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Match analysis: Inter - Milan (1 - 0)

Match analysis: Inter - Milan (1 - 0)

 
Sommario
Riassunto e analisi della partita giocata il 22/12/2013

Presentazione

Allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro per la diciassettesima giornata del campionato di Serie A, si gioca il derby di Milano: Inter-Milan.
Entrambe le squadre vivono un momento non esaltante.  I neroazzurri sono reduci dalla sconfitta patita in casa del Napoli, pesante nel risultato meno nell’espressione del gioco, e da una serie di pareggi che hanno visto la squadra di Mazzarri subire molti gol, aspetto inusuale per il tecnico toscano.
Il Milan occupa la seconda metà della classifica, a soli cinque punti dalla zona retrocessione. E’ reduce dal 2-2 casalingo contro la Roma che ha dato alla squadra di Allegri delle indicazioni positive su cui lavorare. Inoltre è l’unica squadra Italiana promossa agli ottavi di Champions League, conquistati con merito.
Entrambe le squadre hanno un chiaro bisogno di punti, il Milan per rilanciarsi, l’Inter per avvicinare la zona Champions. E’ lecito attendersi un match vivo e combattuto, ricco di spunti interessanti.
 

Formazioni

Inter (3-5-1-1) Milan (4-3-2-1)
   
Handanovic Abbiati
Campagnaro De Sciglio
Rolando Zapata
Juan Jesus Bonera
Johnatan Konstant*
Taider* De Jong
Cambiasso*** Poli***
Zanetti** Muntari
Nagatomo Saponara**
Guarin Kakà
Palacio Balotelli
   

*Kovacic (57’)

**Kuzmanovic (68’)

***Icardi (83’)

*Emanuelson (46')

**Matri (75’)

***Pazzini (88’)

   
All. Walter Mazzarri All. Massimiliano Allegri

Milano 22/12/2013 - Stadio Giuseppe Meazza

 
 
Contrapposizione tattica
L’Inter di Walter Mazzarri si schiera con il solito 1-3-5-1-1. Handanovic in porta; difesa a tre con Campagnaro, Rolando e Juan Jesus; Centrocampo con Johnatan e Nagatomo esterni; Cambiasso play, Taider e Zanetti interni; Guarin a sostegno di Palacio.
Il Milan di Massimiliano Allegri si schiera con il consueto albero di natale, 1-4-3-2-1. Abbiati in porta; linea difensiva con De Sciglio, Zapata, Bonera e Konstant; De Jong vertice basso con Poli e Muntari interni; Kakà e Saponara a sostegno di Balotelli.
 
 
Dalla contrapposizione tattica “statica” possiamo osservare la creazione dei seguenti duelli:
  • 3 vs 1 in favore dei difensori dell’Inter nei confronti dell’attaccante del Milan
  • 5 vs 4 in favore dei centrocampisti del Milan che aggiungono, in zona centrale, i due trequartisti ai tre centrocampisti contro il “rombo” dell’Inter.
  • 1 vs 1 in zona esterna tra i terzini rossoneri e gli esterni di centrocampo neroazzurri
  • 2 vs 1 in favore dei difensori del Milan contro l’unica punta neroazzurra

 

I punti focali che, a mio avviso, fungeranno da chiavi tattiche del match sono:
  • La capacità dell’Inter di sfruttare le zone esterne. Il Milan adotta un sistema di gioco, l’albero di natale, che non prevede un presidio costante sulle corsie esterne. L’Inter, invece, gioca con due centrocampisti esterni molto larghi che, utilizzando l’azione tattica di Guarin di continua densità in zona palla e creazione di superiorità numerica, potrebbero mettere in apprensione la retroguardia rossonera
  • Le uscite dei calciatori del Milan in zona esterna, in fase di non possesso palla
  • La capacità del Milan di gestire la palla a centrocampo e di servire i trequartisti tra le linee
  • La capacità del Milan di contro-attaccare le corsie esterne dell’Inter
 
Fase di possesso palla Inter
La squadra di Mazzarri ha mostrato un approccio positivo nei primi minuti della gara. Ha cercato di fare la partita impostando il gioco sin dalla zona di costruzione bassa sfruttando il giro palla dei tre difensori centrali, salvo poi modificare questo approccio a causa del pressing ultra-offensivo rossonero.
Il principio di gioco dell’Inter è il possesso palla, rapido, attraverso una manovra che si basa sull’avvolgimento , ossia sulla ricerca della ampiezza per poi creare e rifinire uno sviluppo di gioco offensivo sfruttando la zona centrale del campo, attraverso il trequartista centrale che funge da ispiratore per l’attacco della profondità dell’attaccante e del centrocampista esterno lato debole.
 
