Il reparto di attacco: velocità, forza e creatività al servizio della squadra

Obiettivo:

Sommario

Come creare un reparto di attacco moderno: caratteristiche dei singoli e compiti di reparto adatti sia per finalizzare che per difendere

Organizzazione

 
In questo articolo analizzeremo il blocco di attacco che nel modulo 4-3-3 comprende la punta centrale e due attaccanti laterali, rispondendo ad alcune domande e sviscerandone le caratteristiche dei singoli ed i compiti tattici nelle due fasi di gioco.
 
  1. Quale ruolo ricopre il reparto d'attacco nel calcio moderno?
Negli anni il ruolo dell’attaccante ha subito una trasformazione tecnico tattica importante. La continua ricerca del  possesso palla ha forzato la trasformazione degli attaccanti, ed in particolare della punta centrale. Oggigiorno le richieste tecnico-tattiche degli attaccanti sono quindi cambiate in funzione di una maggior ricerca dell’azione manovrata piuttosto che ad una costruzione del gioco diretta tramite lancio lungo. L’attaccante moderno non deve più solo ricevere il passaggio lungo dalla difesa e proteggere palla per far salire la squadra ma deve partecipare al gioco, andando incontro alla palla per muovere le difese avversarie.
Ecco allora che l’attaccante è chiamato a:
  • correre senza palla per fare spazio agli inserimenti dei centrocampisti
  • a sviluppare il gioco in ampiezza quando necessario
  • a ripartire velocemente in caso di pressing difensivo.

Ma dove il ruolo si è maggiormente evoluto è nella fase di non possesso palla, l’attaccante si è trasformato nel primo difendente della squadra posto che, una volta persa la palla, deve essere il primo a pressare l’avversario ed a indirizzarlo nella zona di campo voluta. La posizione dell’attaccante è inoltre fondamentale in caso di transizione positiva, mettersi sulla verticale di dove si sviluppa il gioco avversario, aiuterà il compagno deputato al recupero della palla a verticalizzare il gioco immediatamente, rendendo la transizione efficace ed incisiva.

 
  1. Quali caratteristiche tecniche, tattiche, fisiche e psicologiche deve avere la punta centrale?
La punta centrale occupa una posizione avanzata rispetto agli attaccanti laterali. Le caratteristiche della prima punta sono varie, possiamo avere l’attaccante di peso che predilige una posizione più statica nei pressi dell’area di rigore o l’ attaccante di movimento che ha una buona mobilità e che funge da riferimento per i compagni o ancora l’attaccante rapido che approfitta degli errori tecnici o di posizione dei difensori. La prima caratteristica che deve avere l’attaccante centrale è quella di saper giocare spalle alla porta quando necessario. Andare incontro alla palla, infatti, significa creare spazio per l’inserimento degli attaccanti laterali o dei centrocampisti interni. Ma la caratteristica più importante che deve avere è quella di riuscire a mettersi sempre frontale alla porta in base alla posizione della palla. Questo gli permetterà di partire avvantaggiato, rispetto al difensore, in caso di palle filtranti, il difensore sarà infatti costretto a girarsi ed a perdere tempo prezioso.
Deve essere dotato di buona tecnica del passaggio, di controllo palla, di tiro da dentro l’area di rigore e deve essere abile principalmente nello smarcamento per ricevere e per far ricevere palla dai compagni di reparto.
Forza esplosiva, velocità sono le qualità fisiche più importanti
Mentre per quanto riguarda le capacità psicologiche deve essere opportunista, coraggioso, altruista se necessario e deve avere spirito di iniziativa.
 
  1. Quali caratteristiche tecniche, tattiche, fisiche e psicologiche deve avere la punta esterna?
L’ attaccante esterno è importante sopratutto nella rifinitura, negli ultimi 30 metri. Deve saper giocare tra le linee avversarie, deve capire quando tagliare internamente il campo, quando invece è più utile garantire ampiezza alla squadra.
Deve essere bravo nell’uno contro uno nelle due fasi, deve saper crossare in corsa, deve avere il tiro dalla distanza ma anche all’interno dell’area di rigore. È inoltre molto importante che sia abile nello scegliere il tempo negli inserimenti, nello smarcamento e deve saper lavorare nella catena laterale con il difensore esterno ed il centrocampista interno.
Per quanto riguarda le qualità fisiche deve avere forza esplosiva ed elastica, velocità e resistenza alla velocità che gli permetteranno di essere pronto ad attaccare ma anche a ripiegare ed aiutare il difensore esterno nella fase di non possesso palla.
Caratterialmente deve avere spirito di iniziativa e di sacrificio, fantasia e creatività.
 
  1. Quali sono le situazioni chiave in fase offensiva che il "reparto di attacco" deve risolvere?
Il reparto di attacco deve far circolare la palla velocemente da una fascia all’altra con passaggi sul corto o combinati, nel tentativo di trovare fuori posizione i difensori avversari, il reparto deve “muovere” la difesa avversaria attaccando continuamente ampiezza e profondità, variando il ritmo delle azioni e senza dare punti di riferimento. Per questo motivo i tre attaccanti non sono fissi ma intercambiabili. Se i difensori avversari si adattano alle caratteristiche della punta centrale, magari abile nel gioco aereo e nella protezione della palla, ecco che si troveranno in difficoltà se dovranno far fronte alternativamente ad un attaccante veloce che gioca di prima e punta con decisione la porta. Inoltre la rotazione consentirà anche all’attaccante che, all’occorrenza, si trova in posizione centrale di “rifiatare” poiché i compiti degli attaccanti esterni sono energeticamente più dispendiosi.
 
