MyCoach: lo strumento innovativo su cui fondare la tua base metodologica | YouCoach Salta al contenuto principale

MyCoach: lo strumento innovativo su cui fondare la tua base metodologica

MyCoach: lo strumento innovativo su cui fondare la tua base metodologica

Sommario
Non solo 1500 esercitazioni, ma lo strumento per impostare un'attività ponderata adattando la propria idea metodologica
 
Il gioco del calcio è un gioco situazionale e richiede capacità cognitivo-motorie che vanno attivate contemporaneamente nei diversi momenti in cui si evolve la gara.
Non esiste infatti un “momento condizionale” separato da un “momento tecnico” e/o da un “momento tattico” in cui l’atleta esercita l’una o l’altra capacità. Nella sua performance di gara, l’atleta esprime in modo globale la sua preparazione nei suoi aspetti fisico-condizionale e tecnico-tattico, e il livello di essa dipende dal grado di collegamento tra questi aspetti.
Per avere anche una sua valenza formativa globale il gioco del calcio deve saper collocare gli atleti nella posizione di “soggetti”, deve cioè saper tener conto di aspetti comportamentali non strettamente allenativi, quali ad esempio il non esasperare gli allenamenti, il cercare di rispondere ai bisogni e alle motivazioni degli atleti, il contenerne le ansie e lo stress da competizione.
A tale fine è consigliabile prediligere un’impostazione metodologica nella quale tutti gli atleti, a prescindere dalla loro età, possano “vivere” esperienze motorie e sportive gratificanti che portino ad apprendimenti permanenti e risultati duraturi.
 
 
L’APPRENDIMENTO DELL’ATLETA
 
Ogni apprendimento di un nuovo movimento passa attraverso tre livelli:
  1. Coordinazione grezza: è la fase dei tentativi. L’atleta apprende il nuovo movimento imitando l’esecuzione corretta dell’istruttore. Il risultato è un’azione poco armonica, caratterizzata spesso da apprensione e tensione causate dalla difficoltà di doversi concentrare su ogni singolo elemento dell’esecuzione. La durata della coordinazione grezza dipende da fattori quali le caratteristiche individuali, l’età e la bravura dell’istruttore.
  2. Coordinazione fine: è la fase in cui si acquisisce una maggiore consapevolezza e facilità nell’eseguire i movimenti, qualche automatismo e una migliore tecnica di esecuzione. Il movimento risulta più fluido e la soddisfazione dei risultati ottenuti agevola e stimola l’apprendimento. In questa fase la tecnica appresa non è però ancora stabile e fattori imprevisti anche minimi (ad esempio un periodo di inattività) possono incidere negativamente e far registrare dei regressi.
  3. Consolidamento: è la fase dell’acquisizione definitiva. Il movimento è stato automatizzato ed è entrato a far parte della memoria motoria: esso è richiamabile in qualsiasi momento e in qualsiasi contesto ed è soggetto agli adeguamenti e alle variazioni richiesti dalle diverse situazioni.
 
 
TAPPE DI FORMAZIONE
 
Ricordando che la programmazione dell’attività dei ragazzi ha carattere e struttura completamente diversi da quella degli adulti, per un processo d’allenamento corretto nel corso degli anni è necessario che l’istruttore abbia una visione ampia del gioco del calcio e lo articoli in una programmazione pluriennale.
Gli obiettivi andranno distribuiti in più anni attraverso precise “tappe di formazione” (cfr. E. Hahn, Kindertraining):
  • allenamento di base
  • allenamento di costruzione
  • allenamento di alto livello
  • allenamento di altissimo livello
Questa scansione permette il consolidamento degli schemi motori, lo sviluppo graduale delle capacità motorie, l’apprendimento della tecnica dei fondamentali, l’apprendimento della tattica individuale e di squadra per una crescita totale dell’allievo.
 