 
Questo tipo di situazione è molto praticata dall’Inter. Ecco perché Mazzarri ha scelto l’utilizzo di un sistema apparentemente poco offensivo, ma che mette un calciatore come Guarin nelle condizioni ideali per inserirsi, attaccando lo spazio libero, e creare situazioni pericolose.
 
 
Il costante sviluppo di trame offensive sulle corsie esterne è stato probabilmente dettato anche dalla contrapposizione tattica, che vede i rossoneri presidiare le zone esterne con i soli terzini.
Di conseguenza, il movimento del centrocampista esterno a tagliare dentro con il pallone ed il successivo movimento ad allargarsi del centrocampista interno lato palla, che presumibilmente sarà seguito da un avversario, ha avuto il preciso scopo di aprire degli spazi che il trequartista ha poi successivamente potuto attaccare.
 
 
Nel secondo tempo Kovacic (che sostituisce Taider) ha occupato la posizione di trequartista alle spalle di Palacio, con Guarin che si è posizionato sulla linea dei tre centrocampisti.
Ma è soprattutto con il successivo ingresso di Icardi che l’Inter ha cambiato disposizione tattica.  L’attaccante argentino è stato utilizzato in coppia con Palacio in un 1-3-5-2 che prevedeva Kovacic e Guarin centrocampisti interni molto avanzati, pronti ad attaccare lo spazio libero.
Proprio da questa situazione è nato il gol del vantaggio neroazzurro che poi ha decretato il risultato finale:
palla indirizzata sull’esterno a Nagatomo che taglia internamente con il pallone; il giapponese alterna il fronte del gioco trasmettendo la sfera sulla corsia opposta dove Johnatan, prontamente, attacca lo spazio. A questo punto si verifica una situazione già analizzata precedentemente: Guarin attacca lo spazio libero in zona luce e fornisce un assist per Palacio che, perfettamente, attacca il primo palo.
 
 
 
Fase di possesso palla Milan
La squadra di Allegri ha sempre l’obiettivo di fare la partita, costruendo il gioco nella zona di impostazione media del campo. I primi minuti di gioco non sono stati ben gestiti in questo senso. Il movimento senza palla di attacco degli spazi è statp mal eseguito nel binomio spazio-tempo ed i rossoneri hanno faticano ad impostare trame limpide di gioco.
Con il passare dei minuti, però, i rossoneri hanno trovato qualità nella manovra, muovendo palla velocemente e con pochi tocchi. L’impostazione del gioco, che parte sempre dalla zona di costruzione bassa, prevedeva il giro palla dei tre difensori ed il successivo avanzamento o trasmissione, in zona di costruzione media, verso uno dei tre centrocampisti, preferibilmente De Jong.
Essendo l’olandese, però, spesso marcato, la soluzione praticata dal Milan di Allegri è stata quella di effettuare una classica rotazione del rombo di centrocampo con l’interno lato opposto alla palla che si è abbassato a riceverla per impostare il gioco.
 
 
Altro aspetto da rimarcare, come sottolineato in figura, è stato il continuo sostegno dell’azione da parte dei difensori esterni.
 
 
Inizialmente il Milan è sembrato disporsi con un 1-4-3-2-1 (albero di Natale), successivamente, però, il sistema utilizzato è stato il 1-4-3-1-2 con Saponara vertice alto del rombo, sempre abile a smarcarsi tra le linee, con Kakà (più libero di muoversi) e Balotelli attaccanti.
La ricezione del calciatore tra le linee di difesa e centrocampo avversario è un importantissimo sotto-principio di gioco del Milan. L’efficacia di questa azione tattica ha permesso di impostare delle rapide trame offensive che consentivano ai calciatori rossoneri di avvicinarsi pericolosamente verso la porta.
 
 
Nel finale di gara Matri ha sostituito Saponara con Kakà che è andato ad occupare la posizione di trequartista. Il Milan, però, non è più riuscito a sostenere il gioco dal punto di vista fisico.  I due attaccanti hanno lavorato poco senza palla e Kakà non è più riuscito a raddoppiare sui possessori di palla avversario costringendo i rossoneri ad abbassarsi troppo.
 
Fase di non possesso palla Inter
I primi minuti del match hanno visto i neroazzurri comportarsi in maniera molto aggressiva, organizzando un pressing offensivo e talvolta ultra-offensivo impedendo al Milan di sviluppare trame di gioco pulite.
 
 
Con il passare della gara, però, il Milan ha trovato una maggiore qualità nella sua circolazione della palla e l’Inter si è posizionata ad un livello molto basso del campo, schierandosi con un 1-5-3-1-1, e privilegiando il principio della concentrazione difensiva.
 
