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Automatismi al servizio della creatività

Automatismi al servizio della creatività

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo faremo alcune riflessioni sulla controversa questione riguardante automatismi tecnici e libera iniziativa e creatività
Amleto si chiederebbe “To be, or not to be?”, il vincitore del festival di Sanremo 2017 Francesco Gabbani provocatoriamente chiede se “Essere o dover essere?”, noi ci chiediamo “Automatismi o creatività?”. La questione è quanto mai attuale e delicata.
Ci sono scuole di pensiero che spingono fortemente nell’esecuzione perfetta del gesto tecnico attraverso la ripetizione dell’atto motorio e proposte più analitiche, altre scuole propendono per un apprendimento globale e per prove ed errori.
Cosa fare? Facciamo alcune riflessioni cercando di cogliere vantaggi e svantaggi di ogni scelta.

Se decidiamo di fare in modo che i nostri atleti eseguano il gesto tecnico o la preparazione tattica in maniera precisa ed automatica abbiamo la situazione più sotto controllo: l’esecuzione e le scelte dei giocatori diventano prevedibili, il gioco si fa più ordinato ed il nostro ego viene soddisfatto. Ma come la mettiamo con la caratteristica prìncipe del gioco del calcio, ossia l’essere un gioco di situazione che si propone come una continua risoluzione di problemi in divenire?!

Se non abituo il mio giocatore a pensare, scegliere e “sentire”, anche motoriamente, le soluzioni più idonee in funzione del momento di gioco, limito la possibilità di riuscita costringendolo a muoversi in un campo certamente noto, ma non sempre utile. Rischio che di fronte ad un imprevisto, ad una giocata o ad un contesto mutevole egli peschi dal suo bagaglio motorio, tecnico e tattico soluzioni preconfezionate che potrebbero risultare inefficaci per il momento di gioco.

TECNICA, TATTICA E BASI OK! MA NON FRENIAMO L'INVENTIVA
D’altra parte, lavorare per rendere il gesto tecnico abituale ed automatico riduce il dispendio energetico, fisico e mentale, e libera l’attenzione che, in questo modo, potrà direzionarsi dove necessario. Un po’ come quando impariamo a guidare: all’inizio dobbiamo pensare a cambiare la marcia, premere il pedale giusto, ecc., col tempo tali gesti diventano automatici ed inconsapevoli e la nostra attenzione si libera e si rende disponibile per la sicurezza stradale, la direzione, ecc.
Mi viene in mente il controllo orientato, principio cardine nel gioco del calcio dove, una buona dimestichezza e padronanza del gesto mi permette di spostare l’attenzione sul gioco, sui compagni, sull’avversario puntando all’obiettivo: fare goal con la squadra.
 

È altresì vero che questo vantaggio deve spesso passare per la ripetizione del gesto stesso, e questo può comportare una grossa dose di noia e ripetitività che ancora una volta va a discapito dell’attenzione (vedi anche articolo personale precedente).
È evidente quindi, che da un lato è necessario lavorare affinché il giocatore faccia propri determinati automatismi tecnici e motori, avendo un’idea di gioco (moduli, rombi, linee, ecc.) per avere dei riferimenti, dall’altro lato diventa fondamentale abituare il ragazzo a pensare, scegliere, decidere, improvvisare con cognizione di causa affinché trovi la soluzione più efficace a seconda delle richieste del momento. Potremmo dire che gli automatismi sono a servizio del gioco pensato, ed il gioco pensato rende merito agli automatismi.
 
EVITARE LA NOIA DURANTE GLI ALLENAMENTI: ALCUNI ACCORGIMENTI
Diventa importante che l’allenatore alleni il gesto tecnico, senza esasperazioni e senza dimenticare la valenza del gesto fuori dagli schemi ordinari di pensiero, attraverso esercitazioni e ripetizioni che tengano conto di alcuni accorgimenti per evitare noia e saturazione:
  • Ridurre i tempi d’attesa;
  • Variare nelle proposte pur lavorando sullo stesso obiettivo;
  • Spiegare la finalità dell’esercizio;
  • Esplicitare l’utilità dell’esercizio contestualizzandolo al momento partita/scontro con l’avversario;
  • Introdurre ove possibili variabili: tipologia di attrezzi usati, spazio del campo occupato, compagno con cui mi sto allenando;
  • Rinforzare anche la libera iniziativa soprattutto se risulta efficace;
  • Stimolare la sperimentazione e l’apprendimento per prove ed errori;
  • Farli giocare!
 
OGNI GIOCATORE HA LE SUE CARATTERISTICHE!
L’allenatore dovrà poi ricordarsi che ogni giocatore fisiologicamente ed inconsapevolmente  personalizzerà il gesto tecnico-motorio per essere più efficace e adatto alla sua macchina-corpo.
A tal proposito, vi porto un mio vissuto personale dal mondo del nuoto nel quale ho vissuto per 15 anni: ricordo che il mio allenatore capì col tempo che, se voleva da me una virata veloce ed efficace, doveva abbandonare l’idea di portarmi a fare la virata “da manuale” e lasciarmi virare “a modo mio” (una virata esteticamente oggettivamente bruttina!). Guadagnai decimi di secondo preziosi, soprattutto per una velocista come me.
 
Esiste allora la cosa giusta da fare? Forse se vogliamo trovare una risposta che ci soddisfi e che in qualche modo ci indichi una direzione da prendere (non una strada!) è necessario abbandonare l’idea di una risposta univoca e capire che la cosa giusta da fare non è altro che la scelta che risulta in quel momento più efficace per quel giocatore e per quella squadra.

 

Autore

| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio". È inoltre Psicologa della FIGC veneto e docente FIN veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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