Celta Vigo, il segreto è la palla inattiva
Intervista a Marco Garces Director de futbol al Celta Vigo. I gol sono punti, e questi gol non ti costano nulla
Descrizione
Nella stagione appena conclusa il settore giovanile del Celta Vigo ha fatto registrare il record di gol su palla inattiva. Dietro c'è un metodo preciso e un nome italiano: Gianni Vio, campione d'Europa nel 2021 con l'Italia di Mancini. Il direttore sportivo Marco Garcés ci spiega come funziona — e perché ora vuole portarlo in prima squadra.
Il Celta Vigo sta vivendo un buon momento. La squadra è tornata in Europa, il progetto sportivo è solido e il club ha appena blindato il suo direttore sportivo, il messicano Marco Garcés, con un rinnovo fino al 2030. Ma il dato più sorprendente della stagione non arriva dalla prima squadra: arriva dal vivaio.
Nel settore giovanile, quasi tutte le squadre hanno chiuso l'anno con numeri mai visti sulla palla inattiva. Il Cadete B ha un saldo di +46 tra gol fatti e subiti da fermo. Lo Juvenil A è a +26 ed è diventato campione. Un record per il club. La prima squadra, invece, è l'unica con il saldo negativo.
Come è possibile? E cosa c'entra un ex bancario veneziano diventato il più famoso specialista di calci piazzati al mondo? Lo abbiamo chiesto direttamente a Garcés.
Il punto di partenza: «Sulla palla inattiva non c'era niente di scritto»
Il club parla di una metodologia che sta trasformando tutte le categorie. Che ruolo ha la palla inattiva in questo progetto?
«La nostra metodologia spiegava bene come giocare in possesso, in transizione e senza palla. Ma sulla palla inattiva non c'era niente di scritto. Non esisteva un metodo comune per tutto il club: ogni allenatore faceva da sé. Lì c'era uno spazio enorme da occupare, ed è quello che abbiamo iniziato a riempire».
I numeri del vivaio (e il confronto che conta)
I dati colpiscono: quasi tutto il vivaio in positivo, la prima squadra no. Come lo spiega?
«Prima di tutto, la Primera División è un'altra cosa. Le nostre giovanili di solito dominano le loro categorie. In Primera invece giochi contro Real Madrid, Atlético e Barcellona, e tutto diventa più difficile.
Detto questo, il dato del vivaio è molto significativo, perché negli anni scorsi non c'era. Il confronto con il passato dice tutto: nella stagione 23-24 lo Juvenil A aveva segnato cinque gol su calcio d'angolo. Quest'anno ne ha fatti diciassette. E lo stesso vale per le punizioni e per la differenza tra gol fatti e subiti.
Quei gol pesano. Nel 23-24 lo Juvenil A era arrivato terzo. Quest'anno è campione. La differenza reti non è solo un numero: sono punti, e i punti decidono i campionati».
I gol costano carissimi. Quelli da fermo sono gratis
Perché puntare così tanto proprio su questo aspetto?
«Guardi i numeri del Celta: gol e punti vanno quasi sempre a braccetto, è una costante degli ultimi dodici anni. Per entrare in Europa devi segnare più di sessanta gol a stagione. Il problema è che i gol costano carissimi: si comprano sul mercato, si pagano negli ingaggi. C'è un solo posto dove trovi gol che non pesano sul monte ingaggi: la palla inattiva.
E c'è un'altra cosa che ho imparato: è più facile introdurre i cambiamenti nel vivaio. Quando lì funzionano, la prima squadra li adotta. È esattamente quello che stiamo cercando di fare adesso».
La scusa che non regge: «Non è il profilo dei giocatori, sono le ore di lavoro»
Quanto conta per lei personalmente questo aspetto del gioco?
«Ho iniziato a interessarmene una ventina di anni fa, quando ho conosciuto Gianni Vio e i suoi primi corsi a Bologna. Da allora ho continuato a verificare una cosa: sulla palla inattiva si può incidere davvero.
Quando arrivi in un club e vuoi migliorare i piazzati, la risposta è quasi sempre la stessa: "Non abbiamo il profilo giusto, non c'è chi la calcia bene, non c'è chi salta". Noi abbiamo dimostrato il contrario: con gli stessi giocatori, lavorando bene, il rendimento migliora. Non è solo questione di profilo. È metodologia, schemi e ore di lavoro».