 
Questo tipo di impostazione si è protratta per almeno 60 minuti di gioco.
Con l’ingresso di Kovacic l’inter è riuscita a tenere palla in avanti con maggior costanza, consentendo alla sua linea difensiva di avanzare il proprio baricentro e di curare, in maniera ottimale, le coperture preventive. 
 
Fase di non possesso palla Milan
Dopo alcuni minuti di assestamento il Milan è riuscito ad impostare la fase di non possesso palla in maniera ottimale, per tutta la durata del primo tempo.
La circolazione veloce della sfera ed il conseguente arretramento del baricentro dell’Inter ha messo i difensori del Milan in condizioni ottimali per eseguire delle ottime coperture preventive, che sono sistematicamente riuscite nei confronti dei calciatori neroazzurri.
 
 
Anche il comportamento su palla esterna, per un ora abbondante di gioco, è sembrato funzionare. La squadra si è difesa corta e compatta con i centrocampisti interni (lato palla) che si sono mostrati abili a raddoppiare il terzino e/o a seguire prontamente gli inserimenti dei centrocampisti neroazzurri. 
 
 
Nell’ultimo quarto d’ora, invece, le energie fisiche dei rossoneri sono calate vertiginosamente, ed il negativo atteggiamento dei difensori (troppo bassi) e degli attaccanti (poco attivi nella fase di non possesso), ha consentito all’Inter di giocare la palla con maggiore facilità rendendosi estremamente pericolosa.
Il gol del vantaggio dei neroazzurri è scaturito proprio da una situazione di gioco in cui i rossoneri stavano difendendo troppo bassi. Guarin attacca lo spazio libero con Muntari segue prontamente il taglio. L’errore grave è stato, a mio avviso, commesso da Bonera il quale decide di raddoppiare il centrocampista ghanese andato in pressione su quello neroazzurro.
Questo tipo di comportamento difensivo è risultato particolarmente sbagliato ed inefficace per due motivi:
  1. Guarin era già in procinto di eseguire il cross e lo stesso Bonera non avrebbe avuto nessun margine per contrastarlo
  2. L’inserimento dei centrocampisti neroazzurri in area di rigore aveva creato una situazione di parità numerica che Bonera, con la sua scelta, ha trasformato in situazione di grave inferiorità numerica centrale.
La magia di Palacio ha fatto il resto.
 
 
Palle inattive (esempi di corner) Inter
I neroazzurri hanno, generalmente, l’obiettivo di effettuare una battuta corta creando superiorità numerica. 
In questo caso la battuta è stata a rientrare verso il centro dell’area di rigore con Johnatan pronto allo scambio corto.
5 uomini a saltare con Palacio che ha attaccato il primo palo, Campagnaro il secondo (partendo centralmente), Rolando sfruttando il terzo tempo, Guarin centralmente.
Nagatomo si è posizionato al limite dell’area di rigore.
 
 
Palle inattive (esempi di corner) Milan
Battuta ad uscire verso il centro dell’area di rigore.
Un uomo pronto per lo scambio corto.
6 uomini a saltare. Il pallone era indirizzato a Balotelli che centralmente aveva il compito di indirizzare la palla verso il secondo palo, sfruttando l’inserimento “in terzo tempo” di Bonera e Zapata sul secondo palo, che partivano dal limite dell’area di rigore.
Contestualmente Poli attaccava il primo palo e Muntari si appostava all’altezza del dischetto.
 
 
Conclusioni
Non è stato un derby memorabile sotto il punto di vista tecnico-tattico.
La vittoria dell’Inter è stata sicuramente meritata per determinazione e voglia di ottenere il risultato. La strategia di difendersi con ordine, di utilizzare le corsie esterne e di sfruttare la capacità di Guarin e Palacio di attaccare gli spazi liberi e liberati ha ripagato gli uomini di Mazzarri, nonostante un primo tempo timoroso per atteggiamento tattico.
Il Milan ha retto bene per un ora di gioco, è riuscita a compiere i principi ed i sotto-principi tipici del suo gioco con, però, poca qualità e imprevedibilità, soprattutto nei suoi terminali offensivi. L’impressione è stata che la squadra di Allegri sia vertiginosamente calata fisicamente, consentendo all’Inter di prendere il sopravvento ed impostare l’affondo decisivo nei minuti finali; atteggiamento che ha portato al gol del definitivo vantaggio.
 
Giuseppe Maiuri

 

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| Allenatore in seconda (Primaversa S.S. Juve Stabia)

Allenatore in seconda della primavera della S.S. Juve Stabia e autore del blog http://metodocalcio.com/

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