate per rilassarsi, per ridurre il dolore e per migliorare il gesto atletico. Abbiamo sottolineato che esse, analogamente alle altre tecniche, possono essere efficaci più per alcune persone e meno per altre e che comunque richiedono un allenamento costante e frequente.

In questo articolo inizieremo a parlare di alcune tecniche che sfruttano l’immaginazione finalizzata al rilassamento
Una di queste tecniche è la tecnica di Parietti.
 
Si ricorda che, come sempre, prima di praticare questa tecnica è importante assumere una posizione comoda, in un ambiente confortevole e tranquillo.
 
Questa tecnica si articola principalmente in tre fasi:
  1. fase di contrazione-distensione muscolare in immaginazione
  2. fase di visualizzazione 
  3. fase di uscita

LA TECNICA DI PARIETTI

  • La prima fase prevede il rilassamento muscolare, come descritto precedentemente, ma condotto in immaginazione. 
Il soggetto deve imparare a rappresentare mentalmente il suo corpo e, occupandosi dei vari distretti muscolari, immaginare di contrarre e poi rilassare la muscolatura delle varie parti del corpo
Analogamente al rilassamento muscolare vero e proprio, lo schema che il soggetto può seguire è il seguente:
 
MANO E BRACCIO Immaginare di contrarre tutto il braccio, fino alla spalla, stringendo anche la mano a pugno e poi rilasciare la contrazione, apprezzando il cambiamento di tensione (prima uno braccio e poi l’altro)
VISO E COLLO Immaginare di contrarre tutti i muscoli del volto, serrando le labbra, stringendo i denti, strizzando gli occhi e contraendo il collo e, successivamente, rilasciare tale contrazione, concentrandosi sul cambiamento di tensione
TORACE E ADDOME Immaginare di contrarre i muscoli addominali e pettorali (come se qualcuno ci stesse tirando un pugno in pancia) e poi rilasciare i muscoli spostando l’attenzione sulle variazioni della contrazione
GAMBE E PIEDI Immaginare di contrarre i muscoli di una gamba, partendo dall’inguine, gluteo, coscia, tibia e polpaccio, fino a tutto il piede, poi rilasciare la tensione di queste parti, percependone il cambiamento (prima una gamba e poi l’altra)
 
Un esempio di comando per MANO E BRACCIO può essere “immagino di contrarre dolcemente e lentamente il mio braccio destro… la spalla … la mano .... percepisco lo stato di tensione e … ora immagino di rilasciare il mio braccio destro …la spalla … la mano … sento questi muscoli che dolcemente e lentamente si rilassano…”. 
E così per le altre parti.
 
Questa fase può essere utilizzata per rilassare velocemente distretti corporei molto contratti, per tensione o eccessivo carico.
Si suggerisce tuttavia di praticare questa fase dopo aver effettuato un breve training di rilassamento muscolare attivo, descritto negli articoli precedenti.
Essa ha lo scopo di allenare l’immaginazione del soggetto e di favorire le condizioni fisiche ottimali per poter attuare la distensione mentale.
 
  • La seconda fase richiede al soggetto di richiamare alla mente delle immagini stabilite prima d’iniziare il rilassamento. 
Il soggetto può quindi immaginare un luogo percepito rilassante come un paesaggio, un luogo dove sta bene e si sente protetto, ecc. 
 
Un esempio di comando può essere “ora che il mio corpo è completamente rilassato … ecco davanti a me (luogo immaginato) … vedo (elementi immagine) … percepisco il profumo/odore di … sento i suoni/rumori di … la sensazione sulla mia pelle è di ….
Più l’immagine è ricca di particolari e più può divenire vivida.
 
Una volta che si ha raggiunto uno stato di completo benessere psicofisico il soggetto può avviarsi alla terza ed ultima fase.
 
  • La fase di uscita richiede al soggetto di spostare nuovamente la sua attenzione sulla muscolatura e di inviare energia ai muscoli. Come ordine di riattivazione dei gruppi muscolari si può usare quello usato per il rilassamento muscolare immaginativo (mani e braccia, viso e collo, torace ed addome, gambe e piedi). Il soggetto deve percepire i punti di contatto con la superficie e quando sente di avere ripreso la giusta attivazione può considerare il rilassamento terminato. 

 


Come tutte le tecniche di rilassamento, questa tecnica può avere come effetto positivo secondario un aumento della concentrazione. Essa, però, può essere utilizzata direttamente con questo scopo, favorendo quindi attivamente un aumento dei livelli di attenzione e concentrazione ad esempio sul gesto atletico, come descriveremo più avanti. 

QUANDO UTILIZZARE LA TECNICA DI PARIETTI?
Questa tecnica può essere eseguita in allenamento, prima di una partita o per favorire l’addormentamento. Può essere usata anche in preparazione ad un momento specifico della partita che il giocatore teme, come ad esempio nelle fasi immediatamente precedenti ad un calcio di rigore.
 
Nel  prossimo articolo illustreremo la tecnica immaginativa del luogo sicuro, da utilizzare sempre con finalità di rilassamento.

Autore

| Psicoterapeuta Neuropsicologa Psicologa dello Sport
Nata a Milano, ha ottenuto la Laurea Specialistica in Neuroscienze Cognitive a pieni voti con lode presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si è specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e ha conseguito un master in Psicologia dello Sport che le ha permesso di seguire atleti provenienti da varie discipline (tennis, calcio, equitazione, golf, podismo).
 
Ha collaborato con la Casa Editrice Loescher di Torino per la stesura di parti integrative a testi scolastici, trattando anche temi relativi all’approccio didattico dell’educazione fisica in soggetti diversamente abili.
 
Attualmente svolge attività clinica e di ricerca nella provincia di Como, occupandosi principalmente dei disturbi d’ansia.
Lo sport è la sua passione. Praticata attività sportiva fin dall’età di tre anni. Tra i vari sport, significativa è stata l’esperienza nel mondo del nuoto sincronizzato a livello agonistico. 
 
Attualmente ha abbracciato il mondo del podismo dilettantistico, partecipando a mezze maratone, maratone e gare di trail running. L’alpinismo è inoltre la sua passione. Ha avuto esperienze come insegnante di nuoto.
 

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