 
GRADUALITÀ E CARICHI DI ATTIVITÀ
 
“Nulla prima del tempo, nulla dopo il tempo, ogni cosa al suo giusto momento” (Nicola Comucci)
 
A livello di settore giovanile, è importante che l’istruttore sia ben consapevole del fatto che un progetto di crescita ha bisogno di tempi corretti di maturazione: la filosofia del “tutto subito” infatti è estremamente dannosa rispetto a un apprendimento efficace e consolidato.
Pretendere l’esecuzione perfetta di un gesto tecnico o di un movimento tattico prima che il lavoro sugli schemi motori di base e sulle capacità motorie sia stato completato, o pretendere che gli atleti imparino in poche sedute l’esecuzione esatta dei gesti tecnici e tattici significa vanificare tutto il progetto di formazione.
Il lavoro di costruzione deve essere paziente e rispettoso del ritmo di apprendimento dell’atleta: proporre troppi elementi tecnici in una volta sola nella fase iniziale, per esempio, può procurare troppi stimoli, ansia e confusione.
La distribuzione degli stimoli è importante e deve rispettare i processi di adattamento dell’atleta e del suo organismo: uno sviluppo armonico tra capacità motorie generali e capacità motorie specifiche è possibile solo se i carichi di attività (o lavoro) vengono dosati in modo corretto, in relazione all’età dell’atleta e alle fasi sensibili di sviluppo delle capacità motorie.
 
 
MOTIVAZIONE: CREARE IL CLIMA POSITIVO (“gioco” per crescere) 
 
La definizione “gioco del calcio” è significativa del fatto che chi lo interpreta voglia prima di tutto giocare. Ciò è vero sia in riferimento al bambino che all’adulto. Il gioco del calcio è un gioco e come tale dovrebbe essere interpretato.
Nell’impostare l’attività allenativa si dovrebbe fare in modo che chi la svolge pensi e agisca come fosse un gioco e non un lavoro e che si diverta nel farlo. A tal fine bisognerebbe creare continuamente proposte allenative nuove e accattivanti, per evitare quelle cadute motivazionali i cui sintomi più evidenti sono apatia, svogliatezza, perdita d’interesse, facile stancabilità.
Per sollecitare al meglio la motivazione dei propri allievi, l’istruttore dovrebbe impiegare un ampio repertorio di metodi e di risorse didattiche, quali:
  • sollecitare la curiosità degli atleti attraverso esercizi stimolanti
  • promuovere l’autostima attraverso l’esecuzione riuscita di esercizi impegnativi
  • utilizzare una grande varietà degli esercizi
  • introdurre con frequenza un’ampia selezione di giochi e gare
 
 
AUTOSTIMA E AUTONOMIA
 
La visione che un atleta ha di sé incide sul suo comportamento: chi si valuta positivamente, generalmente affronta tutto con più fiducia e ottimismo e l’assenza di ansia consente migliori prestazioni.
Il rispetto dell’istruttore per le iniziative di gioco dei suoi atleti è un valido supporto per accrescerne l’autostima. Un ottimo incentivo in tal senso è stimolare l’atleta a misurarsi con le tecniche più complesse, quali il dribbling e il gioco senza limiti di tocchi, nelle quali fantasia, iniziativa personale e confronto diretto con l’avversario sono esercitate in massima misura.
Solo in questo modo si mette l’atleta in grado di raggiungere quell’autonomia tecnica e tattica che rappresenta il fine ultimo del gioco del calcio. È la sola strada che porta alla maturazione creativa dell’atleta, opposta alla dipendenza dell’allenatore.
 
 
BIBLIOTECA TECNICA
 
“Quanto più un atleta sa, tanto più egli potrà essere utile a se stesso e alla squadra”
 
Uno degli obiettivi principali dell’istruttore dovrebbe essere quello di arricchire in tutti i modi la “biblioteca tecnica” dell’atleta di quegli elementi tecnici di cui egli ha necessità nel corso della gara per uscire da situazioni di difficoltà. Più ricco sarà il suo bagaglio tecnico, più facilmente egli risolverà contesti di gioco difficili a favore suo e della propria squadra.
Inoltre, l’approfondimento degli elementi tecnici complessi (dribbling, cambio direzione) avrà come ulteriore effetto non solo il consolidamento delle abilità motorie, ma anche il rafforzamento della sfera emotiva: la sicurezza acquisita nell’esecuzione efficace di gesti tecnici difficili porterà a un incremento dell’autostima e, conseguentemente, della motivazione ad apprendere, in un crescendo positivo nella formazione dell’atleta
 
