Come terminare le sedute di allenamento | YouCoach Salta al contenuto principale

Come terminare le sedute di allenamento

Come terminare le sedute di allenamento

 
Obiettivo
Sommario
In questo articolo parleremo di quale sia la modalità più corretta di concludere una seduta di allenamento soprattutto da un punto di vista emotivo e psicologico
Un bravo allenatore è colui che programma ogni seduta di allenamento in funzione degli obiettivi nel breve e lungo termine dopo aver valutato contesto, risorse e giocatori.
Nulla dovrebbe essere lasciato al caso, ed ogni imprevisto dovrebbe rivelarsi un’opportunità di lavoro.
Se è più evidente che la fase di attivazione è assolutamente preparata e in funzione delle esercitazioni che seguiranno, non è altrettanto scontato che la chiusura della sessione di allenamento sia pensata e attentamente definita.

Bambini che giocano a calcio

La fine dell’allenamento è carica di significati: la stanchezza è molta, ma non sempre i giocatori hanno la sensazione di appagamento e riuscita; tante sono le emozioni che si sono susseguite, non sempre positive e non tutti i giocatori riescono a gestirle in modo corretto; molte le cose fatte, l’apprendimento passa attraverso errori e momenti di difficoltà sul piano tecnico, fisico, ma anche relazionale ed emotivo.
È fondamentale che ogni giocatore esca dal campo stanco, ma sereno; i ragazzi hanno bisogno di sentirsi capaci, di sapere che se non oggi, domani ce la faranno e di acquisire fiducia nelle proprie possibilità di crescita.
Finire bene l’allenamento non significa lasciar loro fare ciò che vogliono “divertitevi ora!”. Certo è auspicabile prevedere del tempo a fine seduta in cui la parte ludica dell’attività abbia maggior spazio per scaricarsi psicofisicamente e lasciar andare ... Ciò però che conta è fare in modo che il ragazzo sperimenti in chiusura di allenamento delle esperienze di riuscita perché saranno queste che ricorderà di più e che avranno un maggior impatto emotivo positivo.
 
TORNIAMO A CASA MOTIVATI!
Mente potenza ideaTerminare un’esercitazione con un’esperienza di fallimento senza elaborarla o senza farlo cimentare in qualcosa in cui riesce significa far portare a casa al ragazzo dei ricordi spiacevoli su cui potrebbe rimuginare in maniera poco costruttiva. È invece importante, in caso di errore o difficoltà, chiudere rassicurando il giovane sulla possibilità di riuscita attraverso l’impegno e il lavoro. Inoltre, per l’effetto “recency” per cui tendiamo a ricordare meglio le cose vissute e sperimentate da poco, metterlo in gioco in qualcosa che già padroneggia gli permette di serbare un ricordo di riuscita che avrà un impatto emotivo positivo; ciò gli darà anche la carica per affrontare meglio gli errori e i problemi sperimentati. Per lo stesso motivo, l’effetto recency ci suggerisce di chiudere la seduta di allenamento trasmettendo parole incoraggianti e motivanti perché saranno queste che più gli resteranno impresse nella memoria.
 
Possiamo per esempio, riprendere un gesto tecnico in cui è risultato efficace, fargli eseguire un compito che padroneggia, farlo giocare in un ruolo/posizione che sente sua. Conoscendo i nostri giocatori sarà facile trovare cosa far loro fare. E non sarà perdere tempo, anzi. Ciò si tradurrà in un investimento da un punto di vista emotivo e psicologico, oltre ad andare a rinforzare elementi tecnici funzionali al gioco del calcio. 

 

Autore

| Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta

Trevigiana nata a Montebelluna, da sempre vive nel mondo dello sport: ha praticato nuoto ad alto livello per 15 anni, pluricampionessa italiana nello stile libero, vanta titoli internazionali e diverse convocazioni in nazionale; ha praticato pallanuoto per 12 anni militando in serie A e giocando per l’Augusta (Siracusa), il Palermo, il Bologna e il Mestre (Venezia).

Laureata a Padova in Psicologia clinica, si è specializzata in Psicoterapia cognitivo-comportamentale e in Psicologia dello Sport. Ha scritto per la rivista specialistica “Il Nuovo Calcio".

È psicologa della FIGC Veneto, psicologa del centro federale territoriale di istrana (TV) e docente FIN Veneto.

Esercita la libera professione a Montebelluna e collabora con diverse Società sportive di calcio, nuoto, nuoto sincronizzato, ciclismo, basket, ginnastica artistica e scherma. Si occupa di formazione di allenatori e genitori, e segue gli atleti individualmente e in gruppo.

Email: danielaoriandi@hotmail.com

 

Articoli correlati

  • Gestione ansia prestazione

    Riassumendo l'ansia

    Negli articoli precedenti ci siamo addentrati nel mondo dell’ansia, fornendo in dettaglio la definizione e...

  • Allenatore pallone idea

    L'allenatore nel pallone

    Con l’inizio di una nuova stagione i buoni propositi e gli obiettivi sono sempre molti. È importante prima di tutto...

  • Superman superkid self believe

    SuperME

    Nell’articolo precedente abbiamo illustrato come l’immaginazione possa incrementare un dialogo interno positivo....

  • No excuses

    AAA cercasi alibi

    I giocatori di fronte ad una sconfitta o un errore possono attribuirne la causa a fattori esterni. È importante...