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Strategie pratiche “cattura attenzione” - Prima parte

Strategie pratiche “cattura attenzione” - Prima parte

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo vedremo quali accorgimenti e strategie si possono mettere in atto per catturare ed indirizzare efficacemente l’attenzione dei calciatori
Da diverso tempo ci stiamo occupando di capacità attentive. Abbiamo insieme capito di cosa si tratta, come implementarle, come aiutare i ragazzi a trovare un giusto grado di attivazione psicofisiologica ...
Vorrei in questo articolo condividere alcune strategie molto pratiche per riuscire ad essere più incisivi con i ragazzi e a catturare in modo più rapido ed efficace la loro attenzione.
 
Sappiamo infatti, come essi siano facilmente distraibili e distratti, ma anche come possano essere così concentrati in un compito da faticare a spostare la loro attenzione su un input che sarebbe in quel momento importante. Penso, per esempio, ad una situazione di allenamento o partita in cui vogliamo correggerli o apportare un cambiamento. segnali confusione cartelliNon sempre i ragazzi colgono che stiamo parlando con loro oppure credono che le nostre parole siano rivolte proprio a loro quando in realtà stiamo dando indicazioni a qualcun altro. Stiamo in quel momento creando fraintendimenti, facendo confusione e perdendo tempo.
 
Spesso ciò che sento fare dagli allenatori è iniziare ad intervenire verbalmente (con correzioni, spiegazioni, indicazioni, ecc.) semplicemente rivolgendo l’attenzione (così crediamo) al ragazzo che, per i motivi suddetti, non è detto si accorga che le parole siano rivolte a lui. Molte volte capita poi che gli interventi estemporanei vengano fatti a distanza dai giocatori e più ragazzi possono sentirsi coinvolti.
Ecco quindi che diventa importante, se vogliamo che il messaggio arrivi solamente ad un nostro giocatore, avvicinarci fisicamente a lui, ove possibile, o, ancor meglio, per ridurre i tempi e non perdere di vista la squadra, anticipare la spiegazione semplicemente chiamando per nome l’atleta. Può sembrare un consiglio scontato, ma ciò che succede nella realtà dei fatti è che il Mister prima dia le indicazioni pratiche (sulle quali l’allenatore stesso è maggiormente concentrato), e solo successivamente chiami il giocatore per nome. Così facendo rischia che l’atleta non lo ascolti o che più atleti colgano il messaggio e lo mettano in pratica, apportando così delle modifiche non richieste. Quindi, nome per primo e spiegazione successiva. Ricordo che il proprio nome ha un effetto cattura attenzione molto alto.
 
Un altro accorgimento è quello di inserire sempre all’inizio di un momento cruciale (una spiegazione, una correzione, un esercizio particolarmente impegnativo o nuovo, ecc.) parole che sottolineino la necessità di avere particolare attenzione e impegno in ciò che i ragazzi si accingono a fare. Evitiamo di dire “ciò che andiamo a fare è molto difficile quindi state attenti a …” in quanto il concetto di difficile e semplice è estremamente soggettivo. Possiamo invece esordire dicendo “ciò che andiamo a fare richiede impegno e concentrazione … adesso massima attenzione all’esercizio … concentriamoci sul prossimo obiettivo che è …”. Quindi, parole come “impegno, concentrazione, attenzione, obiettivo …aiutano i ragazzi a capire quale atteggiamento viene richiesto e ad indirizzare l’attenzione su ciò che è più rilevante.
Sempre in questa direzione diventa estremamente utile ricordare alla fine di ogni richiesta quali sono gli obiettivi, meglio ancora se invitiamo loro a riflettere e a dire quali essi siano: ciò aggiunge maggiore responsabilità e presa di coscienza nei ragazzi.

 

Autore

| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio". È inoltre Psicologa della FIGC veneto e docente FIN veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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