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Le sostituzioni

Le sostituzioni

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo faremo alcune riflessioni su come gestire il momento delle sostituzioni ed aiutare chi entra a trovare un modo adeguato per attivarsi
Riflettiamo: dedichiamo, e pretendiamo, trenta/sessanta minuti per il warm-up fisico e mentale per i giocatori che partiranno titolari, mentre i sostituti hanno una manciata di minuti per attivarsi lungo una striscia di terreno. 
Ci sono allenatori che convocano i giocatori almeno un’ora prima del fischio di inizio per avere tutto il tempo necessario per prendere confidenza con il luogo, cambiarsi con gli accorgimenti del caso, scaldare i muscoli e provare qualche tiro in porta, trovare la giusta concentrazione e determinazione in campo, tutto fatto con la massima calma e cura dei particolari: l’obiettivo è quello di trovare l’attivazione ottimale funzionale alla prestazione. Il prepartita è quel momento dove anche la routine pregara (vedi articolo precedente) aiuta a trovare la giusta attivazione.
Ma cosa accade invece  per i sostituti?
 
 
Spesso non diamo la giusta attenzione e considerazione al warm-up dei giocatori che subentrano e che talvolta si trovano ad essere letteralmente buttati in campo perché il Mister decide all’improvviso di fare una sostituzione, magari perchè infuriato dopo l’ennesimo errore di un giocatore.

Il malcapitato quindi, si trova a dover attivarsi mentalmente e fisicamente in una frazione di secondo per entrare in partita che, con molta probabilità, si trova in un momento vivo, forse decisivo, del match.
Va meglio a chi riceve un preavviso, di solito siamo nell’ordine di una decina di minuti, per cui può iniziare a corricchiare lungo il bordo campo, fare qualche slancio di gamba, seguendo l’azione di gioco.
 
È evidente che dobbiamo prestare la giusta attenzione anche all’attivazione dei sostituti che non può essere lasciata al caso, dobbiamo insegnare ad ogni giocatore (anche i migliori potrebbero partire dalla panchina qualche volta) a trovare delle modalità rapide di attivazione fisica e mentale per essere pronti nel momento in cui deve sostituire un compagno.
Significa parlarne con loro, trovare e provare gesti e modalità che più li aiutano in questo, significa abituarli anche, in allenamento o nelle amichevoli, a riscaldamenti brevi, studiare parole-chiave che richiamino in loro uno stato di attivazione e concentrazione ottimali.
Anche nel riscaldamento iniziale di squadra i giocatori che partiranno in panchina vanno osservati, valorizzati e stimolati a ricordare quale è il loro ruolo fondamentale. Chi parte dalla panchina spesso ha pensieri negativi su sé stesso e sul senso del suo ruolo. Vanno sufficientemente attivati, non sovraccaricati per evitare che si esauriscano prima ancora di entrare in campo, adeguatamente e discretamente stimolati e resi partecipi nel corso della prestazione. Come una macchina a cui scaldiamo bene il motore all’inizio, poi, sapendo che passerà del tempo prima che vada in pista (non possiamo lasciarla su di giri), dobbiamo fare in modo che resti accesa e calda con i giri al minimo, pronta, dopo qualche accelerata e controllo (quel breve riscaldamento prima di entrare), a iniziare a correre!!!
 
 
Allo stesso tempo, ogni allenatore dovrebbe prevedere chi entrerà in campo facendo scelte ragionate e non dettate dalla foga del momento così da garantire sempre un tempo materiale minimo di riscaldamento.
Il giocatore che subentra spesso può essere decisivo per la partita, quindi va valorizzato e “messo a punto” tanto quanto un titolare, adottando anche degli ulteriori accorgimenti proprio in virtù del fatto che si ha meno tempo da dedicargli e che emotivamente talvolta può partire frustrato, demotivato od insicuro.
 
Un buon allenatore non lascia nulla al caso e ai suoi occhi ogni petalo della sua Rosa ha lo stesso valore ed importanza.

 

Autore

| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio". È inoltre Psicologa della FIGC veneto e docente FIN veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

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