Il metodo Vio: dal Pachuca al Celta
Com'è nata la collaborazione con Vio e cosa porta a un progetto centrato sui giovani?
«Conosco Gianni da vent'anni e in questo tempo ho visto la sua evoluzione: era partito con centinaia di schemi, oggi lavora con meno soluzioni ma più mirate, e sta molto più direttamente sul campo. Ho visto crescere lui e ho visto crescere i suoi risultati.
Quello che è successo qui al Celta è lo stesso che era già successo al Pachuca, dove l'avevo portato io. Per questo non ho dubbi: il modello funziona e ti restituisce dividendi».
Come funziona: un metodo unico che scende dall'alto
In pratica, come arriva questo lavoro dai più piccoli fino alla seconda squadra?
«È un modello comune per tutto il club, guidato da uno specialista. Vio veniva alcuni periodi all'anno a tenere le sessioni e passava il suo sapere ad Alberto Suárez, il nostro specialista interno. Suárez poi lo applicava dallo juvenil in giù: per alcune squadre disegnava gli schemi, ad altre dava i principi per costruirseli, ad altre ancora schemi pronti da copiare.
Il lavoro vero è scomporre quel sapere per renderlo digeribile ai più piccoli: cosa devono imparare a ogni età, in modo che diventi il mattone su cui costruire il resto. Tutte le squadre lavorano con gli stessi schemi e tutte hanno avuto risultati eccellenti».
Cinque gol per cambiare una stagione
Che vantaggio si aspetta, a medio e lungo termine, da questa cultura del piazzato?
«Torno al punto: i gol sono punti. Per noi, in Primera División, la differenza tra un saldo positivo e uno negativo sulla palla inattiva vale oggi circa cinque gol. Cinque gol sono cinque punti. E cinque punti possono metterti in Champions League o buttarti nella lotta per non retrocedere.
Chi ha seguito la Liga quest'anno lo sa: la salvezza si è decisa sul filo, la corsa all'Europa anche. Cinque gol possono essere tutta la differenza. E quella differenza te la può dare la palla inattiva».
L'obiettivo: portare tutto in prima squadra entro il 2030
Guardando al 2030, qual è il prossimo passo?
«Replicare in alto i risultati che stiamo ottenendo nel vivaio. Vogliamo uno specialista che entri nell'allenamento del microciclo, che lavori più tempo con la prima squadra e disegni schemi più efficaci. Sì: inserire un esperto e dargli più spazio nella settimana rientra pienamente nei nostri piani».
Chi è Gianni Vio
Veneziano, ex impiegato di banca a Mestre, Gianni Vio è considerato il pioniere del ruolo di specialista dei calci piazzati: in carriera ha ideato oltre 4.000 schemi. Lanciato nel grande calcio da Walter Zenga, è passato tra le altre per Fiorentina, Milan, Brentford, Leeds e il Tottenham di Antonio Conte. Il suo momento più alto: lo staff di Roberto Mancini nell'Italia campione d'Europa nel 2021, dove i suoi schemi lasciarono il segno — su tutti il gol di Pessina contro il Galles. Ha lavorato anche con la nazionale degli Stati Uniti. Al Celta ha svolto il ruolo di consulente per il settore giovanile nella stagione appena conclusa.
Chi è Marco Garcés
Nato a Città del Messico, Marco Garcés è direttore sportivo del Celta Vigo da due stagioni, dopo una lunga esperienza al Pachuca, in Messico. A dicembre il club ha rinnovato il suo contratto fino al giugno 2030, riconoscendogli di aver messo A Canteira, il vivaio, al centro della pianificazione sportiva. Sotto la sua gestione il Celta è tornato stabilmente nelle competizioni europee.
In molti club i calci piazzati restano un'appendice: dieci minuti di corner alla vigilia della partita. Al Celta di Garcés sono diventati un sistema scritto, insegnato a ogni età, misurato nei gol. Il prossimo passo è dichiarato: portare in prima squadra ciò che nel vivaio ha già fatto il record.



































