Portare alla soluzione o dare soluzioni? | YouCoach Salta al contenuto principale

Portare alla soluzione o dare soluzioni?

Portare alla soluzione o dare soluzioni?

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo parleremo di scoperta guidata come modalità elettiva per portare i nostri giocatori a capire, correggere l’errore e trovare soluzioni efficaci
Parlando di correzione dell’errore, nell’articolo precedente abbiamo visto che esistono diverse variabili da tenere in considerazione quando dobbiamo scegliere il tempo più utile per comunicare ai nostri giocatori che hanno fatto un errore. 

Lente ingrandimento disegno

Abbiamo visto che non esistono formule magiche: sensibilità, contestualizzazione e la conoscenza di alcune “regole” ci permettono di comprendere i confini dentro i quali muoversi e capire quale sia il tempo e il modo giusto per intervenire (o per non farlo affatto!!!).
A proposito di modalità efficace, la scoperta guidata certamente facilita (non significa velocizza) il processo di apprendimento.
Scoperta guidata significa adottare una comunicazione fatta di domande aperte e riflessioni a voce alta con i nostri giocatori affinché arrivino “da soli” alla soluzione.
 
Significa non dare soluzioni preconfezionate e prestabilite perché questo avvantaggerebbe solo noi (il nostro ego e il nostro tempo a disposizione). Significa non dire al mio atleta cosa va fatto in maniera prescrittiva e direttiva, ma, attraverso domande, prove, frasi in sospeso, feedback ecc. lo conduco a capire cosa sia più corretto fare. Adottare questa modalità certamente richiede pazienza, tempo, fiducia, dedizione, programmazione. Ma il risultato certamente è impagabile e si traduce nella crescita dei ragazzi.
 

Bambini giocano a calcio

Quando parlo di crescita mi riferisco agli aspetti tecnici e tattici, ma anche psicologici e  mentali dei giovani calciatori. 
I ragazzi oltre a trovare la strada, stanno prendendo consapevolezza di sé e fiducia. Stanno apprendendo una metodologia di lavoro in cui fare e basta e obbedire ciecamente porta a poco. 
Imparano che per crescere, migliorare, imparare e, magari, un giorno militare nelle categorie più alte diventa importante pensare, domandarsi il perché delle cose, chiedere e  confrontarsi. Solo così si diventa veramente GRANDI.
I ragazzi hanno bisogno di giocare, e nel gioco trovano il contesto ottimale di apprendimento se intorno le figure di riferimento forniscono loro spunti, stimoli e larghi confini entro i quali muoversi e sperimentare.
Scoperta guidata, quindi, come cammino, passo dopo passo, sostenuti senza sostituzioni, in cui a volte velocemente, spesso lentamente apprendono il gioco del calcio che poi, fortunatamente, si palesa nel gioco della vita.

 

Autore

| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio". È inoltre Psicologa della FIGC veneto e docente FIN veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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