 
 
È in quest’ottica e partendo da questi presupposti che abbiamo preparato una vastissima scelta di esercizi per gli istruttori di qualunque categoria. Gli esercizi sono stati organizzati all’interno di un’applicazione web, MyCoach.
Grazie alla nuova applicazione MyCoach ogni allenatore potrà usufruire di una serie di funzionalitá che permettono di gestire l'intera stagione sportiva.
Queste nuove funzionalità aiutano l’allenatore a decidere quali esercizi svolgere durante le sedute di allenamento, fornendo indicazioni e suggerimenti sul tipo di proposte da inserire in base al momento della stagione nel quale viene svolto l’allenamento. Attraverso una raccolta dati (filtri per categoria, obiettivo ecc.) il programma elabora le informazioni ricevute e suggerisce le proposte più idonee alla situazione in esame.
Solamente attraverso una programmazione sistematica, riuscendo a schematizzare la realtà in piccoli sottoproblemi e cercando obiettivi specifici l'allenatore riuscirà a valutare gli effetti dell'azione didattica che ha intrapreso durante la stagione.
Con il programma per creare le sedute di allenamento vengono fornite all'allenatore una serie di Progressioni didattiche e Serie di esercitazioni raggruppate ognuna con un obiettivo specifico (ad esempio un gesto tecnico, tecnica applicata o obiettivi tattici) o un mezzo operativo specifico.
Con l'utilizzo combinato di queste progressioni per obiettivo si possono creare dei percorsi formativi, ovvero delle sequenze di esercitazioni finalizzate allo stesso obiettivo che prevedono un percorso didattico con un graduale aumento della difficoltà.
 
OBIETTIVI
 
L’organizzazione degli esercizi per livelli all’interno di MyCoach ben si addice all’identificazione immediata, da parte dell’allenatore, dell’esercizio più adatto alla fase di apprendimento (coordinazione grezza/fine/consolidamento) corrispondente allo stadio di crescita dei suoi atleti.
L’allenatore potrà creare il suo allenamento quotidiano/settimanale/mensile/annuale all’interno della propria programmazione, sia che egli operi in un settore giovanile e strutturi l’attività attraverso le tappe di formazione, sia che egli lavori con atleti già formati.
L’allenatore avrà a sua disposizione un’ampia selezione di esercizi da cui attingere per organizzare una sua personale biblioteca fisico-tecnico-tattica adeguata agli atleti da lui allenati (per età, capacità, fasi sensibili ecc.). Da questa biblioteca egli sarà in grado di scegliere gli esercizi più efficaci rispetto alla situazione in cui si troverà ad operare e potrà “monitorare” continuamente la sua attività allenativa. Egli sarà in grado di:
  • avere una visione immediata degli elementi tecnici da proporre nella seduta d’allenamento
  • scegliere gli esercizi da proporre nella sua seduta d’allenamento
  • sapere quali tipologie di esercizi ha proposto nelle varie sedute d’allenamento
  • sapere quali esercizi ha proposto nelle varie sedute allenative
  • cercare sempre di nuovi esercizi (motivazione = apprendimento)
  • cercare gli esercizi più facili e quelli più complessi (livelli di apprendimento)
  • avere a disposizione un contenitore del programma allenativo settimanale/mensile/annuale (quali elementi tecnici e quali esercizi proposti)
 
 
CONTENUTI
 
Gli esercizi sono stati suddivisi in base ai vari movimenti tecnico-tattici che sono alla base del gioco del calcio e quelli che sono fondanti per l’apprendimento motorio generale:
  • calciare
  • ricevere
  • guida palla
  • dribbling (frontale, in rotazione, di spalle)
  • cambio direzione
  • colpo di testa
  • triangolo
  • anticipo
  • tiro in porta
  • rimessa
  • 1 contro 1; 2 contro 1; 2 contro 2; 3 contro 3
  • possesso palla
  • small-sided games
  • nastro
  • muro
  • forca
  • circuito tecnico-tattico/circuito fisico
  • circuito tecnico-fisico
  • giochi per la scuola calcio (gare - staffette - circuiti)
 
 
LIVELLI
 
Tutti gli esercizi sono stati divisi secondo una progressione didattica basata su tre livelli di difficoltà, dai più facili a quelli più complessi: in questo modo risulta semplice selezionare quelli che servono maggiormente sia per il singolo atleta che per la propria squadra, rispetto ai prerequisiti fisici, motori, tecnici o tattici e alle variabili situazionali e/o motivazionali presenti.
 
