L'autoefficacia di gruppo - Seconda parte: La matrice dei punti di forza | YouCoach Salta al contenuto principale

L'autoefficacia di gruppo - Seconda parte: La matrice dei punti di forza

L'autoefficacia di gruppo - Seconda parte: La matrice dei punti di forza

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo che parla di autoefficacia collettiva vediamo come costruire la matrice dei punti di forza della squadra
L’autoefficacia collettiva è definita come:
"La convinzione condivisa di un gruppo riguardo alla capacità congiunta di organizzare ed eseguire corsi d’azione necessari per realizzazioni di vario livello" (Bandura, 2000).
Diventa importante allora costruire un’idea condivisa tra i membri di una squadra, sulle qualità (punti di forza) peculiari della loro compagine. Presentiamo allo scopo una metodologia utilizzata con le squadre del settore giovanile del Pordenone Calcio.
 
UNA METODOLOGIA CONDIVISA
Ogni giocatore nel corso della stagione calcistica elabora progressivamente un proprio costrutto cognitivo (convinzione, credenza) sugli elementi di valore (forza) e vulnerabilità (debolezza) della propria squadra. Se queste convinzioni rimangono però confinate nel chiuso della sfera individuale e non diventano contenuti di confronto e condivisione con il resto del gruppo, non contribuiscono a sviluppare l’autoefficacia e più in generale una buona “mentalità di gruppo”.
Per consentire la messa in comune delle convinzioni individuali e fonderle in una visone di gruppo, la metodologia utilizzata con le squadre del settore giovanile del Pordenone Calcio, si fonda sulla costruzione partecipata e condivisa della “Matrice dei punti di forza del team, vale a dire la mappatura sincronica (cioè attuale) delle principali qualità sportivo-agonistiche che la squadra, nel suo complesso, riconosce a sé stessa.
 
LA MATRICE DEI PUNTI DI FORZA
La matrice è una griglia costituita da quattro colonne che rappresentano le quattro dimensioni fondamentali della performance sportiva (Tab. 1):
  • tecnica
  • atletica
  • tattica
  • mentale
Per ciascuna delle 4 dimensioni, il gruppo dei giocatori viene chiamato prima a confrontarsi individualmente e poi a individuare collettivamente sino ad un massimo di 4 punti di forza che caratterizzano la squadra, elencati poi in ordine di importanza.
 
(Tab.1)
 
L’elaborazione della matrice avviene in un incontro dedicato, della durata all’incirca di 60/70 minuti, in cui sono presenti tutti i giocatori della rosa e tutto lo staff tecnico. È uno strumento relativamente semplice da utilizzare e immediato da comprendere. Esso richiede tuttavia una certa attenzione da parte di chi lo conduce, perché è importante stimolare in modo neutro la comunicazione di gruppo, senza alcun tipo di valutazione sui contenuti espressi dai giocatori. Gli atleti vanno solo aiutati a formulare in modo partecipato e unitario l’indicazione delle caratteristiche che essi ritengono descrivano le qualità della squadra.
 
COME COMPILARE LA MATRICE DEI PUNTI DI FORZA 
La compilazione della matrice si articola in linea di massima nelle seguenti fasi: 
  1. Introduzione del concetto di autoefficacia gruppale, dello scopo e l’utilità della matrice e descrizione della procedura di lavoro che il gruppo dovrà seguire;
  2. Conferimento ai giocatori del compito di scegliere la dimensione da cui partire e l’avvio del confronto di gruppo sui punti di forza da individuare. Per rompere il ghiaccio il conduttore può aiutarli con una frase del tipo: “Quali sono secondo voi le qualità migliori della vostra squadra dal punto di vista tecnico, tattico, atletico e mentale? Per ciascuna di queste dimensioni potete indicare fino ad un massimo di 4 abilità, ordinandole in ordine di importanza”; 
  3. Ciascuna caratteristica viene selezionata di solito secondo questa sequenza:
    1. proposta di una specifica abilità (ad es. “controllo palla”, oppure “precisione passaggi” ecc.) ad opera di uno o più soggetti
    2. descrizione analitica della stessa
    3. rilevazione delle convergenze e divergenze di opinione tra i giocatori
    4. riconoscimento finale quale punto di forza (per generale approvazione o per alzata di mano)
    5. assegnazione del relativo grado di rilevanza.
  4. Individuati uno ad uno i diversi punti di forza, gli stessi vengono trascritti su una slide proiettata a muro, così da restituire la percezione immediata dell’insieme delle qualità agonistiche della squadra. 
  5. Spazio libero infine per osservazioni finali, commenti e impressioni da parte dei giocatori su questa esperienza. 
Al termine del lavoro, la matrice assume dunque il carattere di rappresentazione cognitiva, insieme globale e analitica, dell’immagine che la squadra ha di sé stessa dal punto di vista sportivo-agonistico, rafforzando in tal modo il senso di autoefficacia e di identità di gruppo (in Tab. 2 esempio di matrice compilata da una squadra di giovanissimi nazionali).
 
Matrice dei punti di forza della squadra
TECNICA ATLETICA TATTICA MENTALE
Gioco palla a terra Resistenza Organizzazione Combattività
Controllo palla Forza Equilibrio Concentrazione
Tiro da fuori Velocità Pressing Coraggio
Uno contro uno Fisicità   Ambizione

(Tab. 2)

 
A ciascun partecipante viene poi consegnata una copia della matrice elaborata in gruppo, sia come riconoscimento dello sforzo di ricerca e di condivisione compiuto, e sia come pro-memoria dell’identità e dell’insieme delle abilità forti che la sua squadra è in grado di impiegare nella competizione sportiva. 
Durante la compilazione della matrice, lo staff tecnico è invitato ad assumere una posizione di sola osservazione ed ascolto dei contenuti e delle dinamiche di gruppo. L’allenatore e lo staff possono così conoscere a fondo il libero pensiero del gruppo sulle proprie abilità sportive e, in un secondo momento, sviluppare con i ragazzi un confronto per confermare, integrare o correggere i contenuti emersi.
È utile sottolineare che, oltre ai punti di forza, la metodologia qui descritta può essere adottata anche per identificare collettivamente i punti di vulnerabilità della squadra; aspetti sui quali orientare poi gli sforzi e gli obbiettivi di miglioramento a breve, medio e lungo termine dell’intero gruppo.
 

 

Autore

| Psicologo - Psicoterapeuta
Laureato in Psicologia nel 1986 all’Università di Padova, svolge da 25 anni l’attività di psicologo clinico convenzionato presso il Dipartimento Dipendenze dell'AAS n.5 “Friuli occidentale”.
  • Consulente dal 2010 per il settore giovanile del Pordenone Calcio (Lega Pro).
  • Collaboratore esterno - Settore Giovanile Scolastico - FIGC del Friuli Venezia Giulia e membro del Coordinamento Regionale Psicologi Settori Giovanili della FIGC-SGS- Friuli Venezia Giulia.
  • Formatore della FIGC - Friuli Venezia Giulia - Settore Tecnico per i corsi allenatori UEFA B.
  • Socio dell’AIPS (Associazione Italiana Psicologia dello Sport)

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