  1. Quali sono le situazioni chiave in fase difensiva che il "reparto di attacco" deve risolvere?
Recuperare palla nella metà campo avversaria facilita la segnatura, una transizione positiva in quella zona di campo non dà tempo né spazio agli avversari di ricompattarsi efficacemente. Sta nell’abilità e nella voglia di lottare per la riconquista della palla degli attaccanti la chiave di un efficace pressing ultraoffensivo che, generalmente si richiede agli attaccanti. Per attuare un pressing efficace è molto importante la distanza dell’attaccante dal difensore che riceve palla, la velocità di attacco alla palla e, ancora di più, l’abilità dell’attaccante nel trovare l’equilibrio prima che l’avversario riceva palla per poi intervenire sul pallone. Generalmente per attuare un pressing più efficace preferisco non far “ballare” l’attaccante centrale tre i due difensori centrali ma occorre forzare il passaggio all’altro centrale, che viene attaccato dal centrocampista interno opposto alla palla (vedi esercitazione sull'articolo precedente dedicato al reparto di centrocampo). In alcune circostanze, in base al risultato della partita o se la squadra non riesce ad effettuare un pressing ultraoffensivo, si può optare per un pressing offensivo facendo partire la punta centrale dalla lunetta di centrocampo.
 
ESERCIZIO 1: Esempio di esercitazione in chiave difensiva
  • Partita 4 difensori contro 3 attaccanti
  • Gli attaccanti giocano per fare gol e cercano di impedire ai difensori di portare la palla in meta
  • Il gioco inizia sempre dal portiere
  • Il giocatore che attacca la palla deve essere molto aggressivo
 
Figura 1: esercitazione in chiave difensiva
 
ESERCIZIO 2: Esempio di esercitazione in chiave offensiva
  • Quando l'attaccante riceve la palla spalle alla porta, coprendo la palla e la visuale al difensore (Figura 2) diventa molto difficile per il difensore coprire la giocata interna dell'attaccante stesso
  1. L'attaccante laterlae riceve la palla
  2. L'attaccante sceglie la giocata interna, accentrandosi e ha due opzioni:
    1. filtrante per la punta centrale
    2. passaggio verso l'inserimento dell'altro attaccante laterale

 

Figura 2: l'attaccance che si accentra ha due opzioni
 
  • Se l'attaccante laterale si accentra, può anche effettuare uno scambio con la punta centrale e cercare il passaggio filtrante per l'inserimento dell'altro attaccante esterno (Figura 3)

 

Figura 3: l'attaccante laterale crea uno scambio con la punta e cerca l'inserimento

 

  • Un altro buon esempio di azione offensiva che sfrutta la velocità degli attaccanti esterni può essere la conclusione dopo un cross dalla fascia.

 

Carolina Morace

Carolina Morace is an Italian ex soccer player, coach, lawyer, and commentator.
She debuted with the Italian National team in 1978 in the match against Yugoslavia; since then, she played 153 times and scored 105 goals, becoming the best goal-scorer in the Italian National team history, brushing with victory in European Championships in 1993 and 1997 (finalist both times).
As much as 19 years after her first match in the National team, she retired in 1997. During her career she won 12 championships, 2 Italian National Cups and 1 “Supercoppa”( ( winner Serie A vs winner Italian cup) in addition to being 12 times the best goal-scorer of Serie A. These great deals make her the best Italian soccer player of all times. In 1998, after she retired definitively from the playing field, she undertook the coaching career, training the Women’s Division of Lazio Sport Club. In July 1999 she was elected as Viterbese’s coach (Serie C1 at that time with Luciano Gaucci as President), becoming the first woman to train a professional men’s soccer team.
From 2000 to 2005 she has been coach of the Italian National Women’s team. After she had trained the Members of Parliament National team, in February 2009 she was elected as coach of Canada’s National Women’s team, with which she won the CONCACAF Women’s Gold Cup in 2010, achieving the qualification for 2011 World Championship. In two years, with her purely Italian staff, she increased the Canadian National team ranking, from the 11th to 6th position.
Since 1992, the year in which she hosted “Galagoal” show on Telemontecarlo channel, she has worked as commentator for several soccer broadcasts: besides Galagoal, she took part in “Campioni, il sogno” on Italia 1 channel in 2005 (commenting on Cervia’s matches), “il gol sopra Berlino” and “Le partite non finiscono mai” on La7 channel in 2006 and 2007, and Rai broadcasting during the European Championship in 2008.
In 2014 she was the first woman to get into the Italian soccer Hall of Fame.
She worked at the university in Roma conducting courses about soccer technique, she’s commentator for the National newspaper “La Gazzetta dello sport” and since 2012 she’s a member of the National sports observatory.
Since 2001 she’s FIFA ambassador for women’s soccer and FIFA instructor with the task of teaching soccer in developing countries such as  Jamaica; China; South Korea; South Africa, Mauritius, Iran

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