 
TIPOLOGIA
 
Gli esercizi che proponiamo sono attività individuali, a coppie o a gruppi, e prevedono la presenza di coni/paletti come punto di riferimento immaginario in sostituzione dell’avversario attivo, ma nel prosieguo della crescita del giocatore, l’allenatore potrà inserire un giocatore passivo e successivamente un giocatore attivo al posto di coni e paletti, simulando meglio la situazione di gioco.
Gli esercizi consentono di scomporre e analizzare le diverse fasi di gioco e permettono al giovane calciatore di memorizzare e perfezionare le varie gestualità, attraverso la ripetizione. Gli obiettivi principali sono l’apprendimento e il consolidamento dei gesti specifici (passaggio, stop, dribbling, cambio direzione ecc.) nonché il continuo rapporto con la palla.
La grande varierà di esercizi proposti consente all’allenatore di suscitare nell’atleta l’interesse e la curiosità nel trovare sempre nuovi allenamenti e nuovi esercizi, garantendo così quella motivazione e quel divertimento che sono il presupposto per l’apprendimento duraturo e la crescita dell’atleta.
 
 
VIDEO
 
Su alcuni dei fondamentali tecnici più complessi quali il dribbling frontale, il dribbling in rotazione, il dribbling di spalle, il cambio direzione sono stati sviluppati dei filmati con dimostrazioni pratiche, per consentire una maggiore chiarezza e comprensione del gesto. Ciò allo scopo di offrire agli istruttori una serie di varianti estrapolate da diverse giocate fatte dai grandi campioni e metterle a loro disposizione perché possano insegnarle ai loro atleti, che poi le riporteranno in campo come elementi di arricchimento del gioco. È importante che l’istruttore le provi, comprenda i giusti movimenti e poi ne dia dimostrazione agli atleti.
 
 
CODIFICAZIONE DEI GESTI TECNICI
 
Tutti i fondamentali tecnici (passaggio, stop, colpo di testa ecc.) sono stati suddivisi e denominati in base al modo con cui l’atleta viene a contatto con il pallone (interno piede, collo piede ecc.) e vengono così facilmente e prontamente riconosciuti dal giocatore.
Per i dribbling (frontale, in rotazione, di spalle) e i cambi direzione, per i quali abbiamo sviluppato molteplici varianti, suggeriamo all’istruttore, dopo aver insegnato quel determinato elemento tecnico, di elaborare un codice convenzionato per identificarli insieme ai suoi ragazzi, affinché i giocatori capiscano ed eseguano subito la proposta allenativa senza perdita di tempo (esempio: dribbling frontale potrebbe essere denominato “doppio passo” o “ronaldo” o altro; questo vale anche per le altre varianti dei vari elementi tecnici).
Il fatto di denominare l’elemento tecnico permetterà di codificare il gesto rendendolo facilmente identificabile o riconoscibile per il giocatore, senza dover rispiegare l’esecuzione del gesto che l’allenatore vuole proporre in quel contesto di esercitazione, con il risultato di rendere più fluida l’attività e di evitare perdite di tempo
La nostra proposta di codifica è la seguente:
 
 
 
 
 

 

 
 
CONCLUSIONE
 
Questi esercizi non sono in nessun senso delle ricette precostituite. Sono stati pensati per aiutare gli istruttori a scoprire esercitazioni sempre nuove, con la speranza che possano essere d’ispirazione nel loro programma d’allenamento (giornaliero, settimanale, mensile, annuale) per trovare gli esercizi più congeniali per i propri giocatori dal punto di vista tecnico, tattico, fisico e motivazionale.
Gli istruttori possono modificare/migliorare gli esercizi con apporti personali e inserirne di nuovi a piacimento, se ritenuti validi secondo la propria esperienza, così da arricchire maggiormente l’attività allenativa dei propri atleti.